Dovrebbe essere tutto chiaro oramai!

Archiviato il martedì, 27 gennaio 2009 in:
C’è qualcosa che mi sfugge dell’attuale momento che stiamo vivendo.

D’accordo, c’è una crisi economica globale, innescatasi a causa della deriva della finanza, del moltiplicarsi cioè dei crediti e dei debiti attraverso la leva finanziaria, creare cioè dal nulla ricchezza valutaria poi inesigibile in quanto a questi valori virtuali non corrispondono valori reali.

Addirittura il pil globale, la ricchezza reale prodotta da tutti i paesi del mondo corrisponde circa a 50mila miliardi di dollari, mentre gli investimenti finanziari, la ricchezza virtuale creata attraverso la leva finanziaria vale tra i 500 mila ed il miliardo di miliardi di dollari.

(ivi comprese naturalmente le capitalizzazioni delle borse, le quali in occidente sono comunque ancora valutate oltre il 30% del loro effettivo valore, secondo alcuni economisti)



In termini semplici:se una banca ha riserve stimate 2, essa può creare valuta fino a 50.
Quando questo valore creato dal nulla è investito in ricchezza reale, cioè in investimenti sulla produttività, su immobili e comunque su ciò che espande questa ricchezza, la distribuisce orizzontalmente a tutte le fasce della popolazione essa è un valore aggiunto, un qualcosa che contribuisce all’espansione della ricchezza stessa.

Ma quando questo valore creato dal nulla, è usato esclusivamente allo scopo di generare profitti sempre maggiori attraverso speculazioni e vere e proprie scommesse, non si espande in orizzontale, non è distribuita nelle varie fasce sociali, non crea valore aggiunto, ma ha una connotazione verticale, cioè rimane a vantaggio di pochi, ed al tempo stesso continua a moltiplicarsi rigenerarsi attraverso l’effetto leva

(dispongo di 1, allora posso investire 20),

e come in tutte le cose, prima o poi si arriva alla massa critica, alla goccia che fa traboccare il vaso, al punto in cui al moltiplicarsi della ricchezza virtuale non può corrispondere alcuna ricchezza reale.

E questi crediti, questi valori inesigibili hanno messo in difficoltà tutto il sistema bancario globale, incapace di fare fronte ad una situazione che ha superato tutti i limiti “reali”, ha cioè fatto collassare sotto il peso dei debiti moltissime banche ed istituzioni finanziarie, dalle più importanti(lehmanB. su tutte) fino alle piccole realtà locali, mettendo in crisi tutto il sistema economico globale che attraverso il credito, quindi le banche e le istituzioni finanziarie si alimenta e deve il funzionamento dei suoi meccanismi.

La finanza virtuale, ha di fatto messo in crisi profonda e grave l’economia reale, poiché diventa sempre più difficile, se non impossibile fare ricorso al credito.

E fino a questo punto la situazione, le cose sono chiare, palesi.

Però la domanda semplice, anzi l’evidenza che a molti sembra sfuggire è una sola:
Ammesso che si possa ricorrere al credito, che non vi sia stata questa crisi finanziaria che ha fatto saltare molte banche ed istituzioni finanziarie e che abbia lasciato un clima ed una profonda sfiducia al punto che è diventato difficile, se non impossibile addirittura il ricorso ai prestiti interbancari, cioè il credito a cui le banche ricorrono reciprocamente, anche disponessi delle risorse finanziarie necessarie, in quale settore, in quale attività investirei questo danaro?

Questo è il problema di fondo.

Anche senza la crisi finanziaria, quale sarebbe il possibile sbocco , il settore dell’economia reale dove avrei più probabilità di riuscire?

Se alzo gli occhi e mi guardo intorno, posso solo osservare che rispetto a 20-30 anni fa, l’economia reale non mi offre quegli sbocchi e quelle aspettative di espansione e crescita.

E soprattutto non offre agli accumuli ai capitali finanziari investiti quei profitti mirati, anzi è sempre maggiore il rischio che al capitale investito non corrisponda alcun beneficio.

E questo è stato certamente il dubbio di chi da 15-20 anni a questa parte amministra, investe ed ha la mansione di ricavare profitti sempre maggiori sugli accumuli, sui capitali finanziari investiti.

Non offrendo più l’economia reale in occidente le prospettive di profitti sempre maggiori, avendo il ciclo espansivo raggiunto la saturazione e per ciò che concerne il mantenimento, cioè i consumi stabili dei beni reali(alimentari, auto elettrodomestici etc)la produzione è stata decentrata presso le economie emergenti, con investimenti minimi e costi produttivi inferiori anche di 10 volte l’occidente, gli amministratori degli ingenti capitali finanziari hanno cercato nuove strade, nuove possibilità di profitti per i capitali investiti.

Queste nuove possibilità sono consistite nella cosiddetta finanza strutturata, i derivati, prodotti finanziari concernenti dei veri e propri pacchetti di offerte, con dentro titoli, azioni, crediti. In pratica diversi strumenti finanziari legati però all’andamento futuro delle valute.

 Quindi autentiche scommesse.

Oltre a ciò, il pascolo più concreto di questi consistenti accumuli, il ritorno sicuro degli investimenti con cospicui profitti è costituito dai futures, dall’acquisto cioè di beni di consumo vitali indispensabili, come il petrolio, i beni alimentari o i minerali.

Quindi enormi disponibilità finanziarie

(si è parlato addirittura anche di alcuni fondi pensione)

investite sugli andamenti  futuri di beni come petrolio, grano o rame, capaci di alterarne i prezzi al di fuori degli andamenti dei mercati, della correlazione tra domanda ed offerta.

E’ successo per i minerali come rame alluminio zinco,(2004-2005) per i beni alimentari come mais riso grano(2007( e succede di frequente per il petrolio.

I prezzi finali di questi beni globali indispensabili, è dimostrato che non dipendono certo dai ribelli del delta del niger o dagli uragani nel golfo del messico, bensì dalla speculazione, da ingentissimi capitali finanziari che per recuperare le perdite avute dalle scommesse finite male o semplicemente per garantire agli investitori i profitti promessi, periodicamente fanno delle vere e proprie scorribande nel mercato dei beni di consumo alterandone i prezzi finali, scaricando cioè sul consumatore finale globale il profitto tratto.

Queste scorribande sono periodiche, perché un alterazione dei prezzi troppo prolungata dei beni di consumo indispensabili può dar luogo a delle vere e proprie sommosse, come accadde lo scorso 2007 in egitto a causa dell’aumento del prezzo del pane.

E come si può scommettere al rialzo dei prezzi, il libero mercato globale consente di scommettere anche sul ribasso dei prezzi, come sta succedendo per il petrolio, dove ad esempio 2 anni fa, in pieno rialzo dei prezzi del greggio, il settore finanziario dell’eni, secondo una nota diffusa allora dalla stampa, scommise una cifra vicina al miliardo di dollari sul ribasso del prezzo del petrolio fino ai 50 dollari il barile.

Nel mio piccolo, ebbi una reazione scomposta, pensando male e cioè era un ulteriore volatilizzarsi di danaro pubblico(e privato) magari con intrecci i cui fini avrebbero favorito solo l’agenzia che raccolse questa scommessa ed il funzionario che l’aveva avviata.

Invece, non ebbe torto chi allora ebbe questa intuizione.
 Chapeau!
 E faccio mea culpa per le critiche a suo tempo fatte, anche se naturalmente non sono state recepite dal destinatario.

Questi sono solo aspetti relativi. Il dato di fatto è che oggi, anzi diciamo da oltre 20 anni a questa parte in occidente si investe sempre meno nell’economia reale, perché non sono garantiti i profitti, in primo luogo a causa del fatto che il consumo di beni è giunto alla saturazione ed in secondo luogo perché per ciò che concerne il consumo stabile,l’indispensabile, le attività produttive sono state delocalizzate presso le economie emergenti soprattutto dell’estremo oriente e la globalizzazione ha aperto le porte alle produzioni di nuove realtà economiche, di nuovi attori emergenti nel teatro della produttività globale, comportando però uno squilibrio sempre più marcato tra occidente e queste nuove realtà a causa del fatto che i costi produttivi sono anche 10 volte inferiori rispetto all’ovest, dove le difficoltà competitive stanno diventando sempre più marcate, causando una distribuzione della ricchezza squilibrata dove agli accumuli ingenti di paesi come la cina corrispondono deficit macroscopici come quello federale degli usa.

(Mentre il nostro deficit pubblico spesso citato come esempio ce lo trasciniamo dalla fine degli anni 80, addirittura negli anni 90 raggiunse il 126% del Pil, e oggi come allora non si comprende dove siano finiti tutti questi soldi.Nonostante le privatizzazioni e le liberalizzazioni. Perché bisogna anche dire che senza questo fardello da una decina di anni, il deficit pubblico Italiano rimane stabile, se addirittura non scende nonostante la rata degli interessi passivi che valgono 70 miliardi di euro ogni anno. Se avessimo un deficit Pil come la germania. ogni anno avremmo 35 miliardi di euro in più nelle nostre tasche,o comunque di chi "amministra" la cosa pubblica. Se ci riflettiamo bene, senza quel fardello ereditato dalla prima repubblica, gli altri dovrebbero specchiarsi con noi. ANCHE SE SONO SEMPRE CRITICO C'è UNA COSA CHE MI VIENE DAL CUORE:

SONO FIERO ED ORGOGLIOSO(e qualche volta orgoglione) DI ESSERE ITALIANO E NON MI CAMBIEREI CON NESSUNO.

Semmai cambierei qualche nostro governante. Invidio ai russi Putin. La storia dei prossimi 30 anni è sua.
Dovremo fare in modo di entrare in qualche capitolo di questa storia.

In sostanza in occidente si è investito sempre meno sull’economia reale, ed in misura sempre maggiore nell’economia virtuale, nella pura finanza. A ciò ha contribuito pesantemente il credito frazionario, l’effetto leva che ha consentito appunto alle banche ed agli operatori finanziari di creare ricchezza virtuale, di investire anche 20 volte le proprie disponibilità, fino a dare luogo ad un mercato finanziario che vale anche fino a 20 volte il pil globale, la ricchezza reale creata da tutti i paesi del mondo.

Una ricchezza virtuale, pertanto inesigibile.

Ricchezza virtuale, che attraverso gli strumenti finanziari strutturati, i cosiddetti derivati è venuta in soccorso

(si fa per dire, perché è stato un soccorso che è costato molto salato)

all’economia reale soprattutto americana, quando agli inizi di questo nuovo secolo doveva fare fronte ad un rallentamento dell’economia molto preoccupante considerato il ruolo svolto dagli Usa nell’economia globale, della quale ne è la locomotiva che muove tutto il sistema.

La necessità cioè di sopperire alla crisi produttiva, di adattarsi cioè alle necessità ed ai mutamenti che stavano e stanno tuttora avvenendo nel sistema economico globale.

Le delocalizzazioni, l’apparire sulla scena di nuovi attori e di nuove realtà produttive hanno causato negli Usa ed in tutto l’occidente una crisi sistemica, dove veniva e viene meno il valore aggiunto della ricchezza fino al venir meno della stessa ricchezza comportando un impoverimento generalizzato di fasce sempre più ampie della popolazione, dato che la perdita dei volumi produttivi, il deteriorarsi della struttura produttiva a vantaggio delle economie emergenti dava luogo e da luogo ad una perdita irrecuperabile di ricchezza, fino ad erodere i risparmi ed i capitali accumulati soprattutto dalla classe media negli anni del boom economico, che per mantenere gli stessi standard di vita precedenti è infine dovuta ricorrere all’iindebitamento.

Le nuove prospettive occupazionali create nel settore dei servizi, che negli Usa valgono quasi l’80% del pil complessivo, non offrono quei margini di ricchezza e risorse adeguati a mantenere gli standard di vita o meglio il livello dei consumi avuti nel periodo favorevole.

Ma gli Usa avevano dal 2001, soprattutto in concomitanza dello choc dell’11/9 la necessità di mantenere un livello di ricchezza, un Pil sopra alla media globale, soprattutto per attirare gli investitori allo scopo di  finanziare il debito americano in vista della prospettiva della  guerra dopo il tragico evento dell’11/9.

Una guerra, o meglio un occupazione stabile del medio oriente, della zona cioè dove sono concentrate le maggiori risorse fossili globali, comunque preventivata fin dal 1990,

(il PNAC ne è stato il caposaldo “ideologico” che a prescindere dai risultati raggiunti era un eccellente e motivato piano strategico, perché gli usa non potevano fare altrimenti. Clinton non avallò questo piano e Bush cercò di realizzarlo ma in rirado. Questo piano, fosse stato approntato già nel 1997-98, oggi saremmo al cospetto di tutta altra storia. Non che si sarebbe evitata la crisi economica, ma gli Usa sarebbero divenuti il dominus globale assoluto.)


 da quando cioè con la disgregazione dell’ex unione sovietica si dovevano ridisegnare le mappe geopolitiche e strategiche globali, dove gli Usa miravano ad essere gli assoluti protagonisti della scena e i tragici eventi dell’11/9 hanno fornito il pretesto più che valido e pertinente per tale scopo.

Quindi alla necessità di disporre delle ingenti risorse finanziarie per far funzionare la mastodontica macchina militare in vista di un occupazione stabile del medio oriente, corrispondeva un calo sempre più evidente dell’economia statunitense, per cui si rendeva sempre più necessario il ricorso al debito, al finanziamento da parte di investitori esteri.

Ma gli investitori dovevano essere attratti da evidenti motivi non solo relativi al profitto, ma anche da basi economiche da fondamentali solidi come la crescita del pil, la ricchezza creata superiore alla media.
E per questa ragione il presidente Bush invitava gli americani a consumare allo scopo appunto di sostenere l’economia americana, commettendo però irreparabili errori.(1)

In primo luogo, non si teneva conto del fatto che almeno la metà degli americani, la base che costituisce ed alimenta i volumi complessivi del consumo di massa aveva viste ridotte le disponibilità finanziarie a causa delle delocalizzazioni e della perdita della produttività,

(e oggi di una disoccupazione che è stimata in 600mila posti di lavoro persi ogni mese,)

 della struttura industriale a vantaggio appunto delle realtà economiche emergenti, su tutte la cina. E le nuove occupazioni create nel settore dei servizi non compensavano certo le disponibilità finanziarie garantite dall’occupazione nel settore produttivo.

Al tempo stesso però, nel 2001-2002. si invitavano accoratamente gli americani a consumare, a spendere e mantenere lo stesso standard di vita avuto negli anni passati.

Di fatto si invitavano e si incentivavano gli americani a vivere al di sopra delle proprie disponibilità e possibilità, attratti da una politica monetaria con bassi tassi di interesse e soprattutto con il ricorso al debito attraverso finanziamenti proposti come normali prodotti commerciali cui ricorrere in ogni momento, con carte di credito, acquisti rateali e addirittura sull’onda di un mercato immobiliare in ascesa, con finanziamenti relativi alle ipoteche sulle abitazioni di proprietà, ipervalutate appunto perché vi era un mercato immobiliare in crescita.

Mercato immobiliare che per 3-4 anni è divenuto il traino dell’economia americana, fino addirittura a consentire l’acquisto della casa attraverso finanziamenti erogati a soggetti che non fornivano le minime garanzie di solvibilità.

( questo fino al luglio 2007 quando le insolvenze hanno causato la crisi appunto dei subprime).

Il secondo errore commesso dall’amministrazione Bush invitando gli americani a consumare per sostenere l’economia è relativo al fatto che oltre ad incentivare gli americani ad indebitarsi per sostenere i loro consumi, i prodotti acquistati e consumati dagli americani erano e sono in maggior parte importati proprio da quei paesi che sono stati stati una delle cause del declino economico americano ed occidentale.

Quindi disponibilità economiche prese in prestito per consumare, e trasferite però all’estero per pagare le fatture dei fornitori dei beni di consumo. Un trasferimento di ricchezza reale, presso i paesi che finanziavano il debito federale americano, quindi ulteriore deficit e naturalmente a vantaggio della realtà produttiva delle economie emergenti a scapito degli Usa e di tutto l’occidente.

(in sostanza il deficit statunitense finanziava la crescita del pil a 2 cifre della cina).

E mentre le realtà emergenti come la cina finanziavano il deficit pubblico americano, sempre più elevato soprattutto a causa dei costi relativi all’occupazione militare del medio oriente, i cittadini americani erano diventati le cavie su cui fare leva per ottenere sempre maggiori profitti da parte delle istituzioni finanziarie, che avevano trasformato il debito dei cittadini in strumenti finanziari inseriti in pacchetti di prodotti di investimento da spacciare nelle varie piazze finanziarie e presso ogni genere di investitore al quale veniva prospettato un profitto sempre maggiore relativo ovviamente ai rischi cui si andava incontro.

Cioè maggiore era il rischio e maggiore era la possibilità di profitto.Sostanzialmente una scommessa.

Fino al raggiumento della massa critica avvenuto nella vicenda subprime, dove i crediti degli acquirenti immobiliari ad alto rischio insolvenza venivano cartolarizzati ed impacchettati insieme ad altri prodotti finanziari e venduti presso gli investitori, soprattutto banche, che provvedevano a girarli ai risparmiatori di tutto l’occidente e delle piazze finanziarie disposte ad acquisirli.

E se la vicenda subprime, cioè i finanziamenti per l’acquisto della casa erogati a soggetti ad alto rischio insolvenza è venuta a galla trascinando nel fallimento moltissime banche ed istituzioni finanziarie, ancora deve deve venire alla luce la vera consistenza del debito di cittadini americani.

La vicenda subprime è solo la punta dell’iceberg per ciò che concerne il debito privato americano. Manca ancora all’appello la consistenza del reale debito relativo alle carte di credito ed agli acquisti rateali, che in sostanza consiste in tutti i punti di Pil Usa superiore alla ricchezza reale, cioè alla effettiva disponibilità dei cittadini americani nell’affrontare le spese relative ai consumi.

Se il Pil Usa, dal 2002 al 2007 ha avuto un volume complessivo superiore alla media globale, e se ciò è stato possibile attraverso il ricorso al debito, significa che c’è una mina vagante relativa al debito al consumo di alcuni miliardi di dollari e che è la vera parte consistente dell’iceberg finanziario del debito statunitense del quale la punta di questo iceberg è stata la crisi dei subprime.

E se finora questo debito è stato celato, è da supporre che sia stato utilizzato il metodo Madoff, cioè attraverso sistemi di alchimia e ragioneria finanziaria i passivi sono diventati attivi, le perdite “stornate” con la creazione di scatole vuote ed i bilanci in salute perché appunto le vere perdite sono state celate.

In definitiva il vero peggio per ciò che concerne la crisi finanziaria deve ancora sopraggiungere per gli Usa.

Gli interventi della Fed e del governo americano a sostegno di banche ed istituzioni finanziarie sono solo espedienti per prolungare l’agonia dell’economia americana e del dollaro, in vista di una crisi  estesa globalmente

(non a causa solo della crisi finanziaria ed economica degli usa, che appunto è relativa alla crisi sistemica dell'occidente)

 dei cui effetti finora se ne percepiscono solo conseguenze marginali.

Gli Usa rappresentano l’esempio più palese in relazione alla crisi economica globale che investe soprattutto l’occidente ed un sistema economico(e purtroppo “forse”-2- anche sociale )che ha raggiunto il suo culmine e deve essere radicalmente cambiato, non più cioè basato sull’espansione e sulla crescita, ma sul mantenimento di ciò che si dispone.

E' LA FINE DI UN CICLO, COME ACCADUTO IN PASSATO, CON LA DIFFERENZA PERò CHE RISPETTO AL PASSATO OGGI SI AVRà UNA SVOLTA EPOCALE, perché non è in crisi solo un sistema economico, ma tutto l'occidente, la sua cultura i suoi modelli che rischiano di essere soppiantati da chi avrà il ruolo di locomotiva dell'economia globale, cioè la cina e tutto l'oriente con la sua cultura, i suoi modelli antichi quanto i nostri, forse ancora più radicati e solidi dei nostri, che hanno subito nei secoli varie contaminazioni, mentre la cina tolti i metodi, gli aspetti formali l'adeguarsi ai meccanismi che regolano ad esempio l'economia,conserva una cultura e dei modelli rimasti incontaminati attraverso il secoli.
 
E ciò può significare per noi un “regresso” verso il sistema preindustriale, un ritorno cioè ad una sorta di feudalesimo che concentra la ricchezza ed il relativo potere in poche mani, e mancando appunto l’espansione, la possibilità di crescere, ogni aspettativa ogni possibilità di costruire, “allargarsi” viene preclusa.

cioè nasci povero e muori povero

Perché quel qualcosa che mi sfugge è proprio relativo all’enorme massa finanziaria creata dal nulla negli ultimi 15-20 anni da banche ed istituzioni finanziarie.

Sappiamo tutto su chi sono i debitori.
 Perché come i cittadini americani anche noi europei, Italiani abbiamo la nostra parte di debito, il nostro futuro ipotecato, le nostre cambiali da saldare.

Però poco o nulla si sa dei creditori.

Quel poco è relativo alla ricchezza trasferita alle economie emergenti sia sotto forma di fatture saldate per i consumi e sia per ciò che concerne il debito istituzionale, ovvero i titoli di stato o il pagamento della bolletta energetica.

 Al limite si conoscono un paio dei finanziatori di istituzioni finanziarie americane, uno giapponese ed uno cinese, motivo per il quale tra i primi interventi fatti dal governo americano a sostegno della banche hanno riguardato proprio queste istituzioni i cui creditori erano appunto gli investitori cinese e giapponese.

Ma oltre, ben oltre la metà di queste ricchezze “virtuali” create dal nulla dalla banche negli ultimi 2 decenni sembrano non avere un padrone. Si conoscono i debitori, ma nulla si sa dei creditori.

Questo sfugge.

Quando ci sono problemi di debiti ed insolvenze, a lamentarsi e farsi avanti sono in genere i creditori.
In questo caso però i creditori sembrano virtuali, sembrano non esistere.
 Al punto che ironicamente questi debiti, dato che nessuno li reclama possono essere azzerati.

Purtroppo però non si può ironizzare su una cosa:

UNA VOLTA CHE I DEBITI DI BANCHE ED ISTITUZIONI FINANZIARIE VENGONO ADDOSSATI AI GOVERNI E QUINDI AI CITTADINI, I QUALI LASCERANNO AGLI EREDI IL VINCOLO DEL DEBITO DA SALDARE,

 una volta che banche ed istituzioni finanziarie saranno risanate dai governi e messe sul mercato, il dubbio è che CI SARANNO INVESTITORI PRONTI CON IL CONTANTE NECESSARIO A RIAPPROPRIARSI DI Ciò CHE APPARTENEVA LORO, e non solo più ricchi di prima, ma questa volta vincolando i cittadini al debito, rendendoli schiavi fino a quando non avranno saldato le loro pendenze.

Il complottismo vorrebbe che esista un governo ombra globale, e che la globalizzazione non sia altro che un pretesto il cui scopo è quello di governare il mondo da parte di pochi.

Politicamente è impossibile.

 Ma economicamente questo è possibile.

STA DIVENTANDO UN FATTO CONCRETO, in maniera semplicissima:impoverendo ed indebitando tutti i cittadini avendo quindi tutti una comune prospettiva:

essere schiavi a causa del debito.

-1-Anche il nostro capo del governo ha invitato gli Italiani a spendere, a consumare,perché ciò aiuterebbe l'economia.
Il nostro capo del governo forse vive una realtà differente rispetto a milioni di suoi concittadini.
Esempio:nel mio caso non rinuncio a spendere,
MA SE HO DI CHE SPENDERE.
Ma se non dispongo dell'indispensabile per spendere, se non ho danaro, non posso certo indebitarmi anche perché in Italia ottenere credito è molto difficile.
 Visto che il presidente del consiglio è molto ricco, se mi mette a disposizione solo una briciola delle sue ricchezze gli insegnerei a spendere.

-2-il “forse” è un forse di speranza per allontanare lo spettro e la sempre maggiore possibilità che anche il sistema sociale possa subire conseguenze gravi e quindi mutamenti radicali, quali la necessità di uno stato di polizia, di una limitazione delle libertà personali, dove magari con la scusa di qualche stupro, si comincia a famigliarizzare con soldati armati di tutto punto disposti in ogni angolo a sorvegliare la “sicurezza” dei cittadini, i quali intanto si sono lasciati “fregare” e con la scusa di un orario di lavoro ridotto gli stipendi sono stati cinesizzati.
(la bolkstein cacciata dalla finestra , rientra dalla porta. però se i parassiti sindacali ed il pecorume accetta ciò, per il mio infinito piccolo, per la goccia nel mare che sono:

LA QUESTIONE NON MI RIGUARDA!

Semmai è il modello di contrattazione che è sbagliato. Occorre assolutamente un salario minimo per tutti gli iscritti nelle liste del lavoro.Un assegno sociale minimo garantito a tutti e gli stipendi poi indicizzati a seconda del settore, della zona, della produttività della qualità, della redditività.
Assegno sociale dove tutti gli iscritti sono obbligati a rispondere alle chiamate anche nel settore pubblico, oltre naturalmente a frequentare corsi continui di aggiornamento sul lavoro in modo tale che la flessibilità diventi una costanza e non un eccezione. Devono sparire tutte le agenzie di caporalato legalizzato ed utilizzare queste risorse per preparare aggiornare i lavoratori e SOPRATTUTTO LA FUNZIONE DI COLLOCAMENTO AL LAVORO E PREPARAZIONE DOVRBBE ESSERE SVOLTA DA TUTTE LE VARIE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SIA LOCALI CHE NAZIONALI.

E fino a quando il lavoro viene considerato e trattato come 20-30 anni fa, anche con una congiuntura favorevole si avranno sempre problemi e scompensi.

E SOPRATTUTTO DEVE CAMBIARE IL RUOLO DEI SINDACATI OGGI ASSOLUTAMENTE ANTISTORICO, fuori dal tempo che si vive, e addirittuta ancora estremamente politicizzato ed in funzione esclusiva della politica a danno dei lavoratori delle imprese e del paese.

Il sindacato dovrebbe essere oggi SOLO UNA SORTA DI LOBBY CHE TUTELA IN PRIMO LUOGO IL LAVOR E DI CONSEGUENZA IL LAVORATORE.

In Italia invece i sindacati, i 700 mila parassiti che costano ad imprese e stato qualcosa come 2 miliardi di euro ogni anno, NON RAPPRESENTANO NE I LAVORATORI NE IL LAVORO.
MA SOLO I LORO BENEFICI E LA PARTE POLITIICA DI CUI SONO RIFERIMENTO.

Sono assolutamente contrario ad ogni stato di polizia e potere autoritario.
MA LO AUSPICHEREI SOLO PER UN MOTIVO:
L'ABOLIZIONE LA MESSA AL BANDO E FUORI LEGGE DI TUTTI I SINDACATI ITALIANI, LA VERA AUTENTICA ROVINA DEL PAESE....basta solo dire che sono stati i parassiti sindacali ed ovviamente i loro omologhi della sinistra a legalizzare IL CAPORALATO LEGALIZZATO LA MODERNA SCHIAVITù DELLE AGENZIE INTERINALI.

Questo astio è molto semplice:l'agenzia interinale cui sono stato costretto ad iscrivermi chiede e riceve dall'impresa cui mi noleggia 14 euro per ogni ora di lavoro. Io ne ricevo 6 euro lordi ogni ora.

NEL 2009...COME è POSSIBILE CIò? Come è possibile che si mercanteggi e si guadagni sul mio lavoro? e quale differenza c'è fra questo ed il caporalato dei raccoglitori di pomodori al sud?

MA CI SI RENDE CONTO DELL'INSULTO, DELLA AMORALITà DELLO SFRUTTAMENTO CHE C'è NEL CAPORALATO LEGALIZZATO CONSENTITO PER LEGGE DAI PARASSITI SINDACALI E DALLA ABOMINEVOLE DIRIGENZA DELLA COSIDDETTA SINISTRA?

sono incazzato e mi dispiace solo che in Italia non possa arrivare un pinochet.
preferisco una dittatura anche violenta ad insulti e prese in giro del genere.     



Ps. Il paradosso del nostro sistema: abbiamo un Pil di 1500 miliardi di euro(pressappoco).
Siamo più poveri solo perché abbiamo creato 15 miliardi di euro di ricchezza in meno.
In sostanza 250 euro in meno(più o meno) a testa ogni anno.
Ed effettivamente non è poco. Ma se lo interpretassimo come un ridimensionamento?
cincinnato1961 @ 18:25 | commenti: commenti (2)(popup)

Crisi gas UE bce

Archiviato il giovedì, 22 gennaio 2009 in:

Crisi gas,bce Ue
Gli usa, non sono solo obama e le belle parole pronunciate nel suo discorso di insediamento.
Lo scontro Kiev-Mosca sul transito del gas destinato all’europa è solo una piccola dimostrazione dell’ingerenza americana negli affari degli altri paesi.


E A PAGARE I COSTI DI QUESTA INGERENZA SONO I CONSUMATORI EUROPEI.


Per chi non fosse al corrente delle vicende relative al gas, e si è attenuto solo alle informazioni generaliste di tv e giornali, prima di fare commenti o peggio avere un idea, si vada ad informare sui giochi, sui grandi giochi inerenti l’energia ed i transiti, basta cliccare su wikipedia parole come:
Blue stream
South stream
North stream
E soprattutto: N A B U C C O.
Gli Usa stanno ingerendo in maniera illogica sulle questioni energetiche relative all’europa.
Russi ed ucraini ne approfittano per tirare sul prezzo.


NOI EUROPEI PAGHIAMO.


Già 3 anni fa,durante la prima crisi del gas tra ucraina e russia nel mio piccolo consideravo che l’unica soluzione fosse quella di un consorzio europeo fra tutti i paesi consumatori di gas russo, soprattutto per evitare che la russia approfitti della situazione creando disparità di trattamento fra i vari paesi, comportando di fatto una maggiore disgregazione politica fra le varie nazioni europee, come la nostra o la germania, gas-dipendenti, costrette quindi a dover subire ad essere proprio alla canna del gas.
Un consorzio che avrebbe dovuto quindi essere non solo un unità di intenti economici, ma soprattutto politici. Un modo, necessario, di unire l’europa almeno in ciò di cui si ha bisogno.


Ma come si è visto, la germania ha sviato l’europa costruendo insieme ai russi il gasdotto north stream.(operativo entro il 2013).
L’eni si è accordata con i russi per la costruzione del south stream. Un grande progetto che potrebbe tra l’altro convogliare verso l’ovest europeo il gas delle immense riserve iraniane.
Mentre gli angloamericani vorrebbero imporre il loro Nabucco, gas eurasico sulla quale bolletta poi noi consumatori dell’europa dell’ovest dovremmo pagare la tassa di transito ad ucraini, georgiani armeni turchi. (i quali proprio a proposito del gasdotto Nabucco stanno ponendo dei veri e propri ricatti per la questione della sua annessione all’europa

-A MIO AVVISO NEL CONTESTO ATTUALE DELL’UE, UN INGRESSO DELLA TURCHIA NON SAREBBE SOLO INOPPORTUNO, MA DAREBBE LUOGO AD ULTERIORI DIVISIONI-

 
E fino a quando i vari paesi europei agiranno unilateralmente ogni inverno c’è il rischio del ripetersi della stessa storia, comportando non solo disagi pratici ed economici, ma di fatto allontanando la cosa impellente indispensabile:

UNA VERA UNIONE POLITICA EUROPEA.


Un europa che continua ad essere un ibrido, dove l’unione è solo sulla carta o peggio sulle parole mentre nei fatti, si rischia una disgregazione sempre più marcata.
A cominciare dalla crisi economica, dove la Bce continuando ad agire, come ha fatto fin dall’adozione dell’euro come ente esterno agli interessi economici di tutti i paesi del continente non può e con queste regole non è capace di agire in funzione degli interessi reali dei singoli paesi. Mentre Fed, Boe, banca centrale cinese, banca centrale giapponese, agiscono in relazione all’andamento economico alla realtà economica dei propri paesi, la bce invece ha agito fino a ieri come un ente autonomo, esterno, lontano a quelle che sono le necessità impellenti indispensabili per fare fronte non solo alla crisi, ma per sfruttare quelle opportunità favorevoli che ad esempio si sono avute nel 2006 e nel 2007 e che proprio a causa di una politica valutaria distaccata dalla realtà economica dei vari paesi non è stata potuta cogliere.


NEL 2006 e 2007 LA BCE AVREBBE DOVUTO TAGLIARE IL TASSO DI SCONTO E DARE MODO DI CONSOLIDARE QUEL PERIODO DI CONGIUNTURA ECONOMICA FAVOREVOLE,

ma non è stato fatto per i timori inflazionistici. Non è forse preferibile pagare più inflazione in un momento favorevole, piuttosto che in circostanze come quella attuale dove il rischio di aumento dei prezzi è sempre presente dato che tutto dipende dal petrolio, però siamo in una fase recessiva per cui vi sarebbero difficoltà insormontabili qualora i prezzi tornassero a salire. Ci si dimentica forse, che la deflazione attuale

è DOVUTA ESCLUSIVAMENTE AL CALO DEL PREZZO DEL GREGGIO E SOLO IN PARTE AD UNA MINORE DOMANDA DEI BENI DI CONSUMO,

il cui calo in percentuale non è così accentuato come si vorrebbe far apparire.
E non dovrebbe essere adottato per tutti i paesi lo stesso parametro riguardo al tasso di sconto dell’euro e l’azione da adottare riguardo ai cambi o all’immissione di valuta sui mercati.
L’euro oggi, anzi non da oggi, invece di equilibrare le economie dei vari paesi europei ha portato squilibri sempre più evidenti, perché il problema è che mentre negli altri paesi, -usa in testa-la banca centrale agisce in funzione della realtà economica(negli usa il tasso di sconto del dollaro è vicino allo zero, come in giappone) in europa le varie realtà economiche debbono adattarsi all’euro.


In un momento come questo, dove sono saltati tutti i regolamenti e le norme relative al sistema bancario,(quindi si hanno difficoltà per reperire il credito) foraggiato di miliardi e miliardi di euro sia da parte delle banche centrali che da parte dei governi, come è possibile insistere ancora sugli stessi parametri adottati in funzione esclusiva dell’inflazione controllata, dello sforamento del debito non superiore al 3%, quando questi parametri erano difficili da mantenere in momenti di congiuntura economica favorevole e di crescita, mentre oggi con una recessione gravissima che coinvolge addirittura la germania dove per il 2009 si prevede un pil tra il meno 2 e meno 3%, come riuscire a rispettare questi parametri? Questi vincoli che sono corde che strangolano in maniera irreversibile ogni economia, quando invece sarebbe necessario agire liberamente, rischiando anche un inflazione a 2 cifre, che è necessaria, senza la quale ogni economia rimarrebbe soffocata, immobile.


IN SOSTANZA OCCORREREBBE OGGI Più CHE MAI ADATTARE IL VALORE DELLA MONETA ALLA REALTà ECONOMICA, ALLA NECESSITà CONGIUNTURALE, AL MOMENTO CHE SI STA ATTRAVERSANDO E NON IL CONTRARIO COME DA ANNI SUCCEDE CON L’EURO, LA CUI STABILITà è COSTATA E STA COSTANDO UN IMPOVERIMENTO GENERALE, con il rischio poi che l’euro stesso faccia la stessa fine del dollaro, non poggiare cioè su un economia solida, TENENDO SOPRATTUTTO CONTO DELLE ULTIME DECISIONI DELLA BCE.


Ovvero se anche a causa dell’euro, la nostra produttività perde colpi, entra in crisi a vantaggio di altre realtà(quello che sta succedendo in germania, e cioè che quello che la germania sta perdendo potrebbe essere “preso” da altre realtà, perché se è vero che la crisi è globale,

DIMENTICHIAMO PERò CHE I FORZIERI CINESI, GIAPPONESI O DELLE STESSE PETROMONARCHIE SONO COLMI DI VALUTA NOSTRA CHE ABBIAMO LORO TRASFERITO E CHE STIAMO TRASFERENDO RICORRENDO ANCHE AL DEBITO, CHE INVESTONO ADDIRITTURA IN AGRICOLTURA AFFITTANDO INTERE REGIONI DELLA THAILANDIA O DEL SUD AMERICA O LA CINA CHE STA MONOPOLIZZANDO L’AFRICA..

e questo è un accenno solo per l’agricoltura, senza riferirsi agli altri settori, come la tecnologia, dove ad esempio la cina entro il 2015 disporrà di una propria rete satellitare, che si aggiungerà e farà concorrenza al gps americano, al galileo europeo e al glasnoss russo, o il settore auto dove nel volgere di pochi anni, perderemo milioni di posti di lavoro a vantaggio ovviamente di india e cina), l’euro stesso, rischia di perdere il suo valore la sua considerazione, anche perché in vista del declino del dollaro tutti si stanno preparando all’evenienza;russi, cinesi, il Sudamerica, i petromonarchi, l’asean.


E perdendo questa considerazione, cioè di fatto perdendo il valore significherà per l’euro e per noi un declino irreversibile perché non ci saranno più i margini e le possibilità di risalire.

SI DEVE CONSIDERARE CHE L’ATTUALE CRISI ECONOMICA è SISTEMICA, CIOè è IL NOSTRO SISTEMA AD AVER GENERATO LA CRISI DELLA PRODUTTIVITà ED INDOTTO PERTANTO IL FLUSSO FINANZIARIO A CERCARE PROFITTI SULLA SPECULAZIONE PURA SULLA SCOMMESSE E NON SUL SETTORE PRODUTTIVO.


Da quanti anni in Italia, in occidente non si investe più sulla struttura produttiva? E qualora vi fossero prospettive in tal senso gli investitori scelgono i paesi emergenti e addirittura realtà produttive consolidate occidentali, come nel caso degli Usa tra la fine anni 80 e gli anni 90, hanno scelto di delocalizzare la produttività in nazioni emergenti sfruttando gli incentivi economici offerti da quei paesi e soprattutto sfruttando la manodopera a basso costo.


QUESTO è IL PUNTO DI PARTENZA DELLA CRISI ECONOMICA CHE INVESTE IL NOSTRO SISTEMA.


Ed in un contesto simile, perdita cioè di competitività produttiva occorre quindi salvare il salvabile, lottare per mantenere quanto si dispone, fare sacrifici nel senso di cercare di avere l’indispensabile evitando il superfluo e soprattutto guardando avanti mirando a quei settori che nel futuro saranno indispensabili, come le energie alternative l’acqua

(IL GRANDE AFFARE DEI DESALINIZZATORI…investire in questo settore è una tombola per il futuro, tenendo conto che i clienti maggiori sono quelli che oggi DETENGONO NEI LORO FORZIERI LE NOSTRE VALUTE, quelli che piano piano stanno occupando settori strategici della nostra economia e ai quali dovremo cercare di togliere un po’ di quella ricchezza che ci appartiene perché si è trasferita dalle nostre tasche alle loro).


E purtroppo chi gestisce la moneta unica non ha tenuto conto di questo. Nella Bce si sono comportati come un fortino arroccato a difesa del proprio tesoretto, senza rendersi conto che il valore di questo tesoretto può essere determinato dagli andamenti economici delle periferie.


Periferie dove sta iniziando la resa dei conti, con la declassificazione del debito della grecia, poi della spagna, cui seguirà l’irlanda, e nel giro successivo toccherà all’Italia(calcoli approssimativi danno una declassificazione del nostro debito pubblico verso giugno luglio).
Declassificazione significa quindi maggiori oneri sul debito costituiti dagli interessi passivi da corrispondere agli investitori dei titoli di stato.

L’Ue da le sue indicazioni per fare fronte alla crisi. Lo stesso la bce. Poi l’ocse. Poi ogni paese ha la sua ricetta

(A PROPOSITO DI Ciò, L’ITALIA è TRA I GOVERNI Più MICRAGNOSI, CIOè QUELLI CHE NON HANNO FATTO NULLA O QUASI PER RIDARE UN Po’ DI FIATO ALL’ECONOMIA).


Alla fine è un caos, dove tutti sembrano avere la stessa via d’uscita ma ognuno va per la sua strada. Dove di certo c’è solo la Bce.
Io forse sono stupido, non conto un cazzo, queste parole sono niente però in un contesto anomalo come quello europeo:


O SONO I GOVERNI AD AIUTARE L’ECONOMIA DEI LORO PAESI, BANCHE COMPRESE.

e quindi le banche centrali agiscono di concerto con i governi


OPPURE COME NEL CASO DELLA BCE è LA BANCA CENTRALE STESSA CHE OPERANDO SUI TASSI DI INTERESSE,

 verrebbe in soccorso dell’economia.
Ma essendo la bce un ente svincolato dalla politiche economiche dei governi o


-AGISCE PER MANTENERE LA STABILITà DELLA MONETA, quindi lasciando i tassi di interessi invariati perché sono i governi a venire in soccorso dell’economia, cioè se la bce ha il tasso al 3% sull’euro, dovrebbero essere i governi a sostenere la differenza per ciò che concerne prestiti ad imprese o banche ED al tempo stesso la moneta mantiene un valore apprezzato


-OPPURE I GOVERNI AGISCONO IN BASE AI PARAMETRI IMPOSTI E LA BCE AIUTA TUTTI NEL SENSO DI ADOTTARE TASSI DI SCONTO COME USA E GIAPPONE.e si deprezza favorendo le economie dei vari paesi rendendole concorrenziali al cospetto del mercato extra ue, correndo però il serio rischio di non risollevarsi di legare cioè il suo destino agli andamenti economici dei paesi europei. In sostanza la ripresa è solo una scommessa, una rischiosa scommessa. 

La bce non può continuare ad agire in questo modo, pretendendo il rispetto dei parametri ma al tempo stesso incentivando governi ed enti ad indebitarsi con il rischio che non vi sia una ripresa economica a breve termine e quindi si ha poi il collasso totale, cioè crisi produttiva e conseguente crisi valutaria.

Di fatto l’europa con una banca centrale estranea alla politica economica dei vari governi ha la possibilità di agire svincolata appunto dall’economia reale.
Con un economia sull’orlo del collasso, con una banca centrale svincolata dalle varie economie si poteva cercare di salvare il salvabile, mentre così facendo c’è il rischio che sia la struttura produttiva che il referente valutario cioè la bce collassino entrambi.


Siccome sono le economie a dover adattarsi alla valuta e non il contrario, si doveva e poteva fare in modo che la bce e quindi l’euro risultasse estraneo nel senso di non coinvolto nella frana dell’economia.
La bce fino ad oggi ha avuto un atteggiamento distaccato dalle varie realtà economiche come se di fatto fosse una valuta estranea rispetto alle stesse, ed oggi di punto in bianco è come se si fossero resi conto di fare parte di un sistema economico che ha enormi difficoltà e vorrebbe soccorrere tutti rischiando essa stessa.


Cioè il mio dubbio è questo:
perché proprio ora si agisce per indebolire l’euro?


Quando ciò non comporterà alcun vantaggio alle economie dei vari paesi europei, poiché ci si deve rassegnare all’evenienza e cioè che i settori produttivi manifatturieri , dei prodotti elettronici, meccanici sono destinati a scomparire o quantomeno resistere in nicchie specifiche come la moda o la meccanica di “lusso” dove certo non può costituire impedimento sul costo finale del prodotto un 10% in più o in meno relativo al cambio della valuta.


Per ciò che concerne poi i sostegni economici alle varie realtà produttive in difficoltà sono i governi ad intervenire come è successo per il settore bancario, agendo proprio sui tassi di interesse facendosi carico cioè della differenza tra costo reale della valuta stabilito dalla Bce e il costo a tasso agevolato o addirittura azzerato corrisposto a chi ne fa richiesta.
Inoltre oggi il basso tasso di sconto offerto dalla bce è un incentivo ad indebitarsi però con prospettive sempre minori di riuscire a saldare il debito.


Un euro apprezzato favorirebbe i paesi dell’area nelle importazioni di materie prime quali i metalli e soprattutto l’energia, il cui costo del petrolio potrebbe variare al rialzo anche solo per episodi sporadici e non necessariamente conflitti che in un area come quella del medio oriente possono verificarsi da un momento all’altro.


Poi un euro apprezzato, un tasso di sconto al 3% o superiore costituisce un accattivante invito al risparmio, quindi ai depositi che la bce potrebbe poi usare per finanziare i vari governi, evitando di stampare ed immettere sul mercato quella liquidità che poi comporta inflazione e deprezzamento della valuta.
E oltre all’inflazione il minor valore dell’euro significa trasferire ulteriore ricchezza presso le economie dei paesi emergenti come la cina o le petromonarchie ed i paesi esportatori di risorse fossili.
Ovvero un basso tasso di sconto dell’euro induce all’indebitamento, e quindi trasferire come accaduto negli Usa, ingenti accumuli presso le realtà emergenti e gli esportatori di gas e petrolio.

 
SI DEVE CERCARE DI SOVVERTIRE QUESTO ANDAZZO, QUESTO TRASFERIMENTO DI RICCHEZZE DAI NOSTRI PAESI AI FORZIERI DI CINA E PETROMONARCHIE. PERCHé QUELLI CHE SONO I NOSTRI PASSIVI, SOPRATTUTTO DEGLI USA, SONO OGGI GLI ATTIVI FINANZIARI CINESI E DEGLI ESPORTATORI DI RISORSE FOSSILI.
E SOVVERTIRE MUTARE QUESTO ANDAZZO, NON Può CERTO ESSERE FATTO CONTINUANDO A STAMPARE VALUTA, ED ALIMENTARE QUEL VORTICE CHE NASCONDE LA VORAGINE DOVE SI STANNO TRASFERENDO LE NOSTRE RICCHEZZE e cioè VERSO L’ORIENTE.


E’ il nostro sistema che è giunto alla massa critica al punto di non ritorno dove la crescita l’espansione ha raggiunto il livello massimo, la saturazione per cui è impossibile continuare ad insistere ed alimentare un meccanismo che si è cannibalizzato erodendo gli accumuli, crescendo cioè su ciò che divora. Data l’impossibilità di espandersi il sistema continua a mantenersi non sulla ricchezza creata ma sulla ricchezza spesa, e come è successo negli Usa comportando prima l’erosione degli accumuli e dei capitali mobili ed immobili costruiti nei momenti di massima espansione, ed infine ricorrendo al debito che attraverso il credito frazionario ha consentito al sistema bancario di creare una ricchezza virtuale alla quale non corrispondono beni reali e pertanto inesigibile, fino addirittura a mettere in crisi il sistema bancario stesso, collassato sotto le montagne di carte e ricchezze virtuali generate con un click nel pc, mentre la valuta veniva trasferita presso le realtà emergenti per saldare le fatture dei beni importati e consumati.
Potrebbe succedere la stessa cosa in europa se la Bce ed i governi non mutano atteggiamento ed insistono nell’alimentare e far funzionare il meccanismo di un sistema giunto appunto alla saturazione, dove non ci sono più spazi e prospettive di crescita, se non erodendo come negli usa gli accumuli, i beni mobili ed immobili, i risparmi e quanto costruito dalla generazione che ha vissuto gli anni irripetibili del boom economico.


Non si è compresa la natura, l’origine di questa crisi che comporterà mutamenti epocali per cui è indispensabile prevenire, prepararsi a questa evenienza adottando tutte quelle misure indispensabili in primo luogo per salvare il salvabile, studiando le possibili ricollocazioni ad esempio dell’occupazione del settore auto dove nel volgere di un paio di anni si avranno migliaia e migliaia di disoccupati.


Il nostro governo ad esempio, è tra i paesi che poco o nulla hanno fatto a sostegno dell’economia, vantando con il taglio dell’ici(una colossale stupidaggine) e la detassazione degli straordinari(sic!è tanto se si riesce a fare le 8 ore standard!) misure eccezionali che avrebbero ridato fiato alla nostra economia che fortunatamente (si fa per dire)essendo in recessione oramai da più di 10 anni è vaccinata ed abituata a questa realtà, della quale purtroppo questo governo dimostra di non averne afferrato le proporzioni, limitandosi ad intervenire a sostegno del settore bancario, quando questo non ne aveva bisogno proprio perché in Italia esiste una alta propensione al risparmio da parte delle famiglie ed una cautela parsimoniosa nell’amministrarsi evitando di ricorrere al debito.

Ebbene nonostante ciò, appunto il fatto che proprio il risparmio e una propensione all’indebitamento solo in casi di necessità o per l’acquisto di beni durevoli, il presidente del consiglio ha invitato gli italiani a spendere consumare, ad erodere proprio quella che rimane la nostra unica forza ed oltretutto dimostrando il capo del governo la non conoscenza del periodo che si sta attraversando, che proprio a causa dell’invito a consumare rivolto dal suo collega Bush agli americani ciò è stata una delle cause dello tsunami finanziario che ha scosso i mercati globali fino alle ricadute nell’economia reale.


Inteso comunque che cina o non cina, globalizzazione o non globalizzazione debito derivati senza trasparenza o con la trasparenza la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe comunque arrivata.


IL NOSTRO SISTEMA è GIUNTO AL CAPOLINEA.

Sono inutili pertanto gli incentivi, l’indebitarsi per continuare ad alimentare un meccanismo che è diventato una voragine che sta inghiottendo tutte le nostre ricchezze e certezze. Si deve comprendere la ragione per cui si è generata questa voragine, questo buco senza fondo che erode le nostre ricchezze, ma che al tempo stesso sta comportando la crescita, un volume esponenziale di ricchezza in espansione da parte delle economie emergenti e dei paesi produttori di risorse fossili.


Da 20 anni a questa parte si sono generati squilibri nella distribuzione della ricchezza e pertanto fino a quando non si agisce sulla natura sulle cause che hanno generato questi squilibri peggioriamo solo la situazione.


NON POSSIAMO E DOBBIAMO CONTINUARE AD ALIMENTARE UN POZZO SENZA FONDO, USANDO ADDIRITTURA O PEGGIO INCENTIVANDO I CONSUMI CON IL RICORSO AL DEBITO. UN DEBITO CHE DIVENTA SEMPRE Più ONEROSO DOVE VENGONO SEMPRE MENO I MARGINI PER SALDARLO COME DIMOSTRATO NEGLI USA.


Come scrive il sociologo professor Giovanni Arrighi nel suo eccellente libro “Il lungo XX secolo”(ed.Il saggiatore), si è chiuso un ulteriore ciclo di espansione economica come già accaduto in passato durante i 5 secoli che hanno caratterizzato la storia moderna a partire dalla scoperta dell’america e quindi la possibilità di occupare nuovi spazi,raggiungere nuove frontiere fino alla situazione attuale, il nascere e l’espandersi del capitalismo finanziario in occidente fino al suo declino ed al collasso che darà luogo appunto a svolte epocali, perché se fino ad oggi i vari cicli che si sono succeduti hanno visto la preminenza dell’occidente della sua cultura dei suoi modelli sul resto del mondo, chi si appresta ad assumere il ruolo che è stato degli Usa, cioè di locomotiva economica e politica globale ha una storia antica quanto l’occidente, una sua cultura, modelli radicati ed indissolubili e quindi tenderà ad imporre il suo sistema al quale tutti dovranno adattarsi comportando ciò non solo la fine del dominio politico ed economico dell’occidente sul resto del mondo, ma il grande rischio del declino totale dell’occidente, della sua cultura dei suoi modelli, proprio come l’antica roma, con la differenza che se allora chi conquistò l’Italia subì la cultura ed i modelli di quell’epoca oggi la nazione che si appresta a divenire dominus globale dall’occidente sta subendo solamente i riflessi superficiali, sta copiando ed adattando alle sue necessità tutti quei metodi validi per prevalere, mantenendo però inalterata la propria concezione culturale i propri modelli.

Un ottima scelta sarebbe stata quella di affrontare questa sfida attraverso l’unione di intenti soprattutto politici ed economici da parte dei paesi europei, sviluppando quella cooperazione nata dopo la fine della seconda guerra mondiale e che negli intenti sarebbe dovuta divenire politica. Purtroppo oltre alle buone intenzione l’idea, il progetto di un europa unita politicamente dove tutti i paesi dovrebbero avere interessi e scopi comuni sta naufragando in un mare di contraddizioni e divisioni, generate da diffidenze storiche(UK-francia germania), da condizionamenti ed atteggiamenti di sottomissione o di palesi interferenze anche solo in relazione alle forniture energetiche come nel caso del gas iraniano acquistato dall’austria (Usa)e da problemi irrisolti e trascinati per decenni a causa di vera e propria impotenza politica(Israele-palestina).
L’unica vera coesione dell’europa è stata costituita dalla moneta unica , della quale però non tutti i paesi fanno parte, come ad esempio l’UK dimostrando ciò una palese contrapposizione di interessi politici economici strategici, nonostante i quali si è continuato ad annettere all’Ue paesi della sfera ex sovietica e addirittura vi sarebbero prospettive per un ingresso nell’Ue della turchia, con la probabile certezza di dare luogo ad un ibrido senza prospettive future, quando la soluzione logica sarebbe stata quella di un europa a 2 volti, uno rivolto ad est che dalla germania fino ai confini russi desse luogo ad una confederazione europea dell’est,mentre portogallo spagna francia Italia grecia dovrebbero dare vita ed un europa mediterranea accogliendo tutti i paesi del nord africa che si affacciano nel mediterraneo dal marocco fino alla turchia. Proposta rilanciata dal presidente francese Sarzoky, ma arenatasi nel veto di alcuni paesi arabi a causa dell’irrisolto problema Israele Palestina.


Una assoluta certezza che avevamo in europa era quella di una moneta stabile e forte, che se ci ha impoveriti, al tempo stesso ci da sicurezza è accettata in tutto il mondo senza riserve e ci consente per esempio di importare petrolio e gas con vantaggi che altri paesi non hanno.
Quando la congiuntura economica globale era favorevole il tasso di sconto dell’euro era elevato e in molti non hanno potuto approfittare del momento favorevole perché la bce aveva lo scopo di mantenere un basso livello di inflazione per cui il tasso di sconto era elevato e di conseguenza l’euro era fortemente apprezzato rispetto a tutti gli altri paesi, soprattutto competitori della produzione industriale europea come cina e giappone .


Poi quando si sono avute, nel luglio 2007 le avvisaglie dello tsunami economico causato dalla questione subprime negli Usa la bce è stata la prima a correre in soccorso del mercato finanziario iniettando miliardi di euro per sostenere soprattutto le borse.(andando quindi incontro a rischi di inflazione).


Gli indicatori economici oggi ci dicono che siamo in una fase recessiva globale per cui occorre agire non stimolando l’economia nella prospettiva di una ripresa immediata o in fase di attuazione, bensì ogni azione deve essere rivolta e tesa a limitare i danni e salvare il salvabile, concertando programmi di medio e lungo termine atti non solo ad uscire dalla crisi ma a preparare il terreno per il mondo che sarà attraverso fasi e tappe non indolori per i cittadini, dove la speranza è che i sacrifici e le rinunce di un intera generazione possano costituire un vantaggio ed una rivalsa per chi seguirà, in un mondo le cui prospettive non sono negative solo per gli andamenti macroeconomici ma il buio orizzonte che si prospetta riguardo ai mutamenti climatici e soprattutto alla disponibilità delle risorse per soddisfare la domanda di un mondo eccessivamente sovrappopolato per cui il dubbio è che sia la natura stessa in un gesto di autodifesa ad operare una sorta di selezione.


E la certezza dell’europa appunto era costituita dall’euro forte anche se è stata la pena, lo strangolamento delle fasce medio basse della società, che soprattutto in Italia hanno avuto con l’euro le retribuzioni calcolate in lire, mentre i consumi hanno avuto il cambio con l’euro sfavorevole con potere di acquisto deprezzato del 30%, però al tempo stesso in Italia è svanita la psicosi della liretta debole che fluttuava sui mercati dove era una cenerentola senza difese, che però malgrado tutto riusciva a compensare ciò favorendo le nostre esportazioni rese appunto competitive dal basso valore della lira.


Oramai ci siamo rassegnati a vivere questa realtà, della quale è in atto un processo di adattamento lento, ma che potrebbe nel medio lungo termine comportare quei vantaggi anche e soprattutto per compensare i sacrifici fatti nell’adottare la moneta unica, pur con l’assillo dell’enorme deficit pubblico che lasceremo in eredità alle generazioni che seguiranno.


Però proprio quando si comincia ad adattarsi succede di trovarsi al cospetto di una valuta indebolita a causa soprattutto di errori di valutazione.


In pratica la BCE DOVREBBE CONTINUARE A MANTENERE LO STESSO ATTEGGIAMENTO TENUTO FINO AD OGGI e cioè preservare la stabilità, controllare l’inflazione ed aspirare ad essere il sostituto del dollaro nel momento in cui questo arriverà vicino al collasso.


Visto che si debbono fare sacrifici, a questo punto vale la pena che questi sacrifici almeno comportino vantaggi anche non immediati, come può e deve essere la certezza di una valuta forte e stabile e non con il rischio che questa si deprezzi fino poi a non avere più possibilità di recuperare il terreno perduto.


IMPEDIRE CIOè CHE ALTRE VALUTE POSSANO AVERE L’ASPIRAZIONE DI SOSTITUIRE IL DOLLARO O QUANTOMENO ESSERE ACCETTATA COME VALUTA DI RISERVA DA PARTE DELLE VARIE BANCHE CENTRALI.


Cioè voglio dire:

fino ad oggi la Bce si è disinteressata del destino delle economie dei vari paesi, e perché d’un tratto ora sembra voler assumere il ruolo dei salvatori, proprio quando c’è poco o niente da salvare e caso mai sono i governi che si fanno carico di questa incombenza.
La bce dovrebbe continuare a preservare l’euro semmai cercando di alleggerire quei vincoli troppo stretti in un momento come questo, dove i vari paesi vivono nell’incertezza riguardo al loro futuro.


Un esempio della confusione che regna in europa?


Il settore auto. Non si capisce se si vuole sostenere il mercato dell’auto attraverso incentivi economici ai consumatori oppure si aiutano direttamente le imprese. Questa è una scelta importantissima vitale per quei paesi che operano nel settore auto, che vale in francia ad esempio il 10% della forza lavoro complessiva.


Incentivando l’acquisto dell’auto alla fine si favorisce il produttore straniero che comunque per occupare il mercato è già disposto a contenere i prezzi ad un livello basso.


Quindi ASSOLUTAMENTE SBAGLIATO INCENTIVARE IL MERCATO CON SOSTEGNI PER L’ACQUISTO DELL’AUTO.


Allora, come di certo faranno i francesi si aiuta direttamente l’industria automobilistica del proprio paese, ovviamente con la clausola del mantenimento degli stessi livelli occupazionali, che a suo pro, può utilizzare queste risorse per investire sul futuro(AUTO ELETTRICHE O IBRIDE)oppure per smaltire l’invenduto giacente nei suoi piazzali facendo sconti sui propri modelli.


MA GUAI A SOSTENERE IL MERCATO A VANTAGGIO DI TUTTI I PRODUTTORI.


(sembra che la Fiat abbia raggiunto un accordo con la Chrysler. Ebbene se due persone claudicanti decidono di camminare insieme, il rischio è che nel cadere l’uno possa trascinare anche l’altro per terra con la prospettiva che non riescano a rialzarsi. Mentre se una delle due persone è sana e l’altra è claudicante, questa potrebbe impedire il cammino di quella sana. Della serie certi accordi è preferibile farli con chi ha un passo più spedito del tuo, non con chi sta peggio di te con il rischio di rallentarti il passo o peggio trascinarti a terra. A torino non è bastata la lezione avuta dalla GM! Negativo, per quello che vale, il mio giudizio.Prepararsi a ricollocare le maestranze Fiat nel volgere di 2-3 anni).

 
E appunto il settore auto cosa dimostra?


Che a livello europeo non esiste una politica economica univoca, un indirizzo comune. Non esiste cioè pragmatismo, convenzionalità come ad esempio il settore agricolo, che se non fosse per la francia, saremmo costretti a mangiare cibi transgenici, verdure avvelenate carni agli ormoni. O addirittura consentire ai paesi nordici la produzione di vini corretti con lo zucchero per ottenere il minimo della gradazione alcolica. Bisognerebbe evitare sovrapposizione o comunque che gli interessi di un paese finiscano per ledere gli interessi di un altro.


E la storia del gas russo destinato ai vari paesi europei che transita in territorio ucraino è l’emblema di questa incertezza politica che regna sull’europa, e che è sfruttata da chi ha interesse ed opportunismo per trarne vantaggio:


-la russia per alzare il prezzo del gas(Putin lo ha detto chiaro e tondo lo scorso dicembre alla presentazione dell’opec del gas:è finito il tempo del metano a prezzo basso, e quindi dovrà essere adeguato al corso del petrolio. Siccome putin non parla a vanvera, dalle sue parole traspare il dubbio increscioso che i prezzi del gas saranno oscillanti come quelli del petrolio, cioè non più fissati prima della fornitura e del consumo, ovvero tot metri cubi ad X per metro cubo, ma paghi a seconda del consumo e degli andamenti dei mercati-PER CUI FIGLI DI PUTTANA,in relazione alla querelle russia ucraina sui transiti del gas è UN TITOLO PIù CHE PERTINENTE).


-L’ucraina ed i vari paesi dove sono posti i gasdotti e quindi transita il gas spuntano diritti di transito maggiori, sfruttano l’opportunità per trarne vantaggi politico strategici, come ad esempio la georgia che potrebbe barattare il transito del gas destinato all’europa con l’ammissione nella nato e nella ue, facendo irritare ancor più la russia che poi forte del suo ruolo di capofila nell’opec del gas fa la sua rivalsa sul prezzo finale del gas che noi europei non potendone fare a meno specie in inverni freddi come questo, saremmo costretti a pagare di più


-Gli usa, che stanno cercando di sfruttare ogni situazione ed opportunità per non perdere la loro influenza ed anzi guadagnarne, approfittando di governi loro alleati in eurasia, per contrastare le velleità russe, posizionarsi ai confini della cina e soprattutto mantenere il piede ben fermo e saldo nell’heart land, in quella zona del mondo dove è concentrata la maggior parte di ricchezze fossili e dove il maggiore impedimento per avere il controllo pressoché totale delle risorse energetiche fossili globali si chiama teocrazia iraniana. Non Iran, ma il potere che da 30 anni governa l’Iran, dove a mio avviso Obama non cercherà di provocare una guerra aperta con questo paese, considerando soprattutto il fatto che in Iraq ci sono quasi 200mila americani che non avrebbero vita facile in un paese costituito per 2 terzi da sciiti. Rispetto a Bush, Obama seguirà il pragmatismo della corrente Bush padre e cioè Hamilton, baker gates scrowfort Kissinger brezinsky, gente cioè che prima di agire fa i conti economici, prima di entrare in una stanza si assicurano delle uscite. E considerando il fatto che in Iran c’è una borghesia che parla correttamente inglese, forse più degli americani stessi, si punta alle elezioni presidenziali del 2009 per un cambio totale di regime tenendo conto che se in politica estera Ahmadinejead(come modestamente previsto, anche perché “studiato” per diversi mesi nel 2005)ha raggiunto tutti gli scopi prefissati in primo luogo il porre fine all’isolamento cui l’iran era oggetto presso quasi tutti i paesi musulmani arabi e non dopo la rivoluzione del 1979, puntando al superamento delle divisioni confessionali, evitando riferimenti di carattere religioso, al punto di essere invitato e partecipare ufficialmente al rito soprattutto sunnita che si svolge nella città santa della mecca, e quindi creando una sorta di scudo difensivo diplomatico e politico attorno all’iran a tutela dei possibili attacchi militari americani e soprattutto appunto tutela politica riguardo il nucleare del quale addirittura vi è la proposta della creazione di un consorzio fra tutti i paesi del golfo per sfruttare le opportunità del nucleare. Mosse quelle dell’Iran politicamente strategiche consistenti anche perché hanno consentito(il tira e molla sul nucleare)nel frattempo di portare avanti il programma nucleare fino addirittura a far ritenere che questo paese possa aggiungersi nel club sempre più allargato(purtroppo)dei paesi dotati di armi di distruzione di massa come il nucleare.


(qualcuno lo scrive, ma io sono certo che l’iran dispone già di ordigni atomici, che forse non saranno tecnologicamente efficienti come quelli delle altre potenze, ma sono pur sempre ordigni nucleari che possono arrecare seri danni, sono certo perché questa fretta di sviluppare il nucleare civile, sembra sia relativa a giustificare qualcosaltro..cioè sul nucleare in genere si parte dal civile e si arriva al militare..ebbene nel caso dell’iran c’è il forte sospetto che abbiano fatto il percorso inverso, magari ottenendo gli elementi necessari attraverso paesi come il pakistan o la corea del nord.
Oltre a ciò lo sviluppare l’aereonautica militare con velivoli propri, quando potevano benissimo spendendo meno acquistare aereomobili russi o francesi, o la missilistica, con lo sviluppo in pochi anni di vettori capaci di colpire obiettivi fino a quasi 3mila kilometri…PER TRASPORTARCI SOPRA COSA? QUALCHE DECINA DI KILI DI TRITOLO? Farebbe più danni un kamikaze! ) .


E appunto sono problemi che il nuovo inquilino della casa bianca dovrà cercare di risolvere con un approccio pragmatico e costruttivo cominciando con il tendere la mano a quegli interlocutori che hanno i suoi stessi intenti a cominciare dal leader russo Putin, che considerata l’età e soprattutto il potere che è riuscito a ramificare, caratterizzerà sicuramente la storia dei prossimi 3-4 decenni.


In sostanza l’ago della bilancia, la chiave della sopravvivenza dell’occidente è in mano russa.


Se la russia sposta il suo baricentro verso oriente noi siamo destinati a soccombere e non solo economicamente.


Se la russia invece guarda ed è disposta verso ovest, allora avremmo serie e sicure possibilità non dico di continuare a prevalere, ma almeno di non collassare.


Ovvio che c’è un prezzo da pagare.

Bisogna solo cercare che non sia troppo alto.

cincinnato1961 @ 13:24 | commenti: commenti (2)(popup)

barack obama

Archiviato il mercoledì, 21 gennaio 2009 in:
Discorso insediamento barack obama come 44°presidente Usa.

Analizzato, letto e rivisto da ogni angolazione si ha un unico risultato:

troppo bello per essere vero!


Le discours d’Obama censuré en Chine (BBC)
mercredi 21 janvier
China has censored parts of the new US president’s inauguration speech that have appeared on a number of websites.
Live footage of the event on state television also cut away from Barack Obama when communism was mentioned.
China’s leaders appear to have been upset by references to facing down communism and silencing dissent.
English-language versions of the speech have been allowed on the internet, but many of the Chinese translations have omitted sensitive sections.
(...)
BBC
Référence
http://contreinfo.info/breve.php3?id_breve=5365
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7841580.stm

I paradossi americani!
Si mantiene l’embargo contro Cuba, però si tollera il governo cinese, le censure e le restrizioni nei confronti dei cittadini cinesi anche alle più elementari norme della democrazia.
Aspettiamo tutti con trepidazione che Obama trasformi in azioni concrete quanto pronunciato nel suo discorso di insediamento alla casa bianca.

Ps.una speranza, flebile, fioca, ma è pur sempre una speranza, quella costituita dal discorso che l’allora presidente russo Putin tenne alla conferenza di Monaco sulla sicurezza nel 2006, dove in sostanza tendeva quella mano che Obama a quanto sembra-A QUANTO SEMBRA- sarebbe pronto a stringere.
cincinnato1961 @ 20:24 | commenti: commenti (popup)

barack obama

Archiviato il mercoledì, 21 gennaio 2009 in:
Discorso insediamento barack obama come 44°presidente Usa.

Analizzato, letto e rivisto da ogni angolazione si ha un unico risultato:

troppo bello per essere vero!


Le discours d’Obama censuré en Chine (BBC)
mercredi 21 janvier
China has censored parts of the new US president’s inauguration speech that have appeared on a number of websites.
Live footage of the event on state television also cut away from Barack Obama when communism was mentioned.
China’s leaders appear to have been upset by references to facing down communism and silencing dissent.
English-language versions of the speech have been allowed on the internet, but many of the Chinese translations have omitted sensitive sections.
(...)
BBC
Référence
http://contreinfo.info/breve.php3?id_breve=5365
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7841580.stm

I paradossi americani!
Si mantiene l’embargo contro Cuba, però si tollera il governo cinese, le censure e le restrizioni nei confronti dei cittadini cinesi anche alle più elementari norme della democrazia.
Aspettiamo tutti con trepidazione che Obama trasformi in azioni concrete quanto pronunciato nel suo discorso di insediamento alla casa bianca.

Ps.una speranza, flebile, fioca, ma è pur sempre una speranza, quella costituita dal discorso che l’allora presidente russo Putin tenne alla conferenza di Monaco sulla sicurezza nel 2006, dove in sostanza tendeva quella mano che Obama a quanto sembra-A QUANTO SEMBRA- sarebbe pronto a stringere.
cincinnato1961 @ 20:22 | commenti: commenti (popup)

il problema siamo noi

Archiviato il giovedì, 08 gennaio 2009 in:



                                               L’italia, ha un solo problema: gli italiani.

C’è una famosa frase, pronunciata ai tempi dell’unità d’Italia, che suona così(1)
fatta l’Italia ora bisogna fare gli Italiani!

Infatti è risultata col senno di poi la cosa più difficile ancora irrealizzata.
Neppure la nazionale di calcio riesce a mettere tutti d’accordo, nonostante nel volgere di un paio di decenni ci abbia dato la gioia della vittoria, l’ entusiasmo di essere Italiani.

Ogni tanto c’è qualcuno che mette in dubbio il pareggio con il Camerun del 1982, risultato che consentì il passaggio al turno successivo, e che sarebbe stato aggiustato per volere degli sponsor.

O la vittoria in Germania nel 2006, dove la nostra nazionale non avrebbe dovuto partecipare al torneo a causa degli scandali che stavano investendo il nostro calcio professionistico.

Chi ha messo in dubbio le vittorie della nostra nazionale di calcio

(pochi, ma ci sono stati e ci sono)

non lo ha fatto perché non apprezzando il calcio è andato a cercare il classico pelo nell’uovo, ma semplicemente perché non riusciva e non riuscendo a condividere la stessa gioia e lo stesso entusiasmo degli altri , cerca e deve fare in modo che queste manifestazioni emotive vengano interrotte, spezzate da una sorta di contraddittorio.

Il calcio, anche se giocato con i piedi è riflesso della mentalità di chi lo gioca ed il calcio Italiano si contraddistingue proprio perché è ostruzionistico, perché la tattica più diffusa è l’ostruzionismo, impedire all’altro di giocare.

E l’Italiano che contesta le vittorie della nostra nazionale agisce spinto dallo stesso input, e cioè l’ostruzionismo, fare in modo che l’altro non provi gioia.

In politica vi è l’esempio palese di questo modo di pensare ed agire.
 Chi fa opposizione o comunque non riveste ruoli istituzionali, agisce solo allo scopo di fare ostruzione, di mettere i bastoni tra le ruote, fare i dispetti a chi in quel momento sta svolgendo una mansione, e se e quando riveste lo stesso incarico si adopera per cancellare leggi e provvedimenti adottati dall’esecutivo precedente.

In Italia se Berlusconi è primo ministro e vara una legge logica della quale tutti ne beneficiano, l’opposizione

 (di sx in questo caso),

 non la critica e la osteggia perché magari presenta lacune o potrebbe essere migliorata, ma semplicemente perché è una decisione adottata da quello che è considerato un nemico.

Allo stesso modo, se Dalema suggerisce un provvedimento opportuno(2), logico e vantaggioso per tutti, non viene criticato dal cdx perché magari il provvedimento è troppo di dx, pardon di sx, ma semplicemente perché è stato avanzato da un avversario.

Non siamo capaci di ragionare da Italiani, badiamo e godiamo spesso più alle disgrazie altrui piuttosto che alle nostre priorità.
 Ci si adopera con più vigore a danneggiare l’altro piuttosto che apportare beneficio a se stesso.

Non abbiamo la concezione di paese, di univocità dove l’interesse dell’insieme è anche quello del singolo e quindi della convenienza di ognuno.
Non giochiamo nella squadra per la squadra, ma solo per noi stessi e se non siamo soddisfatti facciamo la vacca, cioè ci adoperiamo per far perdere la squadra dove giochiamo.

Se si ritiene che l’altro possa ottenere ed avere di più allora si agisce in maniera ostruzionistica, in ogni settore, ma in special modo nella politica, dove ad esempio oggi l’on.DiPietro, simbolo, icona di un rinnovamento che poi purtroppo non c’è(PER OVVIE RAGIONI)stato, è in questo periodo oggetto di attacchi mediatici atti a screditarne il personaggio, solo perché nell’opposizione al governo attuale e in tutto l’arco politico era una delle persone che stavano riscuotendo, maggiore fiducia e consenso.

Oppure nel campo dello spettacolo, il caso del pianista di AscoliPiceno, GiovanniAllevi, il quale ha la sola colpa di aver cercato di rendere meno soporiferi i concerti da camera di musica classica per solo piano, e spaziando tra vari generi moderni tentare di innovare(3) una disciplina artistica statica da secoli,

(le cui manifestazioni sono spettrali, tombali, con scenari da funerale, da  piramide piena di mummie piuttosto che teatro e luogo di emozioni ed entusiasmo)

.allo scopo di avvicinare un pubblico giovane ed ovviamente con il fine di riscuotere successo, cioè vendere CD e fare spettacoli, quindi sfruttando tutte le opportunità mediatiche oggi a disposizione(4) e che anche un agenzia dilettante sarebbe capace di mettere in atto.

Ebbene GiovanniAllevi è stato aspramente criticato, annientato da una critica che dimostra l'asetticità, la mancanza di aperture e vedute nel nostro paese, dove il baronato che non permette il ricambio non esiste solo nelle università o nella politica, ma in ogni ambito, dove interessi consolidati possono essere messi in discussione dalla novità, e dal successo come nel caso di Allevi.

Tutto ciò a causa del retaggio prerisorgimentale che ci trasciniamo da 150 anni, da quando cioè il paese è stato unito solo sulla carta, ma culturalmente l’Italia è rimasta come l’abito di Arlecchino, con decine di lingue differenti, mentalità differenti, culture differenti, profondamente radicate e che non consentono il necessario ricambio, l'innesto di forze fresche, energie nuove.
.
Al sud ad esempio prosperano mafia camorra ndrangheta sacra corona unita, perché sono conseguenze della cultura dei modelli ereditati dal passato, come ad esempio è eredità culturale la monnezza, la sporcizia il sudiciume della campania (5)rispetto all’ordine alla disciplina teutonica del trentino e del friuli .e  del resto del paese(6).

Tra i paesi occidentali e non, l’Italia è l’unico paragonabile ad uno di quei paesi africani dove si parlano decine e decine di lingue differenti, e dove invece delle tribù abbiamo i campanili.

L’avvento della tv, ha insegnato alla maggioranza ad esprimersi in una lingua unica, (7)altrimenti anche tra province confinanti vi era difficoltà di comprensione.

Purtroppo dalla data dell’unificazione e per troppi decenni l’Italia è stata governata dalla monarchia rappresentata da  una piccola casata, neppure Italica, che non è stata all’altezza della situazione.

Il fascismo provò ad uniformare il paese, ma gli eventi tragici di quegli anni contribuirono a peggiorare la situazione, perché si innescò una sorta di guerra civile intestina, dove al retaggio culturale prerisorgimentale di carattere baronale feudale e rurale  si sostituì l’ideologia che si trascinò per oltre 3 decenni fino ai tragici eventi degli anni 70.

Ma se quei costumi, baronali-feudali insieme alle   ideologie sono stati superati, in Italia, anzi negli Italiani permane questo istinto, questo input questo inconscio campanilismo dove con tutta la forza si cerca di fare solo i propri esclusivi interessi senza badare alle regole e  con la stessa forza si fa ostruzionismo si cerca di danneggiare l’avversario o comunque chi non è di parte.

Esempio lampantissmo, inerente la evoluta intellighenzia di sx, la borghesia intellettual chic che da decenni rappresenta il massimo fulgore culturale intellettivo.

Ebbene nonostante appunto la doti e l’ampia capacità intellettiva, nell’intellighenzia di sx o si pensa come la loro dottrina impone, come il loro credo induce oppure si è da mettere al rogo.(rogo figurato si intende).

Cioè non occorre solo essere contro questa loro dottrina, ma è sufficiente solo un po’ di indifferenza per essere passibili di condanna a divinis all’inferno.

O pensi come me, oppure sei indegno, non devi esistere.

 E questa concezione è un eredità inconscia ricevuta in secoli e secoli di storia dove l’Italia è rimasta divisa culturalmente, un divide et impera ante litteram operato dal  clero, per avere il controllo e quindi l’influenza ed il potere su tanti piccoli stati e città stato.(8).

E al tempo stesso questa concezione assolutamente egocentrista ed  egoista, è una dote che consente di  adattarsi ad ogni evenienza, a quella che si definisce arte di arrangiarsi, che  è una virtù che ci permette di superare situazioni negative le quali altri non riuscirebbero a fare fronte.

Come la attuale crisi economica globale paragonabile ad un grande tamponamento:

il primo veicolo, il veicolo guida, la locomotiva (gli usa)ha un guasto ed è costretto a frenare bruscamente.

 Chi segue da vicino ad andatura elevata non può evitare il botto, (uk germania giappone) mentre chi è nella corsia parallela(economie emergenti) anche se è a velocità sostenuta e deve rallentare bruscamente evita ill botto, perché dispone di un mezzo efficente,  come evitano il botto quei mezzi che seguono dietro più lentamente(ITALIA)perché, avendo un andatura lenta  ha la possibilità di frenare ed evitare il botto.

Più le economie avevano un pil elevato e più subiranno gravi conseguenze(uk, spagna irlanda germania giappone). In parallelo hanno dovuto rallentare anche le lanciate economie emergenti come cina, asean india brasile russia etc…

HANNO DOVUTO RALLENTARE MA NON FARANNO IL BOTTO, IL CRASH, PERCHé DISPoNGONO DI RISERVE VALUTARIE TALI DA PERMETTERSI DI CONTINUARE LA STRADA DA SOLE…

lasciando tutti gli altri tra le rovine delle loro lamiere e mezzi distrutti.

Ora chi seguiva dietro, ma lentamente

(ITALIA PORTOGALLO GRECIA)

 siccome non ha riportato danni

(a parte la zavorra del  debito pubblico)

appunto perché  erano lente , non deve fare altro che spostarsi e proseguire nell’altra corsia, cioè la strada che faranno  la cina, l’india il brasile la russia….(9)

Anche se la cina, nel commemorare i 10 anni dell’euro dice di noi:

, la monnaie européenne fait face à des défis sans précédents : dégonflement de bulle de l'immobilier en Espagne, baisse de la compétitivité des entreprises italiennes, … etc

http://french.peopledaily.com.cn/Horizon/6567308.html

Anche in cina sanno che non siamo competitivi.
Anche se loro hanno imparato ad essere competitivi copiandoci, non è detto che non si possa copiare loro,(

 ed il sogno sarebbe quello di vedere prodotti taroccati a napoli e esportati in cina.

Cina dove addirittura la loro legge, i loro tribunali  consenteno  di copiare di sana pianta prodotti come le auto i cui modelli originali sono fabbricati in europa, come nel caso della Panda il cui ricorso in tribunale fatto dalla fiat che la produce è stato accolto in Italia e quindi in europa, ma bocciato in cina e quindi in asia.

ECCO, APPUNTO QUESTE SONO RESPONSABILITà POLITICHE,

che però il nostro governo, la politica non si accolla, perché se avessimo esecutivi che agissero in funzione dell'insieme e quindi del paese,, già si sarebbe dovuti intervenire per ciò che concerne i prodotti ed i marchi alimentari Italiani scopiazzati in tutto il mondo con danni valutati per difetto di 50miliardi di euro ogni anno.

Bisognerebbe boicottare ogni prodotto che viene dalla cina! Boicottare le merci ed ogni contatto con gli stessi cinesi che a frotte vivono in Italia, anche se non ce ne accorgiamo.

Forse il boicottaggio è una misura troppo drastica allora bisognerebbe fare attenzione a quello che più conta cioè  gli “attivi”,

(ex nostri attivi,, che ora sono i loro attivi)

 il danaro dell’occidente,

 (dollari ed euro su tutti )

che è depositato presso la banca centrale cinese, oppure  le ricchezze che sono  distribuite presso soggetti privati e società, cinesi, russi indiani dell'asean, del giappone  delle petromonarchie dei produttori di gas e petrolio e fare in modo che questo danaro torni da noi, nelle nostre tasche.

Ed  allora perché  non prestare attenzione alle mosse di questi paesi e delle loro banche? Delle loro imprese?
Ma in maniera assoluta e particolare alle mosse dei loro governi?

(mica li terranno sotto i materassi tutti quegli accumuli!)

Perché non cominciamo a pensare e ragionare come una squadra che deve giocare per vincere, per riprendersi soldi che con troppa facilità ed incuranza in pochi anni si sono trasferiti dalle nostre tasche a quelle di cinesi e petrobeduini soprattutto?

Purtroppo, siamo noi il problema. Non riusciamo ad essere quello che la necessità oggi impone:

APPUNTO...NON SIAMO UNA SQUADRA!






-1)   :l’ignoranza e la dimenticanza:non ricordo chi pronunciò quella frase storica

-2)    è solo un esempio! Perché è difficile, anzi impossibile che una cosa del genere accada, semmai succede il contrario!

-3)    che ci sia riuscito o meno è relativo, però conta che Allevi ci abbia  provato! Abbia cioè aperto una strada, una possibilità che qualcun altro potrebbe sfruttare meglio di Allevi. Ha voltato pagina in un settore della musica troppo ancorato al passato, come se le partiture fossero esclusivo copyright  di musicisti vissuti uno due tre secoli fa.


-4)    addirittura lo si accusa di essersi fatto pubblicità in modo efficiente, come se fosse una colpa il fatto di aver saputo sfruttare i media e con qualche articolo pubblicato nel momento opportuno essere giunto alla ribalta, e si sottintende il fatto che se Allevi vende migliaia di CD, può significare che realizza un buon prodotto. Si arriva anche al punto di sottilizzare sui suoi capelli perché assomigliano a quelli di Battisti(SIC!) http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-2419.htm
Comunque nel caso di Allevi c’è un livello tale di ridicolo da far tenere anche   conto che si tratta di invidia vera e propria , specie da parte di quel(lo)    (s)violinista!
Ma non è mai stanco di suonare da oltre 50 anni sempre le stesse cose? Comporre suonare è come fare l’amore, se nei tempi passati lo facevano sempre allo stesso modo, nella stessa posizione, con la stessa donna, pardon persona, oggi si cerca e c’è la possibilità di cambiare. E perché non approfittarne?

-5)    EREDITà SPAGNOLA, DOVE SONO STATI GLI SPAGNOLI HANNO PORTATO SOLO ARRETRATEZZA, LERCIUME.
.invece di mescolare le culture assimilare il meglio e costruire,gli spagnoli  hanno solo distrutto.E lasciato  una mentalità dove ad esempio la differenza tra un politico ed un mafioso è semplicissima:
il politico si fa eleggere, il mafioso si auto elegge.

-6)   Come non ricordare il terremoto in friuli(77) ed in irpinia(80). Nel friuli in pochi anni hanno ricostruito tutto. In irpinia in certe zone ancora ci sono le baracche-A napoli edifici ancora sostenuti da ponteggi di fortuna.
Nonostante i miliardi e miliardi di lire che erano stati destinati alla ricostruzione.
Nel friuli la popolazione in molti casi allontanava i militari mandati in soccorso,  perché gli abitanti  “facevano da soli” a spostare macerie, a lavorare.

In Irpinia,ad esempio,  all’invito di aiutare a scaricare casse di acqua minerale da un camion, la risposta fu:

CI DEVE PENSARE LO STATO.

Oltre agli aiuti come le roulotte che venivano rivendute.

QUESTA è CULTURA MENTALITà.

E non possiamo far finta di non vedere. Certo non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma se in una fabbrica del centro-nord ogni 10 operai, 9 lavorano e solo uno è un po’ lavativo, al sud ogni 10 operai, uno fa il boss, 6 fanno i guappi o i picciotti  e solo 3 lavorano!(provato statisticamente).


-7)    In ciò una rilevanza assoluta, fondamentale l’ha avuta il servizio di leva militare obbligatoria, che consentiva ai giovani di tutte le generazioni di uscire dal proprio ambito, di “scafarsi” di confrontarsi con coetanei di altri luoghi, altra lingua altre abitudini, di conoscere meglio il paese in quella parte dove gli obblighi di leva lo destinavano. Famosissima ed esemplare la battuta del grande Totò, il quale in un film, il personaggio che interpretava per pavoneggiarsi, per dimostrare la sua conoscenza ed esperienza diceva:

“sono un uomo di mondo! Ho fatto il militare a cuneo!”.


-8)    Nel momento in cui vi è stata l’unione di più forze, il potere temporale del clero è finito, anche perché la massa, solo  per sfamarsi con un tozzo di pane non poteva certo aspettare un eternità il giorno del giudizio per   finire in paradiso

-9)   era la fine del 2006,

 E SCRIVEVO DI QUESTA SCOMMESSA DI QUESTA CORAGGIOSA SCELTA!

in occasione delle visita in cina del capo del nostro  peggior governo in assoluto della storia repubblicana, insieme alla battuta, poi casualmente ripresa dal comico grillo e successivamente da berlusconi di

ESPORTARE IN CINA TUTTI I NOSTRI SINDACALISTI

con un grandissimo beneficio per tutti noi e per qualche milione di cinesi

(cioè gli impiegati statali cinesi)


 era  preferibile  dollaro ed euro a braccetto per mettere sotto tutti…

o il dollaro azzerato del tutto con gli Usa che adottano l’euro!

Fantascienza? Fantapolitica?

Mica tanto! Se Bce e Fed non trovano il capo della matassa, ambedue, cioè euro e dollari  sono destinati a soccombere!

petromonarchie, cina economie emergenti, detengono dollari ed euro in abbonfanza..
 
mentre noi non deteniamo le loro valute, e non possiamo certo stamparle come facciamo con le nostre per continuare a trasferirle nei loro forzieri e  trasformarle in loro attivi.(che per noi quindi sono passivi).

ALMENO QUESTO CONCETTO LE NOSTRE AUTORITA'  LO AVRANNO AFFERRATO?

ne dubito ogni giorno di più!




cincinnato1961 @ 01:58 | commenti: commenti (17)(popup)

figli di puttana 2

Archiviato il mercoledì, 07 gennaio 2009 in:
           





                 Figli di puttana 2

 

Avrei voluto cambiare questo titolo, inserito in un momento di rabbia, a causa dello sconcerto provato leggendo la notizia del tira e molla fra russia ed ucraina sulle forniture di gas.

Non solo lo lascio, perché effettivamente i governi russo ed ucraino come ogni anno stanno recitando la stessa farsa sul gas, ma nell’elenco dei figli di puttana bisogna aggiungere altri soggetti.

 


 

                                                -Russia-Ucraina:

Non avevo sbagliato quando dopo aver letto la notizia del contenzioso tra russia ed ucraina relativo alle forniture di gas istintivamente ho pensato che ciò fosse relativo alla possibilità di spillare più danaro a tutti i consumatori  europei, sia da parte del fornitore russo e sia da parte del paese dove transitano le pipeline che dai giacimenti siberiani  portano il gas nelle tubature dei vari paesi europei.

Un contenzioso che ha il suo apice sempre durante il periodo in cui la domanda di gas aumenta cioè nel pieno  dell’inverno, nonostante sia il governo ucraino che quello russo nei mesi precedenti abbiano dato rassicurazioni ai paesi europei gas-dipendenti che non ci sarebbero stati  problemi per le forniture, mentre intanto è successo che dal 1gennaio2009 la Russia ha chiuso i flussi di gas destinati all’ucraina la quale per sopperire al suo fabbisogno spilla il gas dalle condotte destinate a tutti i paesi europei, comportando gravissime ripercussioni per quelle nazioni che non hanno diversificato le forniture lasciando a gazprom quindi al gas russo il monopolio ed i propri cittadini privi di riscaldamento.

Questo contenzioso tra il governo di Mosca e quello di Kiev non dipende  solo da motivi economici , ma piuttosto politici, viste le velleità ucraine di occidentalizzarsi e le preoccupazioni(e le ritorsioni) dei russi  di avere a pochi kilometri da mosca una nazione non solo fuori dalla sua influenza, ma disposta a contrapporsi alle proprie strategie ospitando sul proprio territorio basi  missilistiche statunitensi.

L’ucraina vorrebbe continuare a pagare un prezzo ridottissimo  per il gas russo, mentre la russia vorrebbe applicare un prezzo politico, ovvero ridotto se l’ucraina abbandona le sue velleità di occidentalizzarsi, pieno qualora il governo di Kiev ospiti le basi missilistiche che gli Usa vorrebbero mettere.

In ogni modo la differenza sul prezzo che l’ucraina dovrà pagare ai russi toccherà agli europei scucirla.

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/russia-gas/scheda-gas/scheda-gas.html

 

 

 

                                                              -I CINESI.

Figli di puttana perché hanno copiato e prodotto di sana pianta un modello di auto fabbricata dalla fiat.

Praticamente i cinesi hanno riprodotto la Panda ultima serie, che la Fiat ha messo sul mercato da qualche anno.

Che i cinesi, insieme a tutti gli orientali copiano e sono anche bravi a copiare, è risaputo.

Ma che arrivino legalmente a legittimare ciò, non era mai successo.

La Fiat ha immediatamente  avviato un azione legale nel momento in cui ha avuto la certezza che in Cina stavano producendo un loro modello copiato sfacciatamente.

Il tribunale di competenza, Torino, ha dato ovviamente ragione alla Fiat condannando l’azienda cinese che fabbrica la Panda cinese al pagamento di una multa pecunaria di diverse migliaia di euro per ogni auto prodotta e vietando la commercializzazione del modello in europa.

E allo stesso modo la Fiat si è rivolta al  tribunale cinese di competenza cioè della regione dove la Panda verrebbe prodotta.

Ebbene il tribunale cinese, al contrario di quello di Torino ha dato torto alla Fiat consentendo quindi di continuare a produrre le Panda clonate e commercializzarle in diversi paesi asiatici.

 http://www.repubblica.it/2009/01/motori/motori-gennaio09/panda-greatwall/panda-greatwall.html

 

E questa vicenda è solo l’ultima della serie, anzi la prima, perché con questa sentenza i cinesi non riconoscono la proprietà intellettuale, il brevetto, e quindi potranno copiare e fabbricare prodotti progettati da altri, risparmiando sulla mancanza di inventiva e soprattutto sui costi, sugli investimenti necessari per realizzare il progetto, cioè sui vari prootipi.

E cosa si deve fare?

Intervenire a livello di governi, come iniziativa indispensabile, poi forse sarebbe il caso di lanciare campagne nazionali allo scopo di boicottare tutti i prodotti cinesi.

Ma c’è un'altra vicenda che induce a definire figli di puttana i cinesi.

Da diversi mesi il traffico mercantile nell’oceano indiano è minacciato, in prossimità delle coste somale, dai pirati. Sì proprio pirati, come quelli narrati in romanzi e portati sullo schermo cinematografo come sorte di Robin Hood dei mari, che nel periodo coloniale erano il terrore degli oceani soprattutto nei caraibi  abbordando le navi cariche di tesori che dalle terre dei nuovi mondi scoperti dai navigatori, venivano portati  in europa nei forzieri di re e regine.

Questi pirati sono il terrore  per chi deve navigare in quel tratto di mare, poiché abbordano ogni genere di imbarcazione, dagli yacht fino alle petroliere tenendosi a debita distanza, ovviamente dalle navi militari.

Questi banditi del mare, non si limitano solo ad appropriarsi del carico trasportato a bordo delle navi,  una delle  quali, proveniente dall’ucraina trasportava carri armati, ma rapiscono gli equipaggi chiedendo poi il riscatto alle compagnie marittime o ai governi di provenienza degli ostaggi.

Stranamente, non si comprende il motivo per cui nonostante i satelliti non vengano localizzate le basi operative di questi pirati che dispongono di piccole imbarcazioni e scafi veloci oltre che di armi.

Le coste a ridosso della somalia, il golfo di aden in particolare è la porta di accesso  per il mar rosso attraverso il quale si accede al canale di suez, quindi il corridoio, la via obbligata del traffico marittimo e delle merci da e per europa ed oriente. Un tratto di mare congestionato non solo dal traffico marittimo mercantile, ma anche militare, di tutti i maggiori paesi dell’occidente che pattugliano quella zona strategicamente vitale per gli interessi politici ed economici.  Navi militari alle quali negli ultimi mesi è stato dato l’incarico di vigilare le coste somale e scortare eventualmente le navi mercantili possibili oggetto delle attenzioni e degli abbordaggi dei moderni Barbanera.

Ed il governo cinese, considerati gli interessi economici che ha in africa ha deciso di inviare 3 navi da guerra della sua marina militare nel golfo di Aden con la missione di scortare le navi mercantili cinesi che ne fanno richiesta e che si trovano a dover transitare quel tratto di mare.

http://www.french.xinhuanet.com/french/2009-01/07/content_793240.htm

 

 

Essendo quella zona già pattugliata da navi da guerra americane, inglesi, francesi, appare eccessivo il dispiegamento di unità  navali militari della sua flotta  da parte del governo cinese per scortare le navi mercantili cinesi che vi si trovassero a transitare.

Appare eccessivo , soprattutto perché è la prima volta in assoluto che un unità militare cinese, di ogni arma, si allontana dalla cina e dal mare della cina. Un militare cinese non aveva mai varcato i confini del suo paese o del suo mare. Oggi compie questa azione addirittura in un altro continente per  scopi che appaiono eccessivi se sono effettivamente quelli rivelati alla stampa.

E siccome sono Italiano e penso male, ritengo senza alcun dubbio che questa azione della cina vada vista e considerata sotto l’aspetto politico e strategico.

La cina tra l’altro sta colonizzando l’africa, e non nasconde le velleità di diventare una potenza economica globale, non solo comprimaria.

E questo dispiegamento di navi militari, con la scusante della pirateria marittima non fosse altro che un pretesto attraverso il quale la cina intanto si “piazza” nei punti più strategici e nevralgici del mondo, non solo a tutela dei propri interessi ma anche con l’intento di espanderli e poi controllarli in maniera monopolistica? Non si sottovaluti quello che la cina sta facendo in Africa cioè sta prendendo il controllo di intere nazioni e lo sta facendo di soppiatto, senza far rumore, quasi di nascosto e magari senza accorgercene, trovarci con navi da guerra cinesi difronte alle nostre coste, come non ci stiamo accorgendo della presenza di centinaia di migliaia di cinesi nelle nostre città dalle più grandi fino ai paesini.

Città dove occupano interi quartieri, oppure zone produttive dove hanno insediato fabbriche e addirittura acquisito aziende italiane.

Non sarebbe forse il caso di “censire” non solo il loro numero, ma tutte le attività e capirne le intenzioni?

Noi non li conosciamo bene, perché non sono mai usciti dal loro ambito. Mentre loro a noi ci conoscono, ad esempio, sanno che siamo sensibili ai soldi e con il danaro intanto hanno occupato interi quartieri e insediamenti produttivi..

Certo, c’è chi in occidente considera nemici i musulmani e vorrebbe istigare una guerra contro di loro.Ma con i musulmani bene o male sono secoli che ci conviviamo. I cinesi li conosciamo adesso e se in pochissimi anni, si sono impossessati di interi quartieri ed attività economiche e produttive, FRA 10-20 ANNI, QUALE SITUAZIONE AVREMO?

QUALCUNO CI STA PENSANDO? CHE IL PROBLEMA NON SONO I MUSLIM?

 


 

                                         -LA STAMPA ITALIANA ed i Media in generale. 


Le classifiche sulla libertà di stampa ci pongono oltre il 50° posto tra tutti i paesi del mondo.

Apparentemente sembra una notizia fasulla, una bufala, ma guardando a fondo ci si rende conto che effettivamente è vero, in Italia la stampa, il giornalismo non è libero, ma è condizionato da logiche politiche ed  affaristiche.

Esempio:non ci si chiede perché in Italia il web ha meno successo che in tutti gli altri paesi.

Anzi, quelle volte che se ne parla, la rete viene presentata e fatta percepire come un luogo di svago e soprattutto    trasgressivo  poiché vengono evidenziati quegli episodi relativi alla pornografia con protagonisti i bambini dove i pedofili si scambiano fotografie, come se il web fosse la causa di questo problema e non un modo per scoprire gli autori di queste nefandezze. Oppure al web è stata addossata la colpa per  episodi di bullismo dove i protagonisti  hanno usato youtube per avere una sorta di palcoscenico.

Insomma il web secondo i media sarebbe la causa della pornografia infantile e del bullismo solo perché la rete consente di mostrare fotografie o filmati. Mentre in realtà è stato attraverso il web che sono state perseguite persone dedite alla pedofilia o bulli in vena di protagonismo.

Al limite è stato presentato come positivo il fatto di chattare, dialogare attraverso la rete, ma non si è accennato al fatto che la rete è simbolo assoluto di globalizzazione e libertà di espressione. Che solo nella rete si possono trovare quelle informazioni che tv e giornali non danno.

E soprattutto il web, in Italia da fastidio alla carta stampata, perché una sua espansione metterebbe in difficoltà i giornali e la loro diffusione e da fastidio alla tv, perché dove esiste l’adsl “veloce” attraverso il pc, non vi è più bisogno neppure dell’antenna della tv, e si può accedere a tutti i canali  televisivi del mondo.  

E siccome in Italia per ciò che concerne la tv,si è “puntato” sul digitale, a livello politico la rete è stata osteggiata, ridicolizzato l’uso del web, come nel caso del portale Italia.it, perché con una rete sviluppata il digitale  terrestre significa antichità, una tecnologia superata, come avere un automobile prodotta negli anni 80, che non risponde ai requisiti odierni, e che infatti in nessun altro paese è imposto come sta succedendo in Italia, con il risultato che fra 3-4-5 anni, il decoder per il digitale è antiquariato.

Certo che se un  premier possiede 3tv e deve trovare un modo per frenare la concorrenza della tv satellitare  non ha altro modo che far imporre,per legge, una vecchia tecnologia pur di contrastare questo  pericolo ai suoi interessi, consentendo l’accesso  anche ad altri privati con interessi in vari settori ed al servizio  pubblico assogettato al volere politico.

E tutti i nostri media sono figli di puttana  anche perché non hanno dato una notizia rilevantissima:

IN FRANCIA è STATA ABOLITA LA PUBBLICITà SUI CANALI PUBBLICI DALLE 20 DI SERA ALLE 6 DEL MATTINO E DAL 2011 LA PUBBLICITà SUI CANALI PUBBLICI SARà ABOLITA DEL TUTTO.

Una cosa del genere avvantaggerebbe le tv private in Italia perché avrebbero tutta la torta o le penalizzerebbero perché la gente non sopporterebbe i programmi spezzettati.

 http://www.french.xinhuanet.com/french/2009-01/06/content_792670.htm

 

 

http://www.latribune.fr/entreprises/communication/publicite-medias/20090106trib000328262/plus-de-31-millions-de-telespectateurs-supplementaires-lundi-soir.html

Una notizia del genere non si può dare oltretutto perché la rai dovrebbe licenziare migliaia di fannulloni, pagati oggi con i proventi pubblicitari, perché il canone non è sufficente.

E non si accenna al fatto che è stato provato da studi attendibili che le persone hanno difficoltà a concentrarsi per un tempo continuato proprio perché a causa degli spot in tv, la mente si è assuefatta a questi ritmi:concentrazione 20 minuti, poi stop…

E SE SI STUDIA BENE..MA BENE…SI COMPRENDE ANCHE CHE L’AUMENTO DEGLI INCIDENTI STRADALI E DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO SONO CAUSATI PROPRIO DA QUESTA MANCANZA DI ATTENZIONE QUESTA INCAPACITà DI MANTENERE UN LIVELLO ALTO DI ATTENZIONE PER UN PERIODO DI TEMPO SUPERIORE ALLA MEZZORA..PROPRIO A CAUSA DELL’ASSUEFAZIONE DOVUTA ALLE INTERRUZIONI DEGLI SPOT PUBBLICITARI IN TV…

Per colpa della pubblicità in tv, oramai la mente delle persone che seguono spesso la tv è allenata assuefatta a rimanere concentrata per un periodo di tempo breve.

E LE MORTI QUINDI DEGLI INCIDENTI STRADALI

(OGNI 30 MORTI PER WEEKEND-10 A CAUSA DELL’ALCOOL.E GLI ALTRI?)

E DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO

(TUTTI UBRIACHI? O NESSUNO RISPETTA LE NORME? SU 1000 MORTI, 300 NON HANNO RISPETTATO LE NORME..MA GLI ALTRI? L’ATTENZIONE?)


SONO TUTTE IMPUTABILI AGLI SPOT PUBBLICITARI DELLA TV…

Ma questo però si può dire solo sul web….  

 

 

 

cincinnato1961 @ 09:54 | commenti: commenti (2)(popup)

agenda 2009 prospettive

Archiviato il sabato, 03 gennaio 2009 in:
agenda 2009    (3) prospettive

Cosa succederà durante questo anno?

Ci si preoccupa del calo dei consumi, ma si fa poco anzi nulla per comprendere il motivo per cui c’è questa contrazione che si ripercuote nell’economia del paese e nei conti dello stato, il quale tra l’altro non solo dispone di minori entrate, ma vede aumentare la sua spesa fino a raddoppiare nel mese di dicembre2008 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Ogni persona, ogni famiglia nel momento in cui dispone di minore entrate, la prima azione che compie è quella di cercare di ridurre le uscite.

Non è il caso del governo Italiano, che da anni scialacqua e sperpera il danaro pubblico, fino a spendere oltre la metà del Pil, del suo bilancio, il 51%, per la spesa pubblica.

(spese come provato, inerenti costi e scialaqui della PA, sprechi ruberie,tesoretti regalati a chi non ne aveva bisogno, malversazioni, aerei di stato usati per assistere a gran premi di F1 o farsi trasportare pesce fresco dalla campania fino alle cime delle alpi, o per pagare 120guardie del corpo per una sola persona manco fosse Dio in terra,e poi auto blu viaggi  o per finanziare la sagra del melone coltivato a secco-una specialità del resto facile da ottenere:basta non irrigarlo etc etc)
 
Se gli Italiani riducono i consumi, sono avveduti nella spesa a causa delle minori entrate, questo atteggiamento però non è tenuto da chi governa.
In fondo è facile, è la cosa più semplice spendere e sperperare i soldi degli altri.

da repubblica.it
“Più colpiti i Paesi con squilibri di bilancio. La crisi colpirà soprattutto i paesi con squilibri di bilancio e amministrazioni "inefficienti". "E' probabile che i Paesi che presentano mercati del lavoro e dei beni e servizi strutturalmente rigidi- osserva l'istituto - nonchè squilibri di bilancio relativamente importanti e amministrazioni pubbliche inefficienti, abbiano una minor capacità di tenuta alla crisi e siano più esposti al rallentamento mondiale".

Sono parole estrapolate dal bollettino di dicembre della BCE, che si aggrada alla perfezione al governo dell’Italia. INEFFICIENZA! Questa è la parola pertinente per focalizzare la realtà del nostro paese.

C’è assolutamente un distacco dalla realtà del nostro paese da parte della politica, dei partiti di quelle persone che sono state delegate(sarebbe meglio dire che si sono AUTODELEGATE)alla guida del paese.

E non si tratta solo della corruzione e del malaffare, dello spartirsi il danaro pubblico, ma dell’assoluta inettitudine, dall’incapacità di governare, come se chi avesse questa responsabilità fosse lontano, distante dal paese e dalla sua realtà.

 La cosa pubblica è oramai cosa loro, al punto che le varie logge massoniche(più di 100 ve ne sono in Italia) si combattono aspre guerre per accaparrarsi la fetta più grossa della torta, mentre la maggior parte dei politici sono manovrati come pupi ad hanno il solo scopo di agire in funzione di questa o quella loggia o gruppo affaristico, mentre il paese nel suo insieme è come una nave senza timone, trascinata dalla corrente verso una deriva  sempre più drammatica.

(ci salva a noi Italiani quella virtù che è nel nostro dna:l'arte di arrangiarci)

Dovremmo noi cittadini, consumare di più, per sostenere l’economia del paese, mentre chi governa non solo si spartisce il pubblico danaro,-
 da sempre come dimostrato dalle varie inchieste giudiziarie,-

 ma è inefficiente, inetto, sembra lontano dal paese o che addirittura non abbia nulla a che fare con il paese, salvo l’imposizione fiscale verso i fessi che pagano le tasse e finanziano malversazioni sprechi malaffare e quei servizi come la sanità la scuola il welfare, esistenti solo perché ereditati dal passato, ma portati vicini al fallimento da un modo di governare ed amministrare non solo inefficiente ma pessimo, distante dalla realtà.

Cosa sarebbe il nostro paese se non avessimo ereditato gli accumuli e quanto costruito dalla generazione che ci ha preceduto?

Vorrei poter essere solo un minuto dentro al cervello di un nostro governante o politico per comprendere quale sia la sua idea e concezione del paese.
 Vedere con i suoi occhi come gli appare il paese, essere nel suo cervello nelle sue intenzioni quando invita i cittadini a spendere a consumare per sostenere l’economia del nostro paese.

Io che faccio parte di una delle milioni di famiglie che non arrivano alla fine del mese, cosa voglio spendere?

Come spendo? Che cosa mi spendo?

Faccio parte di quei oltre 3 milioni di persone soggette al caporalato legalizzato, buone per gonfiare i dati dell’istat sulla (dis)occupazione, ma nella realtà vengo impiegato neppure le 52 settimane(in 2 anni) necessarie per usufruire dell’assegno di disoccupazione ordinaria,

 COSA MI SPENDO?

Potrei spendere--se ne disponessi- quella parte della mia retribuzione che va a gonfiare il fatturato delle varie adecco, dato che il mio “noleggio” all’impresa che ne fa richiesta costa minimo 14 euro ogni ora, mentre io ne ricevo poco più di 6(SEI) euro, lordi ogni ora.

Disponessi di questa differenza, la spenderei senz’altro, visto che l’ultimo dell’anno ho aperto una bottiglia di spumante rimanenza dello scorso anno.

 Una differenza che è il sollazzo delle varie adecco, la quale si vanta nei depliant di fatturare 20 miliardi di euro ogni anno con un miliardo di euro di utile netto.

Come lavoratore interinale, schiavo soggetto al caporalato legalizzato, che nell’arco di un anno lavora solo qualche mese avrei diritto ad una maggiore retribuzione, mentre questa nella realtà è sempre la più bassa, perché la norma consente appunto di noleggiare il lavoratore al livello contributivo più basso.

(QUESTO COMUNQUE GRAZIE AI PARASSITI SINDACALI ED AI FANNULLONI DELLA SX CHE HANNO CONSENTITO Ciò. LE AGENZIE INTERINALI POTEVANO ANDARE BENE PER SISTEMARE GLI IMMIGRATI, MA NON DOVEVAMO ESSERE NOI A FINIRE NEL CAPORALATO LEGALIZZATO).

Mi si invita a spendere danaro che non ho, perché bisogna sostenere l’economia il PIL, altrimenti la spesa dello stato, che nel frattempo aumenta, non può essere finanziata e occorre indire aste di titoli di stato, indebitarsi per corrispondere lo stipendio di 3 milioni e mezzo di parassiti fannulloni, con in testa i mestieranti della politica soprattutto  di sx ed i parassiti sindacali.

Allora si faccia in modo prima di tutto di ridurre le spese, a cominciare dai fannulloni del pubblico impiego dove il 30% almeno(per difetto) è in eccedenza.

Si cominci a ridurre il numero di parlamentari, funzionari, enti, amministrazioni inutili come le province.

Si cominci a monitorare la spesa ente per ente, contesto per contesto.

Ad esempio nel tribunale di bolzano c’è un magistrato che amministra tutto l’apparato ed è riuscito a tagliare spese e risparmiare oltre il 50%.

Allora in ogni ufficio, in ogni contesto si nomina una persona che si assuma la responsabilità di tenere la contabilità. Magari si preveda una percentuale, un premio per obiettivi ed anche una pena per gli errori.

Si eliminino le varie adecco e queste funzioni vengano assunte dalle varie associazioni di categoria, provincia per provincia, dove il lavoratore si iscrive all’associazione inerente la sua mansione:
Assindustria, CONFCOMMERCIO, CONFARTIGIANATO CONFAGRICOLTURA etc.

Queste associazioni hanno in ogni provincia il monitoraggio continuo della situazione dei loro associati e quindi possono fungere da collocamento per i lavoratori iscritti, oltre a svolgere corsi di aggiornamento e preparazione al lavoro, quindi possono assolvere alla flessibilità, ricollocare cioè un lavoratore da un settore all’altro attraverso corsi di formazione professionale obbligatori per gli iscritti, perché intanto a livello legislativo è stato previsto il salario minimo per tutti gli iscritti nelle liste del lavoro.

Ed i sindacati sono stati aboliti e si è riqualificata la loro funzione, perché venendo meno il contratto collettivo di lavoro, la figura del sindacalista o cambia oppure è inutile, dato che il lavoratore insieme ai suoi colleghi avendo il salario minimo garantito, con l’impresa tratterà il suo stipendio in base al contesto, alla produttività alla qualità, caso per caso.

Perché è illogico che il lavoratore che lavora di più, rende di più debba avere lo stesso stipendio del fannullone o peggio che il lavoratore che ha necessità di lavorare più ore, non ne abbia facoltà per legge.(1)

Come è assurdo al di fuori di ogni logica il fatto che vi siano in Italia 700mila(SETTECENTOMILA)rappresentanti e delegati sindacali che costano a stato ed imprese 2 miliardi di euro ogni anno.

Si cominci intanto a razionalizzare la spesa pubblica, decentrando funzioni e competenze alle amministrazioni locali e se proprio nella gestione di appalti e spese c’è il rischio di commistione si chiami un arbitro straniero, un consulente di un altro paese per fugare ogni dubbio.

Si stabiliscano le priorità strategiche, si salvaguardino e tutelino quei settori come ad esempio l’agroindustriale ed il turismo che sono le nostre risorse principali, che non comportano cioè la necessità di dover approvvigionarsi dall’estero come accade ad esempio per l’industria meccanica , per la quale necessitiamo di energia, minerali e quindi non possiamo essere competitivi nei costi.

 Oggi la trasformazione conviene solo a quelle realtà i cui oneri per la manodopera sono minimi.

Con le ovvie eccezioni, come ad esempio  la cantieristica navale dove la trasformazione richiede qualità e competenze  che altre realtà produttive non dispongono.

E non esiste nel nostro paese, neppure un vago accenno alle prospettive future per ciò che concerne l’energia, dove si è però pronunciata la parola nucleare, senza considerare il rapporto costi benefici, dove magari per soddisfare un misero 5% del fabbisogno si sprecano risorse che invece potrebbero risolvere il problema nel suo insieme.

-Biocarburanti, attraverso sorgo e panicum virgatum che possono essere coltivate nelle zone collinari e comunque non richiedono irrigazione o terreni adatti invece alle colture intensive

-etanolo-dalle eccedenze di zucchero della barbabietola da zucchero, le cui quote produttive sono state regalate a germania e francia, paesi dai quali magari reimporteremo energia prodotta proprio con lo zucchero le cui quote sono state regalate dal nostro paese

-etanolo con le eccedenze della viticoltura

-termovalorizzatori:si mandano i rifiuti in germania pagando laute cifre, mentre i tedeschi trasformano i rifiuti in energia e magari ce la rivendono. La città di brescia è alimentata attraverso un termovalorizzatore.

NE DOVREBBE ESISTERE UNO OGNI PROVINCIA PER RISOLVERE 2 PROBLEMI:RIFIUTI ED ENERGIA

-fotovoltaico ed eolico=gli ambientalisti dovrebbero comprendere che se non vogliamo inquinare aria ed acqua queste sono le uniche alternative e tra l’altro, gli impianti eolici e fotovoltaici sono smontabili

-turbine subacque=QUANTA ENERGIA SI POTREBBE DISPORRE CON TURBINE SUBACQUE POSTE NELLO STRETTO DI MESSINA DOVE CI SONO CORRENTI MARINE CONTINUE E FORTISSIME E NELLA LAGUNA DI VENEZIA SFRUTTANDO LA MAREA.quanta energia c’è in una marea?

Solo per indicare le possibilità più semplici ed attuabili.

Inoltre nel nostro paese non esiste la concezione del riciclaggio.

 O meglio esiste il riciclaggio ma è inerente ben altri settori.

 Non c’è un educazione al riciclaggio dei rifiuti, al fatto per esempio che le materie plastiche possono essere rilavorate ed in futuro non lontano, la plastica raggiunga costi oggi inimmaginabili.

Oggi non si tiene conto che il picco petrolifero, il calo della disponibilità del greggio non si rifletterà solo sui mezzi meccanici o sull’energia elettrica, ma quanto e soprattutto su tutto ciò che ci circonda.

Costruzioni,medicine cibi strumenti mezzi, in ogni cosa che abbiamo a portata di vista o mano c’è la componente petrolio, soprattutto la plastica del pc, i componenti dell’auto, mobili vestiti etc.

Quindi la plastica già fra una decina di anni(se non prima) diventerà un bene preziosissimo senza il quale non avremmo la possibilità di disporre degli strumenti che utilizziamo ogni giorno e che sono indispensabili.
E non è mai tardi cominciare ad incentivare il suo riciclaggio e riutilizzo.

Per il futuro prossimo inoltre l’acqua diventerà il bene primario ed essenziale e nel nostro paese invece di censire le risorse, razionalizzare l’uso ed evitare gli sprechi, l’acqua è diventata una torta ricca da spartirsi da “privatizzare” come è successo per esempio in sicilia, la cui carenza idrica in certe zone è drammatica.

In provincia di agrigento è stata scoperta una sorgente che potrebbe risolvere il problema idrico di tutta la regione, una riserva immensa che però è stata venduta ad una multinazionale straniera che la imbottiglierà e farà pagare ai siciliani quello che dovrebbe essere un loro diritto.

Questa è l’Italia.

Si vuole a tutti i costi costruire il ponte sullo stretto di messina, quando da salerno per arrivare a reggio calabria è un odissea per gli sfortunati che debbono percorrere quel tratto di strada, che è immodificabile per cui basterebbe sviluppare la SS jonica, il versante jonico della calabria che si valorizzerebbe dal punto di vista turistico con enormi benefici.

Nel collegamento nord-sud si dovrebbe incentivare l’uso del corridoio adriatico.

Ma si insiste per il ponte sullo stretto.

Mentre a bologna nel tratto tangenziale della A14 c’è il più alto tasso di congestionamento di traffico d’europa, aggravato dalla costruzione della quarta corsia MI-Bologna panigale, poiché vi è un effetto imbuto nel traffico nord-sud diretto dalla A1 verso la A14.

Eppure basterebbe costruire un passante che da Modena sud attraversi la parte ovest di bologna intersecandosi con l’aereoporto, l’interporto la A13 BO-PD(il cui svincolo progettato male è teatro di incidenti quotidiani)la zona industriale roveri fino a ricollegarsi con la A14 nella barriera di SanLazzaro.

Nel nostro paese vi sarebbero tante cose semplici da fare a beneficio di tutti.

Ma le cose nel nostro paese occorre complicarle per giustificare il beneficio di pochi.

Come sarebbe facile, facilissimo spendere e consumare.

Purtroppo diventa sempre più complicato il modo per reperire il di che spendere.

(E CHI GOVERNA SEMBRA NON ABBIA PROPRIO INTENZIONE DI SEMPLIFICARE QUESTA COSA. ALTRIMENTI SAREBBERO STATI ADOTTATI I COEFFICENTI FAMIGLIARI PER Ciò CHE CONCERNE I BENEFICI AI REDDITI BASSI OPPURE SAREBBE STATA AUMENTATA L’IMPOSTA SULLE RENDITE FINANZIARIE INVECE DI SOPPRIMERE L’UNICA VERA TASSA FEDERALE, EQUA E PROGRESSIVA, QUALE ERA L’ICI)


(1)è successo al sottoscritto di aver lavorato 16 ore e mezzo di seguito e di aver saputo solo successivamente di aver commesso una sorta di reato.
MA CHI HA FATTO QUESTE LEGGI?
Se ho bisogno di soldi e altro modo per reperirne oltre al lavoro non ne ho,
PER QUALE MOTIVO MI SI IMPEDISCE DI LAVORARE LE ORE CHE VOGLIO E CHE MI SENTO DI LAVORARE?
Addirittura si accenna alla riduzione dell'orario di lavoro, e così con la scusa di consentire a più soggetti di lavorare si abbassano gli stipendi.
 (la bolkstein cacciata dalla porta, rientra dalla finestra-ma se il pecorume si fida dei parassiti e della feccia umana sindacale e  sta bene così, amen!).

ps.avrei voluto accennare a ciò che potrebbe succedere durante questo anno, come ad esempio il "sollazzo" del basso costo del petrolio che potrebbe durare poco, ma sarà per un altro giorno.
a proposito di petrolio, qualche mese fa, oramai un anno fa, lessi la notizia che manager dell'eni avevano scommesso una cifra non indifferente  sul ribasso del petrolio fino ai 50 dollari.
criticai ciò ipotizzando anche una commistione di interessi.
MEA CULPA!
(anche se in Italia si è costretti a pensare male, non se ne può fare a meno!)
cincinnato1961 @ 04:58 | commenti: commenti (7)(popup)

agenda2009(parte due)

Archiviato il venerdì, 02 gennaio 2009 in:

agenda2009(parte due)


Non ha torto quel signore(1) che da mesi

, (o meglio dall’apertura di questo blog, all’incirca un anno)

mi importuna con il solito commento sul copia&incolla:
a forza di ripetere questa pratica mi si è “anchilosato” il braccio.
 Ma come non copiare ed incollare per esempio le notizie fornite da siti transalpini come lesechos,la tribune, soprattutto quelle relative ai provvedimenti che il governo francese sta adottando per fronteggiare la crisi economica?
(anche se servono a poco, se non si cambia il sistema).

Fanno “rosicare” dall’invidia, al punto che sembrano messe di proposito quelle informazioni, proprio per farci provare disappunto se confrontiamo quei provvedimenti con quello che il nostro governo (non)sta facendo.

 Il ministro dell’economia Tremonti ne fa un vanto il fatto di aver tagliato l’ici(perchééééé?!?!) e di aver detassato gli straordinari(?) e di essere stati i primi in europa ad aver adottato le misure necessarie per affrontare la crisi economica riferendosi al DPEF presentato come ogni anno nel mese di Luglio
 -e come ogni anno -
pieno di parole e buoni propositi, ma nei fatti si è distanti da ciò che effettivamente va fatto e da ciò che gli altri paesi stanno facendo, come la francia, i cui provvedimenti in primo luogo sono chiari lineari, comprensibili e non come succede in Italia dove i documenti sono un susseguirsi di riferimenti, date e DDL o DL, seguiti da numeri paragrafi postille, che alla fine non si “raccapezza” neppure chi li ha scritti.


Ed in secondo luogo, in Italia alle parole non seguono i fatti. Ovviamente ci sono cose che vanno fatte per forza, per inerzia e appunto per questo non sono mai iniziative, ma conseguenze.
In Italia se si è colpiti da raffreddore non si cerca di evitare l’influenza, non si previene ma si interviene quando le cause di forza maggiore lo impongono, quando cioè il raffreddore è diventato influenza, sempre dopo.

Dopo che le cose sono successe. Mai prima. Correndo tra l’altro il rischio che diventino irreparabili, che l’influenza  diventi polmonite. Non si previene, non si pensa prima. Ma solo dopo.

.(e spesso neanche dopo che le cose sono successe o peggio si interviene "rattoppando" la situazione)

Per ciò che concerne la politica economica del nostro paese, tolte le cose necessarie, indispensabili, non si è fatto nulla.
 Niente!
Finito il ciclo espansivo conseguente al boom di crescita anni 60-70-80, si è vissuto di rendita adottando misure solo perché necessario.
 Solo perché indispensabile, come nel caso del deficit pubblico, dove tra l’altro non ci si è neppure domandati perché questo aumenta, come fare in modo di compensare la spesa, per quale motivo la crescita del PIL  si è contratta, quali possibili misure adottare.

Niente!

Si è fatto solo la cosa più normale e (il)logica cioè (s)vendere le attività, i capitali mobili ed immobili di proprietà pubblica, alleggerendo solo di qualche punto il deficit pubblico con il risultato che il deficit è continuato a salire, mentre le attività dismesse hanno fatto la fortuna di chi le ha acquistate.

Addirittura nel fissare il cambio lira-euro si è badato solo a scalare il debito attraverso semplici operazioni contabili, attraverso cioè la cosa più banale che si attuava in passato:svalutare la lira, ma non si è pensato alle conseguenze e cioè che il debito non solo sarebbe continuato a salire, ma ci si sarebbe precluso ogni possibilità di saldarlo attraverso l’attività produttiva, perché il nostro paese non sconta solo il ritardo strutturale rispetto agli altri paesi industrializzati e gli andamenti del mercato, ma il cambio con l’euro a 1936,27 lire ha di fatto apprezzato

,-del 30% secondo la BCE, e anche secondo il risultato di un mio “studio” del 2003-

 la nostra struttura produttiva,in massima parte concentrata sul manifatturiero, rendendo di fatto non competitive le nostre merci sui mercati globalizzati.

----Se la lira nel cambio fu svalutata, e quindi deprezzata, la nuova moneta invece è risultata apprezzata,con addirittura una rigida programmazione dell’inflazione reale e con essa si è apprezzato tutto il capitale e la struttura, con le conseguenze che fin dal 2001 stiamo pagando, l’unico vantaggio è stato relativo la sua stabilità e quindi bassi tassi di interesse sul debito.----

 PERò è PREFERIBILE PAGARE Più INTERESSI E RIUSCIRE A SALDARE IL DEBITO, PIUTTOSTO CHE PAGARE MENO INTERESSI MA VEDERE ALLONTANARSI OGNI POSSIBILITà DI SALDARE IL DEBITO


La nostra economia è ferma oramai da più di 10 anni, fino a quando cioè si poteva agire sulla propria moneta e la si adattava alla produttività, si cercava attraverso le svalutazioni di rendere competitive le nostre merci sui mercati.
Oggi con l’adozione dell’euro sta succedendo il contrario, sono cioè le merci, la produttività a doversi adeguare ed adattare al valore della moneta.

Ma il paradosso vuole che tutto ciò, il fatto che il nostro paese fosse in cronico ritardo strutturale e produttivo oggi rappresenta un vantaggio alla luce della crisi economica che sta investendo tutto il mondo.

In tanti, anche la chiesa tramite il capo della Cei, si riempiono la bocca affermando che da questa crisi economica globale potremmo subire conseguenze meno gravi rispetto agli altri paesi ed uscirne con meno difficoltà, ma senza specificare il vero motivo, riferendosi solamente al fatto che in Italia le famiglie sono più “micragnose” rispetto a quelle degli altri paesi perché ci si indebita di meno e si risparmia di più.

Mentre la verità è che di questa crisi in Italia rispetto agli altri paesi subiamo conseguenze meno gravi proprio perché non si è fatto niente, perché siamo rimasti indietro, non abbiamo imboccato nessuna strada, mentre gli altri paesi(industrializzati) si sono avviati verso strade che alla luce di quanto sta succedendo sono sbagliate e dalle quali dovranno a fatica tornare indietro.

Negli anni 80,inizi 90, al culmine dell'espansione c'è stato chi ha provato a modificare il proprio sistema economico, la deregulation di usa ed uk, e chi come francia e germania hanno avviato profonde ristrutturazione della loro produttività, puntando sulla innovazione tecnologica e su nuovi settori come l'elettronica, la telefonia l'infornatica. Mentre in Italia siamo rimasti fermi, al punto che addirittura la Fiat per anni non è stata capace di rinnovare i  propri modelli  entrando in una crisi talmente grave da portarla vicino al fallimento.

 E appunto come esempio basta citare solo il settore auto, che fortunatamente (per noi) non rappresenta oggi il comparto più importante a differenza di francia e germania, dove quest’ultima soprattutto dovrà affrontare e gestire una vera e propria emergenza da ogni punto di vista.

La nostra fortuna è proprio quella di non aver fatto nulla, di non aver scelto e puntato su un determinato settore(o più settori) e quindi di essere oggi nella possibilità di scegliere, di indirizzare risorse ed energie in ciò che nel futuro avrà più prospettive di riuscita.

E’ come possedere  un terreno, che noi abbiamo lasciato incolto o al limite coltivato con orticelli, mentre gli altri paesi nei loro terreni hanno realizzato piantagioni e culture intensive. Oggi quelle piantagioni e culture non solo non hanno più mercato, ma dovranno essere spiantate bonificate e ripiantate.

In parole povere e brevi:

SE SIAMO CAPACI DI SFRUTTARE QUESTO MOMENTO ABBIAMO DAI 3 AI 5 ANNI DI VANTAGGIO RISPETTO AGLI ALTRI PAESI (INDUSTRIALIZZATI OVVIAMENTE).

Diciamo che nel confronto con gli altri paesi industrializzati è come se fossimo sullo stesso piano di un economia emergente che deve (e può)puntare su uno o più settori e svilupparli partendo da zero, non avendo la necessità indispensabile di dover riconvertire milioni di posti di lavoro.

Ci sono milioni di persone  pronte a lavorare che aspettano  solo il lavoro da fare.
-energia:biocarburanti, etanolo, fotovoltaico eolico turbine sottomarine..poi motori elettrici
-agroindustriale:dai prodotti alimentari di largo consumo, al biologico alla produzione per biocarburanti
-industriale:auto elettriche..DESALINIZZATORI cantieristica,   militare
-infrastrutture:strade-PASSANTE BOLOGNA TRATTO TANGENZIALE-JONICA-ferrovie, porti
-turismo:offerta totale-turismo estivo invernale, di massa di nicchia di lusso, culturale storico, culturale studio della terza età.
etc,etc, che significa la possibilità locale, che ogni regione dispone e deve sviluppare

Fermo restando che occorrono mutamenti radicali nei meccanismi che regolano il sistema economico che non deve e non può più  essere  regolato sulla espansione e sulla crescita.


C’è in Italia  il problema del debito pubblico, che non è solo una palla al piede, ma potrebbe costituire un elemento di disturbo, di ricatto da parte di chi come la germania è la spalla forte ed il “garante” dell’euro, con la possibilità non remota di essere sbattuti fuori dal sistema dell’euro(MAGARI!)o di far parte di una fascia di paesi di serie B, con conseguenti oneri degli  interessi sul  debito.

 Un debito che è impossibile risolvere nel metodo attuale, cioè con un sistema economico improntato sulla espansione e sulla crescita.
A meno che non si faccia un prelievo coercitivo sui risparmi degli italiani e questo venga restituito sul lungo termine.(nel 1992 un azione del genere venne fatta)

Battute a parte.

 Per prima cosa, una volta per tutte bisogna sapere(personalmente mi interesserebbe e moltissimo)quanto e quale spazio di manovra abbiamo?

Cioè il nostro paese, fino a che punto può decidere in autonomia la sua politica economica?

I nostri funzionari fino a quando sono costretti a presentare programmi di politica economica alla city o alla white house prima di essere messi in atto?

MA ABBIAMO OPPURE NO LA FACOLTà DI SCEGLIERE IN AUTONOMIA LA POLITICA ECONOMICA?

(perché da quanto finora constatato appare evidente che l'ITALIA DIPENDE...e se "dipende" se effettivamente il nostro paese è una colonia senza autonomia senza la possibilità di scelte, in tal caso  MACRO-ECONOMICHE, non resta allora che augurarsi un terremoto del 12° grado scala richter, che appunto non esiste ancora e si misurerebbe per la prima volta in Italia, almeno è sicuro  e certo che si riparte da zero!)

Per ciò che concerne il deficit complessivo:
Non si potrebbe “spezzare” il deficit pubblico in 2 tronconi?

Cioè un 30% del deficit complessivo all’incirca 500 miliardi di euro, viene restituito con una quota annuale fissa attraverso un bond cinquantennale con interessi fissi o indicizzati annualmente in base agli andamenti dei mercati.

Una quota fissa annuale di 10 miliardi di euro, più gli interessi(3-4-500 milioni di euro) da sganciare dal resto del deficit che si attesterebbe così al passo degli altri paesi.

Un troncone fisso(500 miliardi di euro, il 30% + o -) con interessi fissi da restituire in 50 anni con una quota annuale  fissa

Un troncone variabile(1000miliardi di euro + che -) con interessi variabili a seconda degli andamenti.

Per cui si avrebbe un deficit variabile di poco superiore il 70% del pil.
E’ ovvio che prima ancora di un eventuale scelta come questa occorre fare assolutamente in modo che il deficit non aumenti e si operi per ridurre tutte quelle spese che ne comportano la crescita.

Il deficit si dovrebbe saldare con la creazione di ricchezza, con la crescita del PIL.
Ma constatato che il Pil non cresce, occorre fare in modo di eliminare le spese e quindi scalare il deficit agendo sulle uscite visto che è impossibile farlo agendo sulle entrate.


E così anche io aggiungo chiacchiere ulteriori a chiacchiere, perché in pratica non succede niente. Se si fosse voluto far succedere qualcosa, non si sarebbe certo dovuto aspettare questa crisi globale.

Dove comunque un riferimento esiste, ed è proprio la cina, che dovremmo imparare ad "osservare" dal loro interno e non solo dall'esterno come siamo oramai abituati a fare.

Hanno all'incirca 400 milioni di persone da sistemare e con le loro esportazioni in calo, con il rischio di una contrazione dell'occupazione già in essere, cosa succederà?

Una sommossa? Oppure cercheranno di risolvere i loro problemi all'interno, sviluppando ad esempio l'agricoltura, aumentando i ricavi degli agricoltori , puntando alla sufficenza alimentare.

E questo settore  è diventato oggetto  di investimento non solo di banche di affari, ma di governi come la cina stessa che affitta in africa regioni intere o il qatar che attraverso un ramo della famiglia bin laden ha investito 500 milioni di dollari in terreni della cambogia dove coltivare il riso.

In Italia invece bistrattiamo quella che è stata per secoli la risorsa fondamentale e politicamente non aiutiamo la francia in ambito Ue, dove i paesi nordici vorrebbero azzerare l'agricoltura europea a vantaggio di quella del terzo mondo riducendo i fondi della PAC.

I francesi che si stanno impegnando su più fronti per cercare di arginare gli effetti di questa crisi.

E a forza di copiare&incollare ho riempito 2 cartelle e mi si è stancato il braccio e purtroppo è stato un “rosica mento” di disappunto , un rabbioso chiedersi, ma questi francesi cosa hanno più di noi?

Semplice la risposta:i francesi come tutti hanno un governo che governa, dei politici che discutono il da farsi nel parlamento e non alle porte a porte, ballarò anno zero.

 Politici che fanno i politici, non gli attori, le prime donne, gli onemanshow in tv, a preoccuparsi dello share, degli indici di ascolto a spararla più grossa per fare notizia e catturare l’attenzione e più pubblico all’apparizione successiva.

I francesi, come tutti gli altri paesi hanno politici responsabili, che operano nell'interesse del loro paese.

IN ITALIA PURTROPPO POSSIAMO SOLO INVIDIARE GLI ALTRI.
I FATTI DIMOSTRANO CHE IN ITALIA CHI GOVERNA SI DISINTERESSA ASSOLUTAMENTE DEL PAESE.


(1)Al 99% questo signore è un impiegato statale, perché un privato cittadino non perderebbe il suo tempo “appresso” a me
.Ha ragione sul copia&incolla. Infatti da quando ho scoperto word, copio& incollo tutto quello che leggo e (se non ho tempo)che vale la pena di leggere.

 Mi serve per eventuali citazioni, ma soprattutto per avere una cronologia delle cose che leggo, le quali me le ricordo tutte però mi si confonde la data(nessuno è perfetto, capita qualche vuoto di memoria)e il fatto di salvare quello che leggo giorno per giorno con il copia&incolla mi aiuta molto.

E il signore che disturba ci ha quindi “azzeccato” sul copia&incolla, anche se le motivazioni sono differenti.
Come avrà fatto ad “azzeccarci”?E poi perché non mi suggerisce qualche agenzia interinale differente dalla adecco? Le adecco di queste parti non offrono lavori come lavapiatti, operatore ecologico ne tantomeno “composizione lessico-sintattica”, tuttalpiù composizione vocale:PESCE! PESCE VIVO, VIVOOOO!VIVOOOO!

cincinnato1961 @ 04:03 | commenti: commenti (3)(popup)

Agenda2009(parte uno)

Archiviato il venerdì, 02 gennaio 2009 in:
AGENDA 2009(parte uno)

Se si parla non si ascolta. Se si scrive non si può leggere.

E così avendo trascorso gli ultimi giorni del 2008 a leggere e rileggere notizie avvenimenti fatti circostanze che hanno caratterizzato questo anno e che avranno ricadute e ripercussioni su ciò che accadrà nel 2009 e negli anni a venire, non c’è stato il tempo di mettere per iscritto il risultato delle valutazioni e delle analisi

(ma quando sarà che potrò chiamarle definitivamente così?)

per cui ho stilato una serie di appunti su fatti ed argomenti ereditati dal 2008 che faranno parte dell’agenda del 2009.
Metto nel blog i titoli dei temi da affrontare, qualcuno già con commento base, affinché sia da stimolo incentivo a trattarli.

La cosa migliore sarebbe se tra i pochi lettori vi fosse chi scegliesse fra questi argomenti quello da approfondire insieme.
Ad esempio una notizia relativa alla cina, la quale ha inviato navi militari nei pressi delle coste somale, a difesa del proprio traffico commerciale marittimo, dato che in quella zona imperversano pirati del mare che assaltano chiunque transiti da quelle parti.

 Eccetto navi militari ovviamente dalle quali i pirati stanno alla larga, e la cina, come hanno fatto altri paesi, ha inviato mezzi della propria marina militare a pattugliare quella zona e scortare le navi mercantili del proprio paese che vi transitano.

Siccome è la prima volta che la cina si “allontana” dal proprio mare e siccome penso male, ritengo che questa CINESE SIA LA PRIMA MOSSA CHE COMPIE DA POTENZA GLOBALE.

Ovvero con la scusa di scortare propri mercantili la cina intanto si dispiega militarmente nelle varie zone del mondo. Diciamo che comincia a farsi vedere!

Essendo questa mia un ipotesi che trae spunto da una circostanza se vogliamo banale, auspico se vi fosse chi in tal senso è più informato di me e mi possa “erudire”, tenendo conto del fatto-FONDAMENTALE-che considero i cinesi i veri nemici del futuro, o perlomeno di sicuro quelli con cui dovremo “fare i conti”.

Tempo fa tra i commenti si cominciò ad accennare una discussione sull’immobiliare in Italia e sugli immobili. Poi finì lì, soprattutto perché non era altro che lo sfogo di un signore al quale avevano chiesto di certo una cifra esorbitante sia per l’affitto che per l’acquisto.(1*)E non ci sono state altre occasioni di scambio di pareri.
.
-
1)- cina:
un conto cina vista da fuori, un altro conto la cina vista da dentro. Dall'esterno è una realtà.all'interno è un altra realtà


2)- messaggio Napolitano

“e sradicare il terrorismo nelle regioni più critiche".
Secondo il mandatoONu-NATO, e la costituzione, non è nostro compito”sradicare”
Sradicare significa combattere,avversare, o meglio sradicare equivale a togliere di mezzo, uccidere, ed il fatto che il termine sia stato usato dal presidente COSA SIGNIFICA?

“GARANTIRE LA PACE..e sradicare il terrorismo nelle regioni più critiche". (ha affermato)
In Afganistan si combatte, e garantire la pace appare fuori luogo..MENTRE GARANTIRE LA PACE non è forse Più PERTINENTE PER IL LIBANO…ed al tempo stesso “sradicare” il terrorismo ovvero forse hezbollah?
e "sradicare" è un termine che va messo in relazione con la visita a roma del generale petraus comandante del centcom, il quale però è stato accolto come un capo di stato.(perché?cosa voleva petraus? solo 4 tornado in afganistan? o modifcare le regole dii ingaggio? che di fatto sono già modificate perché in afganistan i nostri se c'è da combattere combattono! Allora cosa voleva petraus? il generale yanhee che scrive manualetti stile giovani marmotte!..forse ci voleva avvisare che la posizione dei nostri in libano è scomoda? che da quelle parti potrebbe succedere qualcosa di serio? COME SRADICARE IL TERRORISMO? il terrorismo vs israele?
(chi scrive i discorsi al presidente dovrebbe usare termini che facciano pensare e dubitare di meno)


.””””” Facciamo della crisi un'occasione per liberarcene, guardando innanzitutto all'assetto delle nostre istituzioni, al modo di essere della pubblica amministrazione, al modo di operare dell'amministrazione della giustizia”””””””””””””””
Che c’entra la crisi economica, con la giustizia?

Forse il presidente approva la decisione di riformare l’ordinamento giudiziario?

effettivamente in Italia se c’è una casta di intoccabili, al di sopra di tutto e tutti, non tanto per i privilegi quanto perché possono sbagliare senza subire la minima conseguenza sono i magistrati, i quali più che applicare la legge, la usano, ne hanno fatto uno strumento di potere…ed oltretutto un ordinamento giudiziario come il nostro dove pm e giudici sono la stessa cosa e possono candidarsi in politica e volendo tornare a fare i magistrati, loro stessi dovrebbero riconoscere che la cosa è “anormale”:

ma soprattutto è anormale che tutti i cittadini appena sbagliano pagano, o gli viene presentato il conto..
i giudici anche se sbagliano non succede mai niente.

questo non perché debbono essere per forza puniti se sbagliano, ma perché "tanto se sbaglio non succede niente" finisce che la giustizia in italia diventa una barzelletta(o forse già lo è?)


“””””””””””””Dobbiamo considerare la crisi come grande prova e occasione per aprire al paese nuove prospettive di sviluppo, ristabilendo trasparenza e rigore nell'uso del danaro pubblico".”””””””””””

Ahia presidente: ristabilendo trasparenza….quindi riconosce che ultimamente c’è poco da fidarsi nella gestione della cosa pubblica, ma signor presidente ahia…"ristabilendo" significa che esisteva forse trasparenza in passato nell’uso del danaro pubblico?
O forse è meglio dire, "ristabilire" perché prima era meno peggio rispetto ad oggi, in quanto da sempre in Italia la corruzione ed il malaffare è superiore alla trasparenza!

e dovrebbe essere il presidente ad affermare che non dipende dalle regole, che quello che non funziona dipende da chi dovrebbe far funzionare le cose ed invece non lo fa..

dipende dalla classe politica, dalla mentalità del paese che la classe politica riflette.



3)- --"La profondità e l'estensione della crisi sono nelle mani dei consumatori", afferma il premier sottolineando che una riduzione degli acquisti porterebbe a una riduzione della produzione "dando vita a un circolo vizioso molto rischioso".

(31 dicembre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/politica/berlusconi-giolrnale/berlusconi-giolrnale/berlusconi-giolrnale.html

Questo è lo sbaglio che si commette:incentivare la gente a bruciare i risparmi.
I consumi si attivano in un solo modo:tagliare la pressione fiscale sugli stipendi.i 50 euro in più al mese sono senz’altro destinati ai consumi.
Non si commetta l’errore degli americani:bush nel 2002 istigò gli americani a consumare ed indebitarsi.


4)- -Polemiche a parte (come abbiamo scritto più volte ormai siamo gli unici in Europa a non avere aiuti governativi per l'acquisto di auto nuove
(31 dicembre 2008)

http://www.repubblica.it/2008/12/motori/motori-dicembre-3/incentivi-ford-09/incentivi-ford-09.html

INCENTIVI AUTO per cosa? Favorire le industrie straniere? O la fiat che sta decentrando tutto?

Far indebitare i cittadini acquistando straniero, e quindi distogliere risorse da altre spese?
Ma almeno questa cazzata la si eviti..magari incentivare i motorini, le biciclette, gli elettrodomestici,gli impianti fotovoltaici e i pannelli solari, MA NON L’AUTO.

Oppure si fa come all’estero, si aiuta direttamente l’impresa o MEGLIO L’OCCUPAZIONE,

oppure  le case automobilistiche abbassano i prezzi tenendo conto che quando il mercato si aprirà a cinesi ed indiani(2010?) per l’auto europea saranno dolori, anche perché a livello globale rimmarrano 5-6 marchi.

Piuttosto gli incentivi dovrebbero essere usati per finanziare progetti ibridi, auto elettriche
 MA NON PER FAVORIRE MARCHI STRANIERI!


5)- -Pizzi-dago=studio sociale(quando lo dicevo io,nel 2004-2005 e sempre da quando ho cliccato dago spia, che il cafonal di Pizzi vale più di 1000 trattati sociologici sull’Italia sulla sua classe dirigente su roma, su tutto, nessuno mi ha cagato. Ora che lo dicono i soliti soloni, adesso è bibbia..superata)


6)- ---PROVVEDIMENTI URGENTI-Tassazione rendite finanziarie al 19%
Coefficiente famigliare
Salario minimo+corsi aggiornamento lavoro+ settore per settore mansione agenzia collocamento.varie associazione categoria monitoraggio situazione
Riforme in senso federalista-non province enti etc(consulenze se indispensabili, attori esterni stranieri, tedeschi,inglesi etc taglio enti inutili stranieri operare)


7)- settore Immobiliare=esempio perfetto della crisi economica e sistemica(quando tutti hanno un abitazione, il settore si ferma…e riparte solo con un terremoto o la distruzione da una guerra )

8)- L’economia può anche “ripartire” con queste misure, però quei paesi che hanno apportato radicali mutamenti sistemici avranno possibilità future, gli altri soccomberanno.
Cioè se la febbre del malato è stata abbassata, non significa che la malattia è vinta, perché fino a quando non si comprende il motivo per cui il paziente è afflitto da febbre, questa si ripresenta ed in forma più cronica.

Gli interventi finanziari dei governi e delle banche centrali possono per un periodo abbassare la febbre, far girare l’economia, ma fino a quando i governi non agiranno sulle cause della febbre, della crisi economica, questa non sarà mai risolta, anzi peggiorerà come dimostrato dagli usa che dopo la bolla della new economy hanno cercato di risolvere il problema creando un'altra bolla(altro debito)e peggiorando la situazione generale.

9) --I francesi sembra lo facciano apposta a farci “rosicare”:di giorno in giorno leggendo i loro giornali si scoprono  cose nuove.Non solo la soppressione degli spot pubblicitari nella tv pubblica, ma iniziative per la “chomage” per la “famille” per le “retraites” etc.-francia,misure chiare-italia misure dl23 del 30-193 del ddl 29-3 etc

Governo italiano copia e se non copia fa cazzate(ici-detassazione straordinari)

10)- --- Gallarate, un modello di efficienza
. A Gallarate, profondo Nord, hanno eliminato tutte le poltrone superflue nelle municipalizzate, ridotte all'osso le spese dei consigli di amministrazione. Modificata, e decisamente in meglio, la struttura tecnocratica. Per farla breve: a una sola persona, il signor Gioacchino Caianiello, è toccato raccogliere e riassumere tutto il sistema di produzione ed erogazione dei servizi
http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolaitalia/profondo-nord/profondo-nord.html

DIMOSTRA APPUNTO CHE NON è UNA QUESTIONE DI REGOLE O DI RIFORME, MA è UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA LE PERSONE, LA LORO MENTALITà, LA LORO CAPACITà.

Anche dove c’è la pena di morte avvengono omicidi, quindi non sono le leggi ad impedire che certe cose succedano o meno.
Soprattutto nelle istituzioni, nella gestione della cosa pubblica, dove se chi governa non sa governare, dove c’è corruzione abuso malversazione peculato, non

OCCORRE CAMBIARE LE RIFORME, MA I POLITICI E SOPRATTUTTO LA MENTALITà.

11)- immigrazione=immigrati europei in usa plusvalore—immigrati terzo mondo in europa minusvalore

12)- supermercato importante29dic altra provincia(oltre 50% in meno:visti 2 negri)

13)- patente limitatore di velocità(sia patentati che limiti cittadini)

14)- VERY IMPORTANT**********--la cina ha la scusa per dispiegare le sue navi.per il mondo:golfo aden pirati INIZIA COSì L’ERA DEL DRAGONE!****************

15)- la cei interviene sulla povertà(link rep-arch-29-30 dic2008)
parole vescovo-vaticano non recepisce più leggi italiane-i perché-

16)- --calo 20% vendita telefonini(link echos-29-30)mercato saturo

17)- --petromonarchie accelerano creazione moneta unica(link28-29)

18) --gli usa creavano surplus di ricchezza tale da consumare oltre..e favorire l’export di altri(poi surplus debiti )

Poi ricchezza creata minore e consumo continuo..poi consuma più di quanto produce.

19)-- -----LONDRA PURITANA – LA CITY SI SCOPRE BACCHETTONA E VIETA IL PORNO ESTREMO - NASCE LA POLIZIA DEL SESSO, POTRÀ VIOLARE LA PRIVACY CASALINGA - FINO A TRE ANNI DI CARCERE PER CHI POSSIEDE IMMAGINI DI "CONTENUTO OSCENO"

http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-2384.htm


piano piano:
il fumo, gli alcolici, le droghe, adesso il sesso, lentamente si va verso la limitazione non delle libertà personali, ma dell’atteggiamento proprio di ogni individuo. Alla fine cioè le regole non limitano più quello che si può fare, ma impongono cosa fare.A piccoli passi verso il nuovo medio evo.

Sul modello cinese, dove ad esempio le varie agenzie stampa non è che abbiano solo limiti o vincoli per ciò che diffondono, ma hanno lo stesso modo di dare le notizie che appare consapevolmente limitato: non si accenna per esempio ai diritti umani, non perché è vietato, perché proprio è un argomento che neanche viene preso in considerazione.O se viene considerato è per essere destinato al consumo dei media stranieri.
per l'immagine.

Cioè non c’è limite a quello che posso fare, perché non penso proprio di farlo.
Questo è il medio evo. Non era una questione di regole, ma proprio perché era la cultura, la mentalità i modelli che comportavano determinati atteggiamenti.

Come la cintura di sicurezza dell’auto:non la devo mettere perché la regola me lo impone,ma perché è una cosa logica, attinente il comportamento, la cultura il modello.


20)-  gli anni 80-90 sono stati culturalmente poveri. ogni settore dell'arte ha dato poco.
cinema, letteratura, musica, poco o niente. pittura e scultura diventate solo speculazione bussiness.

questo forse, ANZI SICURAMENTE PERCHé GLI ANNI 80-90 SONO SOLO DA RACCONTARE.
non c'erano spunti in quegli anni, perché quegli anni sono un eccellentissimo spunto:la massa critica. il momento tra luce e crepuscolo, le ultime luci del tramonto mentre cala la sera.

anni irripetibili, eccessi il massimo...
da quando sono nato che sento parlare di crisi.
però oggi a differenza di quegli anni e fino ad una decina di anni fa, SI PARLAVA DI CRISI, MA I SOLDI DA SPENDERE C'ERANO.

oggi si parla di crisi...e i soldi NON CI SONO VERAMENTE!(per questo che la crisi è grave!)



21- fresca,fresca:

La stima del Centro Studi di viale dell'Astronomia per il 2009
C'è il rischio "che nell'incertezza i risparmi non vengano spesi"
Confindustria, da energia e mutui
alle famiglie "bonus" da 24 miliardi


http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/economia/crisi-9/confindustria-famiglie/confindustria-famiglie.html

Ben vengano risparmi sulle spese, gli aiuti del governo e quant’altro.
PERò IL PROBLEMA è UN ALTRO E VA AFFRONTATO ALLA RADICE e cioè che occorre trovare la maniera per creare ricchezza, e non aspettare la manna dal cielo.

Oltretutto non si può fare affidamento sui risparmi relativi il petrolio, che oggi costa meno è vero, però le tensioni in medio oriente non lasciano presagire niente di buono.

Inoltre i paesi esportatori che hanno nel petrolio l’unica fonte di ricchezza(petromonarchie iran russia venezuela etc)fino a quando sono disposti a mantenere i prezzi così bassi?Considerato anche e soprattutto il deprezzamento del dollaro?
La russia a causa del calo del prezzo del petrolio sta affrontando una crisi seria al punto di dover usare le riserve strategiche accumulate negli ultimi anni..390 miliardi di dollari in soccorso di imprese cittadini etc.

(comunque Putin spende questi soldi anche perché essendo dollari il rischio deprezzamento è altissimo per cui
meglio spenderli prima che siano carta straccia)

QUINDI OCCORRE FARE IN MODO DI GENERARE RICCHEZZA, per cui il risparmio sui costi energetici è e deve essere solo un qualcosa in più, un extra e non una certezza su cui fare affidamento!




(1)In ogni modo, pur non seguendo l’immobiliare rimango della stessa idea e che cioè in Italia una bolla immobiliare non ci sarà mai. La speculazione che c’è è relativa solo la domanda, nel senso che gli immobili posti nei punti chiave di una città o che fanno parte della fascia “lusso” costano.
Per il resto è tutto nella norma, in primo luogo perché l’80% degli italiani  possiede la casa, in secondo luogo la eredita in terzo luogo in Italia l’immobile, la casa non è uno strumento speculativo, ma  è IL FOCOLARE DOMESTICO, la famiglia.

E se negli ultimi 10 anni ci sono state anomalie sui prezzi, ciò è dovuto  al cambio lira euro, e poi le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico, i cui acquirenti hanno cercato di massimizzare i profitti magari gonfiando con alchimie contabili (come i passaggi  fra "amici" per alzare il valore ) i prezzi degli immobili acquistati dallo stato a prezzi stimati secondo le rendite catastali risalenti agli anni 60


cincinnato1961 @ 02:44 | commenti: commenti (popup)