E l'Italia?

Archiviato il venerdì, 31 ottobre 2008 in:
E l’Italia? Cosa facciamo in Italia per affrontare la crisi che graverà sulle imprese sulle famiglie?

Dopo la francia anche giappone(200 miliardi di euro) e germania(25 miliardi di euro) creano fondi statali allo scopo di sostenere le imprese e l’economia reale.


In Italia perché non succede niente? Eppure abbiamo un genio come ministro dell’economia, abbiamo fior di professori come Giavazzi ed Alesina che addirittura scrivono (a 4 mani )un libro dal titolo acchiappa-nobel e cioè che l’attuale liberismo sarebbe di sinistra, invitando -questi professori- con insistenza paranoica il governo(prodi) a seguire l’esempio dell’amministrazione Bush per ciò che concerne la politica economica. Usa che hanno avuto negli ultimi anni una crescita del Pil superiore alla media globale. Secondo questi professori, era indispensabile seguire l’esempio americano.

Però il Pil degli Usa è cresciuto sulla ricchezza spesa e non sulla ricchezza creata.(ma questi professori aspiranti nobel, erano al corrente di ciò?)
E se non si crea ricchezza, non si dispone di ricchezza, occorre ricorrere al debito. Ed il modo di ottenere credito è semplice, tra l’altro uovo di colombo del nostro genio dell’economia. Tremonti infatti voleva suggerire ai cittadini di ipotecare le case di proprietà ed ottenere prestiti quindi spendere e consumare e di conseguenza il Pil sarebbe cresciuto.

E se non fosse bastato ciò, la questione della crescita del Pil si poteva risolvere seguendo i consigli del governatore di Bankitalia Draghi e cioè aprire il nostro mercato ai derivati ed agli edge funds.
Centinaia di enti locali non hanno aspettato il suggerimento del governatore di BANKITALIA, e sono ricorsi ai derivati per sostenere le spese di bilancio dei comuni soprattutto, ma anche regioni province, con il risultato che oggi queste amministrazioni hanno in mano una bomba finanziaria di 35 miliardi di euro(a tanto ammonta il ricorso ai derivati)che potrebbe scoppiare da un momento all’altro.

Ma in fondo il problema dove sta? Per il cittadino Italiano lavoratore dipendente trovarsi in busta paga 40-50 euro al mese in più o in meno, oramai fa poca differenza:alla fine del mese non ci arriva comunque.

Qualche volta in questo blog insisto con la teoria dei poteri forti che da 15 anni sarebbero padroni della nostra economia, che assecondati da politici compiacenti, studiosi aspiranti nobel , ne architetterebbero gli andamenti allo scopo di impossessarsi delle ricchezze accumulate negli anni del boom.

Intanto le ricchezze possedute dallo stato ,dal patrimonio immobiliare fino alle società dell’Iri sono state “privatizzate” e sembra che gli acquirenti abbiano fatto un buon affare, specie nel periodo, il 1992, in cui la lira fu svalutata e addirittura il suo deprezzamento fu accompagnato da una buonuscita da 50 miliardi di dollari versati da BANKITALIA come sostegno alle privatizzazioni.

(non fosse stato mai che gli acquirenti delle società privatizzate non disponessero dei fondi per fare quegli ottimi affari).

-Per la cronaca:la lira nell’estate 92 era sotto attacco speculativo. Per sostenere il suo valore l’allora governatore di BANKITALIA prosciugò le riserve della banca, nonostante gli veniva scongiurato il contrario da più parti, perché la lira sarebbe stata comunque svalutata. -

E dopo il patrimonio pubblico, c’è un allettante patrimonio privato, che tra capitale mobile e capitale immobile si dice valga qualcosa come 8000 miliardi di euro.
E se si fosse seguito l’esempio americano questo capitale o parte di esso avrebbe già cambiato proprietà.

In Italia però esiste la sacralità della casa, il focolare domestico di ancestrale cultura e la psicosi del risparmio per cui difficilmente si seguirà l’esempio americano anche se le difficoltà a cui si andrà incontro saranno sempre più gravose ed il pericolo non consiste negli ipotetici poteri forti, ma quanto e soprattutto dalla limitata capacità cognitiva di chi è preposto a governare il paese e non è capace di decidere neppure per creare un fondo salva imprese come stanno facendo francesi tedeschi e giapponesi e senza considerare la concezione demenzial-salottiera dell’economia da parte di aspiranti nobel, che ahinoi hanno purtroppo la responsabilità di formare i ragazzi, di chi nel futuro avrà ruoli di responsabilità. Il vuoto “intellettuale-cognitivo” oggi lo stiamo già pagando non esistendo una classe dirigente degna di questo appellativo.

E il futuro si prospetta al quanto buio.
Ma come si fa a non rendersi conto che la globalizzazione ha comportato una distribuzione della ricchezza sproporzionata? Che i nostri euro, i dollari (i surplus ovviamente)finiscono nei forzieri delle petromonarchie, dei russi dei cinesi dei giapponesi? E non tornano indietro, perché fatta qualche eccezione(beni di lusso)non hanno necessità di importare nostre merci, mentre i loro prodotti invadono i nostri mercati perché nettamente più concorrenziali.

In europa, in Italia soprattutto fino agli inizi degli anni 90, oltre a poter “giocare” sulla lira, sul suo valore c’era lo sbocco americano per le nostre merci e quindi si incassavano pregiati dollari che compensavano non solo la spesa energetica, ma erano il surplus che significava la creazione di ricchezza.

Ma dagli anni 90, non solo la moneta non ci è più appartenuta, ma gli Usa hanno cominciato ad importare dalla cina le merci per soddisfare i loro consumi. E da quel periodo alla nostra economia è venuto meno il surplus, la possibilità di creare ricchezza. E ci siamo avviati in una fase di ristagno economico, cioè di produrre per “vivere”, per mantenere quanto accumulato, mettendo fine all’espansione alla crescita economica-

E quindi è inutile che ci si domandi perché nonostante si sia creata occupazione il pil non è cresciuto.
Bisogna anche specificare che l’occupazione relativa ai precari non andrebbe conteggiata come fa l’istat a tempo pieno, inoltre dal 2002 si sono regolarizzate le posizioni di immigrati d indigeni, per cui i nuovi posti di lavoro realmente creati sono inferiori rispetto ai dati e occorre aggiungere che la nuova occupazione relativa al settore dei servizi non è da considerare come valore aggiunto, ma spesa. Non è ricchezza che genera plusvalore, ma è solo spesa quella del settore servizi, che al limite può incidere sui consumi in generale.

Gli usa sfruttando i costi produttivi decisamente inferiori della cina, con la deregulation decentravano la maggior parte delle loro industrie in estremo oriente, quindi rinunciavano a generare anche la ricchezza base. Rinunciavano cioè anche alla produttività per vivere, per mantenere quanto accumulato perché l’occupazione del settore servizi che intanto si stava sviluppando generava una ricchezza insufficiente per vivere specie alle famiglie con prole.

E non disponendo della ricchezza necessaria per mantenere gli stessi standard di vita, gli americani sono ricorsi al debito, finendo per usare la ricchezza fino a quel momento accumulata per sostenere i loro consumi.
E si è arrivati oggi alla massa critica, alla goccia che ha fatto traboccare il vaso,al punto di non ritorno.
E questa era ed è una cosa elementare, anzi da asilo di infanzia, quindi prevedibilissima.

Ed essendo tutto ciò prevedibile, scontato e considerando che non tutti hanno deficit cognitivi e che se anche professori o esperti o politici sono pecore che nel branco si differenziano dalle altre solo perché il pastore ha messo loro il campanello al collo, vi è anche chi non solo ha “percezione” di queste cose, ma ha anche la funzione di pastore che premia la pecora più “sveglia” con il campanello al collo e può indirizzare il gregge verso pascoli più ricchi o al tempo stesso al mattatoio.

E tenendo conto di tutto ciò che sta accadendo, COME SI FA A NON PENSARE CHE IL PERCORSO CONDUCA VOLUTAMENTE AL MATTATOIO?(accollare i debiti delle banche ai cittadini, e così la maggioranza fra di loro dovrà pagare 2 volte lo stesso debito:quello che ha contratto con il mutuo, e il debito della banca attraverso le tasse).

Ovvero la cinesizzazione di massa?

Cioè il riequilibrare la sproporzione nella distribuzione della ricchezza non aspettando i cinesi che si occidentalizzino, ma cinesizzando gli occidentali.
E’ questo che sta succedendo!

Ma il pastore però ha calcolato che nel frattempo i pascoli migliori potrebbero diventare di proprietà cinese?
Che se dal 1500 ad oggi nelle varie fasi della storia del capitalismo attuale l’accumulo ed il controllo del capitale nel passaggio dalle varie mani, nelle varie fasi cicliche è rimasto comunque di pertinenza occidentale, oggi il controllo degli accumuli del massimo capitale passa in oriente? E che ciò può significare il definitivo tracollo dell’occidente?

Che alla fine dell’impero romano i conquistatori dell’allora occidente non imposero la loro cultura ed i loro modelli, ma piuttosto li subirono, li adottarono mentre oggi ci troviamo difronte a “conquistatori” che hanno modelli ed una cultura forse più antica della nostra e che quindi non solo non subiranno le nostre influenze quanto piuttosto c’è l’elevatissimo rischio che ci impongano la loro cultura i loro modelli mettendo per sempre fine all’occidente ed alla sua storia?

I PASTORI LO AVRANNO CONSIDERATO QUESTO?

Che non solo i cinesi avranno il predominio sull’economia globale e quindi sulla politica, ma che potrebbero anche imporre i loro modelli culturali!
Provo angoscia, un disappunto che da la sensazione di un qualcosa che sfugga di mano. Un qualcosa di tuo, che ti appartiene, ma che non puoi toccare perché qualcun altro se ne è appropriato e ne sta facendo un uso sbagliato, errato.

Da anni sono dentro questa crisi, al punto di diventare un ossessione perché non si tratta di un normale evento ciclico, ma di una svolta epocale che cambierà la nostra vita, le abitudini e se non si adottano le misure indispensabili per affrontarla nella maniera adeguata, cambierà la nostra cultura in modo radicale perché è la crisi di tutto un sistema politico sociale culturale e non solo economico del quale tra l’altro non se ne è compresa la natura e si sta agendo in modo sbagliato.

(la crisi economica dell’occidente non è conseguenza della crisi finanziaria innescata dai subprime, ma è esattamente il contrario).

E’ tutto il nostro sistema che è attraversato da una crisi profonda che rischia di porre fine al modello occidentale, alla supremazia millenaria dell’occidente sul resto del mondo.
Una svolta epocale della quale l’attuale crisi economica sarebbe solo un risvolto, un effetto relativo alla globalizzazione, all’apertura dei mercati che sta comportando una distribuzione iniqua della ricchezza e non si stanno adottando le necessarie misure per affrontarla, anzi si sta agendo per peggiorare la situazione.

Non si può che ripetere sempre le stesse cose, sperando di trovare l’attenzione giusta per andare oltre queste cose. “Esplorare” il futuro e prevenire le conseguenze.

E ABBIAMO, LE ABBIAMO LE PROSPETTIVE E LE POSSIBILITà DI CAVARCELA…MA OCCORRE LA VOLONTà DI FARE, OCCORRE AGIRE OGGI, PERCHé IL FUTURO è QUELLO CHE FACCIAMO OGGI.

MA C’è LA VOLONTà?-

Oggi il nostro governo piuttosto che governare sembra perdere energie per difendersi da un opposizione che sa solo rompere i coglioni, perché quando il csx ha governato il paese si è impoverito e oggi arriva a portare in piazza addirittura bambini.

 NO, IL PAESE NON SI RIMETTE A POSTO IN QUESTO MODO!

(mi tocca difendere proprio chi non voterei mai, perché è un opposizione che sta rendendo simpatico anche chi è antipatico).

C’è una gravissima crisi dei quali effetti neppure si immagina e occorre agire UNITI.
OCCORRE ESSERE UNA SQUADRA!

E forse perché sono ripetitivo, ma vengo snobbato se non addirittura cestinato anche nei vari forum.
E sono andato su forum di siti stranieri appunto perché qui in Italia mi snobbano. Sui forum tagliano i miei interventi.Vengo cestinato. E’ colpa mia, perché dovrei evitare di andare a cercare chi possa afferrare quello che dico. E non può esserci.

Ma è umano cercare non tanto il consenso, quanto la considerazione.
Ma non ho nemmeno quella!
E sono emigrato in un forum francese. Tra i vari siti che apro ogni giorno molti sono francesi e in uno di questi, rue89.com(che è “comodo”per accedere ad altri siti linkati nell’homepage) ho letto una notizia,anzi un articolo che mi ha costretto ad intervenire. Un articolo firmato da FurioColombo dove si sosteneva che i tagli fatti dal governo Berlusconi hanno penalizzato la “presse indipendente” in Italia.

Il bello è che tutti gli intervenuti nel forum(diverse decine, 20-30)ci hanno creduto.
E glielo dovuto dire:ma che siamo impazziti? La “presse indipendente” dove esiste in Italia?Spiegando loro la differenza tra gli sgravi fiscali per l’editoria relativi alla carta e gli aiuti ai giornali di partito specificando pure quali con le relative somme. Mi ha dato una vaga risposta una “espatriata” di sx, sicuramente artefice del post di quell’articolo, che poi è stato tolto dal sito.

In ogni modo leggendo gli articoli dei vari giornali francesi ed europei(attraverso eurotopic)ho appurato che c’è una vaga percezione di quello che sta succedendo. Che non solo in Italia c’è una massa confusa, che non ha percezione della situazione e non solo in Italia vi sono giornalisti o esperti del giorno dopo, e magari neanche il giorno dopo sono capaci di rendersi conto di quello che è successo.

Da parte mia vorrei poter “avvisare” più persone possibile:attenzione, la situazione non è bella! Non si tratta solo di debiti e crisi economica e cinghia da stringere!Ma di un qualcosa che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di vivere. E raccontare ai nostri figli e nipoti di un tempo, di quando si stava meglio, di quando c’era la libertà.

 Eh già..

Non ci accorgiamo della povertà non solo perché abbiamo il riferimento di chi vive nella miseria assoluta, ma perché siamo circondati da un mucchio di cose inutili, futili per cui ancora questa percezione non è radicata. Come non ci accorgiamo di cosi significhi essere veramente liberi al punto di abusarne della libertà.

Troppo!
cincinnato1961 @ 02:34 | commenti: commenti (popup)

internet e banda larga

Archiviato il giovedì, 30 ottobre 2008 in:
E’ doveroso ed opportuno portare alla conoscenza di tutti gli errori fatti da chi è preposto a decidere per il paese , come nella privatizzazione di telecom, dove la società non solo è stata saccheggiata(nel 1999 valeva 120mila miliardi di lire,oggi vale a malapena 25 miliardi di euro e ha 40 miliardi di debiti)ma nonostante il canone fisso, una sorta di tassa che rende alla società telefonica oltre un miliardo di euro ogni 2 mesi, non ha fatto investimenti nelle nuove tecnologie come la fibra ottica, comportando non solo il ritardo competitivo con gli altri paesi, ma danni incalcolabili per l'economia, poiché oggi la globalizzazione dei mercati richiede una presenza costante dove internet è il mezzo più efficace per fare in modo che le imprese siano in contatto con i loro clienti e senza l'adsl, ovvero la banda larga, questa presenza non è repentina, ma lenta incostante ed oltretutto senza adsl diventa impossibile inviare documenti informazioni e quanto possa consentire ad un impresa di vincere la concorrenza.

Come diventa inutile l'informatizzazione della pubblica amministrazione che senza adsl è come avere un auto senza le ruote.

E se non bastasse questo, i mancati investimenti nella fibra ottica da parte di Telecom impediscono anche agli altri operatori del settore di fornire i loro servizi e le loro offerte alla clientela, aumentando quindi il gap. Ma a ciò bisogna anche aggiungere che qualora lo stato o altro ente intenda intervenire investendo nella banda larga o nelle nuove tecnologie, ci sarebbe il problema relativo al fatto che la rete fissa appartenendo a telecom, la stessa avrebbe enormi ed esclusivi vantaggi rispetto agli altri operatori.

La soluzione, già proposta 2 anni fa agli amministratori telecom consiste nello sganciare la rete fissa dal controllo telecom e trasformarla in pubblic company, amministrata dalla autorità per la concorrenza. Una public company dove tutti gli operatori avrebbero le stesse opportunità nell'usifruire della rete offrendo ai clienti una gamma di servizi ampia con beneficio (incalcolabile) per tutto il paese e soprattutto per il suo sviluppo.

Perché la situazione attuale non solo ci pone tra gli ultimi per ciò che concerne internet ma penalizza tutte le imprese, la pubblica amministrazione soprattutto la cui informatizzazione dei servizi senza adsl è inutile poiché con la normale rete diventa impossibile usufruire dei servizi offerti in rete.

-Mi riferisco ovviamente a quella parte del territorio nazionale(oltre il 70% secondo
alcuni) non coperta dal servizo attraverso fibra ottica-

Per esempio dal prossimo anno molti testi scolastici potranno essere scaricati da internet. Ma senza adsl(come nel mio caso ed altri milioni di casi)è difficoltoso scaricare anche solo qualche pagina.

E questo 3D vuole essere un invito a far conoscere attraverso l'articolo di Repubblica una situazione gravosa per il nostro paese, nella speranza che i media amplifichino il problema e si arrivi a risolverlo a cominciare dal superamento dell'ostacolo principale, ovvero che la rete fissa deve diventare una public company e quindi un mezzo a disposizione di tutti allo scopo di migliorare i servizi a vantaggio di cittadini imprese e degli stessi operatori delle comunicazioni, che nella situazione attuale sono limitati, impossibilitati a sviluppare prodotti e servizi da offrire sul mercato.

grazie per l'attenzione.




I soldi per l'internet veloce in Italia aumentano rispetto agli 800milioni previsti.
Serviranno appena a costrastare il digital divide


Banda larga, 1 miliardo dal governo ma per la rete del futuro non basta
di ALESSANDRO LONGO



LA BANDA LARGA italiana del futuro è un vicolo oscuro, tutto in salita. L'ultima notizia è una lucina che si accende in lontananza. Una speranza gravata da dubbi e incognite: il sottosegretario allo sviluppo economico Paolo Romani ha annunciato che adesso, per rinnovare e potenziare la rete italiana, i soldi pubblici disponibili sono saliti a un miliardo di euro. Contro gli 800 milioni finora previsti, stanziati con l'ultima Finanziaria.

Per saperne di più, su come saranno utilizzati questi soldi, bisognerà aspettare l'esito degli incontri organizzati, tra vari soggetti del settore, da Francesco Caio (già consulente del Regno Unito per questi temi). Il governo l'ha messo a capo di una task force per risolvere appunto l'impasse in cui è precipitata l'Italia: serve una nuova rete per avviare un nuovo ciclo economico, ma mancano i soldi e persino un accordo tra i soggetti interessati.

Qualche dubbio è però possibile avanzarlo sin d'ora.
Per cominciare, è ben difficile che quel miliardo possa contribuire davvero alla rete di nuova generazione com'è stata intesa finora, cioè fibra ottica nelle case o nelle vicinanze, per dare connessioni di "decine di megabit al secondo" (fino a 50-100). Si tratta infatti di fondi Fas, che sta per "Fondi aree sottoutilizzate": come ha ricordato in più occasioni Maurizio Dècina, ordinario del politecnico di Milano e grande esperto di questi temi, sono soldi che serviranno non al futuro della banda larga ma a colmare i ritardi in cui versano alcune aree. Cioè a risolvere il digital divide.

Un miliardo è appunto quanto Telecom Italia stima necessario per dare la fibra ottica nelle 2.400 centrali che ancora ne sono sprovviste. E che per questo motivo o non hanno l'Adsl o la possono offrire solo a bassa velocità (640 Kbps). Telecom però ha ribadito che non intende investire in fibra ottica nelle centrali rimanenti, perché non è conveniente; poiché sono le sue centrali, non possono farlo gli altri operatori e quindi può farlo solo lo Stato. Del resto, le attuali regole comunitarie permettono interventi pubblici solo in aree di "total market failure", che al momento può essere interpretato solo con l'assenza di fibra nel sottosuolo. Se non cambiano le regole comunitarie, lo Stato non può investire nell'Ngn, la banda di nuova generazione (come invece hanno fatto i governi dell'Estremo Oriente, dove per questo motivo le nuove reti sono già a buon punto e portano fino a 1 Gbps nelle case).

Ma anche se quei fondi sono destinati al digital divide, resta uno scoglio da superare: fare in modo che questo miliardo non appaia, agli occhi di Bruxelles, come "aiuti di Stato" a un operatore. Il problema è che se viene portata fibra nelle centrali Telecom, quest'ultima se ne avvantaggia, perché può vendere accesso banda larga, grazie all'investimento pubblico, agli utenti o ad altri operatori. Il governa dovrà trovare una formula per evitare l'altolà di Bruxelles, quindi.

E comunque resta irrisolto il problema di trovare fondi per l'Ngn. Il piano previsto da Telecom Italia (13 milioni di linee nel 2016) è considerato insufficiente per assicurare un futuro allo sviluppo economico italiano, di qui è nata appunta la task force, che vuole dare banda oltre i 20 Mbps a tutti gli italiani entro il 2013.

Ma con quali fondi? L'unica via è ora quella di coinvolgere più soggetti, non solo Telecom ma tutti gli operatori; non solo gli operatori, ma anche le pubbliche amministrazioni e aziende dotate di infrastrutture (come Ferrovie dello Stato, Poste Italiane), per contribuire allo stesso scopo. Il progetto potrebbe essere finanziato anche dalla Cassa depositi e prestiti, il cui contribuito, essendo appunto un prestito, non dovrebbe essere configurabile come aiuto di Stato.

Bene, ma quanti soldi servono? Almeno 10 miliardi di euro, ma le stime qui cambiano: se ci si accontenta di 50 Mbps sono 13 miliardi; se si vuole dare la fibra a buona parte degli italiani, si sale a 25 miliardi (secondo Between-Osservatorio Banda larga).
Prima però bisognerà superare un altro scoglio (l'ennesimo): mettere d'accordo i vari soggetti su un progetto comune. È anche questo uno scopo degli incontri di Caio, ma è impresa molto difficile.

Gli operatori hanno già fatto sapere di avere una visione molto diversa su come investire in Ngn. Paolo Bertoluzzo, ad di Vodafone, ha detto che i fondi pubblici andrebbero investiti non in fibra ma in antenne, per dare la banda larga in mobilità a tutti gli italiani. Peccato però che la rete mobile finisce sì in antenne, ma ha bisogno comunque di fibra ottica a monte per poter collegare ad alta velocità molti utenti alla dorsale internet nazionale. Altrimenti, in assenza di fibra, c'è un collo di bottiglia e l'alta velocità mobile resta solo teorica.

Ma anche sulla fibra ci sono divergenze, tra gli operatori: deve arrivare davvero fino alle case? Si può fermare prima, per ridurre i costi (ma anche la velocità)? In che modo permettere ai vari operatori concorrenti di utilizzare la nuova rete? Telecom vorrebbe regole nuove, sulla Ngn, mentre i concorrenti vorrebbero conservare i vecchi principi. Quelli che obbligano Telecom a condividere le proprie infrastrutture.

Infine, non basta mica fare una rete veloce per dare un futuro digitale all'Italia. Se la domanda è immatura, la rete resta sotto utilizzata, perché la gente non saprà che cosa fare di tanta velocità. È il problema descritto da un rapporto di Between, secondo cui la cultura informatica in Italia è molto limitata, così come il numero di utenti di pc.

Il governo ha presente anche questo problema, infatti Romani ha annunciato che il piano prevede anche l'aumento della cultura informatica della popolazione, in cinque anni. Cominciando dalla Pubblica Amministrazione, che sarà spinta a adottare in misura maggiore le nuove tecnologie. Progetto che in realtà i governi rilanciano a ogni legislatura, perché è dura vincere le resistenze culturali. Insomma, questa è una strada irta di difficoltà, ma che l'Italia non può permettersi di non tentare di percorrere.

(29 ottobre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/banda-larga-2/soldi-banda-larga/soldi-banda-larga.html

cincinnato1961 @ 01:13 | commenti: commenti (popup)

Mettiamo le carte in tavola(2)

Archiviato il martedì, 28 ottobre 2008 in:
Loro lo fanno !Trovano il danaro per aiutare le imprese.

Se si trova il danaro per aiutare le banche, questo dovrebbe essere reperito anche per aiutare le imprese per tagliare l’imposizione fiscale ai cittadini.

E purtroppo in Italia se il governo avesse intenzione di agire in tal senso di certo troverebbe l’opposizione della bce e del governatore Draghi che all’intervento pubblico preferisce senza alcun dubbio quello degli edge funds e dei derivati, nonostante i danni causati.

E mai come ora, occorrono decisioni e l’adozione di misure univoche, e le direttive della bce e le idee del governatore di BANKITALIA a tal proposito non si conciliano con le effettive necessità del paese.
Certo ai pescicani della finanza fanno gola i risparmi degli Italiani, e per esempio Draghi viene considerato uno squalo della finanza, e addirittura ha ricoperto il ruolo di boss per l’europa della goldman sachs.

Ma gli interessi della banche d’affari oggi mal si conciliano con gli interessi nazionali e le misure che debbono essere indispensabilmente adottate per non scivolare definitivamente nel terzo mondo.

Occorre creare sul modello francese un fondo statale che sia punto di riferimento delle PMI, un loro sostegno affinché si possa creare almeno la ricchezza necessaria per andare avanti. Certo potrebbero allettare gli appetiti dei pescicani della finanza i risparmi degli italiani e con derivati ed edge funds si vorrebbe spingere al debito famiglie ed imprese come negli Usa, ipotecare quel’80% di case di proprietà (come proposto a suo tempo da Tremonti-SIC!!!) per disporre poi della liquidità per spendere.

Questo arricchirebbe i pochi e porterebbe sul lastrico i più.
Quando invece basterebbe creare un fondo statale o addirittura regionale per sostenere le Pmi.
Un fondo statale regionale aperto anche ai privati, ai quali offrire rendimenti in media o superiore ad essa.
Secondo gli andamenti del mercato.(in media il 3,5-4% netto ogni anno)

Perché in fin dei conti il problema del credito in occidente è più semplice di quanto si possa immaginare:la disponibilità finanziaria, il danaro flottante quello necessario per consumare si è trasferito nelle economie emergenti e nelle petromonarchie.

Ma si è fatto il conto delle riserve, del danaro che dalle nostre tasche si è trasferito nelle casseforti dei governi orientali e delle petromonarchie?

Cina Giappone arabia saudita Eau Kuwait solo loro detengono almeno 5 mila miliardi di dollari (per difetto).
Ed in occidente, Usa innanzi tutto non è rimasto che ricorrere al debito, alla creazione di moneta virtuale.
(la soluzione sarebbe quella di azzerare dall’oggi al domani il valore del dollaro,dell’euro ed in pratica cancellare tutti i debiti).

Comunque i francesi hanno agito e stanno agendo in tal senso:SALVARE IL SALVABILE(come io lo definisco da tempo). Consolidare e razionalizzare settori e Pmi che sono in grado di competere sui mercati e quindi creare la ricchezza indispensabile per sostenere le necessità ed il Pil.

Però se nelle istituzioni, come la banca d’Italia si rema contro, si agisce contro l’interesse dello stato, si insiste sul libero mercato, sui derivati e sugli edgefunds oggi più che mai a caccia di profitto per recuperare le perdite avute con i subrpime,se si fa l’interesse dei pochi a scapito dei più si rischia di portare il paese veramente nel terzo mondo.

Per cui chi rema contro o perlomeno ha idee diametralmente opposte rispetto agli interessi collettivi, dovrebbe ricoprire altre cariche e funzioni. Già il solo negare l’istituzione della banca del mediterraneo è una palese dimostrazione che in Italia le decisioni che si adottano(da 15 anni a questa parte)sono contro gli interessi del paese ed oltretutto comportano il suo sfascio, al punto di dubitare che questo avvenga in maniera deliberata e non si agisca solo per favorire interessi particolari.

Cioè vi è proprio il progetto, lo scopo di sfasciare il paese, di riportarlo indietro di 50 anni.
E chi ne ha possibilità e facoltà dovrebbe cercare di impedire la realizzazione di scellerato questo progetto.
Perché più passa il tempo e più questo appare come un progetto vero e proprio, e cioè di far seguire all’Italia il percorso fatto dagli Usa.

Gli Usa prima destrutturati con la deregulation, poi i cittadini lentamente impoveriti e costretti ad ipotecare e vendere il capitale accumulato, e finire sul lastrico. Proprio in mezzo ad una strada come sta succedendo a milioni di americani.

E nel contesto i pochi ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri sono aumentati in maniera debordante e sono diventati sempre più poveri.
E tenuto conto che negli Usa ed in Italia chi progetta architetta ed esegue la politica economica sono in pratica le stesse persone, che fanno cioè riferimento ad un unico ente e quindi hanno le stesse concezioni e scopi per ciò che concerne la politica economica, il destino del nostro paese è segnato.

Bush ha tagliato le tasse ai ricchi? Prodi ha regalato il tesoretto a banche assicurazioni e grandi imprese.
Solo per citare una similitudine.
Il lavoro dipendente è tartassato al massimo? Bene, sui moli italiani, che sono migliaia sono ancorate migliaia di barche di lusso che la più povera vale un milione di euro. A CHI APPARTENGONO?

Ovvero in Italia la distribuzione della ricchezza non solo è iniqua, ma forzatamente impostata e diretta a favorire chi già dispone a scapito di chi invece sta diventando sempre più povero, come se ciò facesse parte di uno scopo deliberato.

Se si vuole questo, se dopo il csx anche il cdx agisce per questi scopi,spogliare e ridurre sul lastrico milioni di Italiani è inutile discutere scendere in piazza rivendicare suggerire avere idee brillanti e propositi, inutile starsi a fare le pugnettei:tanto vale scavarsi la fossa e così si risparmia tempo.
Ma se si vuole SALVARE IL SALVABILE, per prima cosa bisogna assolutamente allontanare dalle istituzioni chi opera per perseguire interessi particolari a danno della collettività.

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Pour contrer la récession, le chef de l'Etat a présenté jeudi ses mesures de soutien à l'économie. Elles visent à favoriser les investissements dans l'industrie, notamment avec la création d'un fonds d'intervention publique


Nicolas Sarkozy continue de voir dans la crise financière un tournant. « Tout concourt à ce que nous nous interrogions sur la redéfinition du rôle de l'Etat dans l'économie », a-t-il affirmé jeudi, lors de son déplacement dans une entreprise de mécanique, à Argonay en Haute-Savoie, près d'Annecy. Le chef de l’Etat était venu y présenter ses mesures de soutien à l’économie. Car la tempête financière maintenant calmée, le problème qui lui est posé, ainsi qu'au gouvernement, est de contrer la récession.
Pour l’essentiel, l’objectif des mesures déclinées jeudi est d’ouvrir en grand les robinets du financement aux entreprises industrielles. L’exécutif veut s’assurer qu’elles disposent de capitaux frais pour investir, même si c'était déjà un des enjeux du plan de soutien apporté au secteur bancaire. Nicolas Sarkozy a estimé qu’il fallait faire plus.
En premier lieu, le chef de l’Etat a annoncé la création d’un fonds stratégique d’investissement, « avant la fin de l’année ». La Caisse des dépôts en assurera la gestion, sous la surveillance de l’Assemblée nationale. Il sera chargé d’emprunter sur les marchés et de prendre des participations dans les entreprises visées. « Il s’agira d’investir dans l’avenir. Il ne s’agira pas de subventionner des entreprises à fonds perdus mais de stabiliser des entreprises qui pourraient être des proies pour les prédateurs », a justifié Nicolas Sarkozy. Car la commission européenne pourrait voir cette initiative d’un mauvais œil. En outre, le chef de l’Etat n’a pas renoncé, malgré un premier refus de l’Allemagne, à convaincre ses partenaires européens de l’imiter. « Afin que nous puissions coordonner nos politiques d’investissement », a-t-il de nouveau plaidé, comme il l’avait fait mardi à Strasbourg.
Autre levier en faveur de l’investissement des entreprises, l’exonération de la taxe professionnelle. « Tout investissement nouveau réalisé par les entreprises en France sera exonéré à 100% de la taxe professionnelle jusqu’au 1er janvier 2010 », a annoncé Nicolas Sarkozy. Assurant que l’Etat compenserait aux collectivités locales le manque à gagner. Cette mesure sera proposée au Parlement dans la loi de Finances rectificative pour 2008. A terme, le sort de la taxe professionnelle sera soumis aux conclusions du groupe présidé par Edouard Balladur sur la réforme des collectivités locales.
A Annecy, le chef de l’Etat a également demandé l’accélération du remboursement du crédit impôt recherche, afin de doper l’innovation des entreprises. Il s’est également engagé à apporter aux assureurs de crédit « les garanties supplémentaires pour qu’ils puissent continuer d’apporter aux entreprises les assurances dont elles ont besoin pour obtenir les financements ». Christine Lagarde, la ministre de l’économie, est chargée des discussions à ce sujet avec les assureurs crédit et la Caisse centrale de réassurance (CCR).
Aucune de ces mesures n’aura d’impact budgétaire en 2009, a insisté Nicolas Sarkozy. L’exonération à 100% de la taxe professionnelle des nouveaux investissements des entreprises, jusqu’au 1er janvier 2010, n’aura un impact sur le budget qu’à partir de 2011. Quant aux garanties de l’Etat et au fonds d’investissement, « ils n’entrent pas dans la comptabilité de la dépense publique », a-t-il assuré.
A plus long terme, sur les trois ans à venir, Nicolas Sarkozy s’est engagé à ce que l’Etat mette 175 milliards d’euros d’investissements directs dans l’activité économique. « Le budget de la France pour 2009-2011 sera d’abord un budget d’investissement », a-t-il affirmé. Evoquant des efforts en direction de l’économie numérique, « qui sera le moteur de la croissance future avec les technologiques propres », a poursuivi le chef de l'Etat.

http://www.lexpansion.com/economie/actualite-economique/sarkozy-mise-sur-le-retour-de-l-etat-dans-l-economie_166158.html

Pour Bernard Carayon Député (UMP) du Tarn et Président de la fondation d'entreprises Prometheus*, la création d'un fonds souverain français est "la solution" face à la crise.
Nicolas Sarkozy a décidé la création d'un fonds stratégique national, est-ce une bonne idée ?
L’effondrement des valeurs financières françaises, en particulier de celles des entreprises stratégiques rend urgentissime la création d’un fonds souverain français. Après le séisme de la crise financière, nous devons éviter à tout prix un tsunami industriel et social. Nous devons y faire face dans l’unité nationale, la détermination et le pragmatisme. Nicolas Sarkozy s’est tourné vers la Caisse des Dépôts, solution que nous avions été quelques-uns à préconiser depuis plusieurs années. A qui d’autre pourrait-on confier la gestion de ces participations ? La Caisse, dont l’expérience en la matière est longue et à l’abri de tous reproches, n’aura pas, à la différence d’autres grandes institutions financières, développé des instruments à risques... La solution c’est bien celle du fonds souverain.
Beaucoup ont critiqué cette annonce en période de crise.
La question de son financement ou de ses conditions d’emploi est accessoire. Ce n’est ni le moment de mégoter, ni de faire de la théorie. Les « super-libéraux » s'agacent de la stratégie de Nicolas Sarkozy qui signe, comme il l'a fait depuis plusieurs années, le retour de l’« économie politique », le retour de la politique au service des hommes et de leurs entreprises. En réalité, Nicolas Sarkozy remet enfin à niveau notre pays, l’un des seuls, qui soit encore aussi ouvert et aussi offert à toutes les formes de prédation financière. L’ère des naïvetés libérales est bien morte.
Est-ce du patriotisme économique ou du protectionnisme ?
Le patriotisme économique, c'est l'inverse du protectionnisme. Nous sommes les seuls, nous Français, à nous poser encore ces questions. L’Etat a sa place au cœur du marché : il apporte, aux entreprises, du soutien, de la protection, de l’assistance éventuellement, de l’accompagnement sur les marchés mondiaux et dans les organisations internationales.
Dans la mondialisation, l'économie garde toujours une dimension nationale : les suppressions d’emplois, les transferts de technologie, les atteintes à l’environnement, s’exercent toujours au détriment du pays dont l’entreprise a été acquise. Combien d’emplois perdus depuis qu'Alcan a absorbé Péchiney ? La propriété du capital n’est pas seulement une question d’actionnaires mais une question sociale, quand elle n’est pas nationale.
*Présidée par Bernard Carayon député (UMP) du Tarn et Jean-Michel Boucheron, Vice-président, député (PS) d'Ille-et-Vilaine, la fondation d'entreprises Prometheus est soutenue par dix grands groupes industriels français. C'est le premier do tank français, consacré aux enjeux de la mondialisation.

http://www.lexpansion.com/economie/actualite-economique/le-patriotisme-economique-c-est-l-inverse-du-protectionnisme_166370.html

cincinnato1961 @ 16:37 | commenti: commenti (1)(popup)

Mettiamo le carte in tavola?

Archiviato il martedì, 28 ottobre 2008 in:
Mettiamo le carte in tavola !


E’ giunto il momento di mettere le carte in tavola, di avere chiaro il quadro generale della situazione, la nostra condizione, il contesto internazionale, dove la cina, che della crisi Usa è il paese che più di tutti subisce gli effetti negativi, sia perché gli Usa sono il maggiore sbocco delle proprie merci quindi risorsa dell’industria e del PIL cinese, sia perché la cina insieme al giappone è il maggiore finanziatore del debito pubblico americano e sia perché le riserve valutarie cinesi, oramai vicine ai 2000miliardi di dollari sono per la maggior parte costituite da dollari, ebbene la cina suggerisce l’abbandono degli Usa al proprio destino e costruire o meglio ricostruire insieme all’europa un sistema economico e politico-strategico multipolare e fare a meno del dollaro e quindi stabilire nuove regole atte ad evitare il ripetersi di situazioni come quella che si sta vivendo.


Una situazione, cioè quella di un sistema che fino ad oggi, ha consentito agli Usa di spendere e vivere al di sopra delle proprie possibilità, di misurare la ricchezza, il Pil non su ciò che si è crea ma su ciò che si spende.

Quando Bush nel 2002 invitava gli americani a spendere, a consumare per sostenere l’economia americana, era cosciente del fatto che negli Usa per spendere occorreva ricorrere al credito perché non si creava più la ricchezza necessaria per  spendere, per sostenere i consumi?(e quindi il Pil).

Ed era cosciente del fatto che i debiti prima o poi vanno onorati ?

E che se il sistema produttivo con la deregulation e con le delocalizzazioni è stato smantellato con quali risorse si sarebbero pagati di debiti ?

Debiti oltretutto gravati da una guerra(in medio oriente) che è costata agli Usa  finora 3mila miliardi di dollari e della quale non vi è stato alcun beneficio. O forse Bush e le autorità della casa bianca contavano sul fatto che essendo il dollaro valuta di riferimento in ogni paese del mondo, i debiti sarebbero stati spalmati globalmente?

(Cosa questa in parte avvenuta, sia per ciò che concerne l'iperinflazione del dollaro e sia per i subprime)

Oppure Bush consapevole del fatto che negli Usa non essendovi più risparmio, le banche americane per prestare il danaro agli americani sarebbero dovute ricorrere a prestiti internazionali, cioè farsi prestare i soldi da prestare, e che quindi in caso di insolvenza i deficit(le fregature)sarebbero ricaduti sulle spalle delle banche internazionali, cosa questa che in parte è riuscita nella vicenda subprime,coinvolgendo istituti europei e orientali , dove le prime 10-15 rate onorate dai debitori ad altissimo rischio insolvenza

(prime rate del mutuo dall’importo non elevato al punto che erano quasi dello stesso importo di un normale canone di affitto,allettanti appunto per incentivare all’acquisto dell’immobile e sostenere il settore immobiliare ultima risorsa e possibilità pratica di mantenere il livello dei Pil sulla media globale e addirittura sopra ad essa ed ottenere dalle agenzie di valutazione un rating positivo e quindi la fiducia degli investitori oltre ad un tasso di interesse basso  )

sono servite per attrarre  gli investitori internazionali per corrispondere loro parte del rendimento elevato promesso dove i crediti subprime facevano parte di pacchetti di  prodotti finanziari, meglio conosciuti come derivati, che però nel momento in cui sono cominciate a manifestarsi le insolvenze il meccanismo si è inceppato mettendo in crisi tutto il sistema creditizio americano con ripercussioni internazionali, perché è venuta a galla la punta dell’iceberg ovvero che tutto il sistema creditizio americano è virtuale, è fondato su una ricchezza cartacea al punto che negli Usa le insolvenze non riguardano solamente il lavoratore  precario di KansasCity che non riesce più ad onorare le rate del mutuo acceso per l’acquisto della casa, ma tutto il sistema bancario degli stati uniti e a catena gli istituti di credito internazionali e fondi di investimento.

E al manifestarsi nel Luglio 2007 della vicenda subprime non solo Bush e vari componenti dell’amministrazione della casa bianca continuavano a sostenere che i fondamentali dell’economia Usa erano solidi e che la vicenda dei subprime era solo un incidente di percorso, ma “autorevoli” economisti come l’ex capo della Fed Greenspan o professori di casa nostra come Giavazzi, Alesina Zingales hanno insistito nel ritenere che l’economia Usa non solo avrebbe fatto fronte a questo incidente di percorso che addirittura sarebbe stato relativo ai propositi democratici ed umanitari di Bush di far possedere una casa a tutti gli americani,(SIC!!!!)

 -anche se la cosa è strana dato che se milioni di americani hanno ipotecato la casa di proprietà allo scopo di ottenere i prestiti necessari per sostenere i loro consumi , come è possibile che altri milioni di americani delle fasce più basse  possano continuare a  sostenere le loro necessità e addirittura pagare le rate di un mutuo?

-ma gli emeriti professori nostrani fino all’ultimo hanno addirittura insistito affinché il governo Italiano avesse adottato le stesse ricette di politica economica attuate dall’amministrazione Bush, e addirittura il governatore della banca d’Italia Draghi nel maggio2007 dichiarava con convinzione che:

" il mercato non ha bisogno di regole perché si autoregola e che l’Italia avrebbe dovuto aprire ai derivati ed agli edgefunds per stimolare la crescita."

Purtroppo non contando niente, anzi meno di niente considerato il seguito del blog, le mie affermazioni non possono trovare attenzione e tantomeno riscontro , però non mi stancherò mai di ripetere che ai vari Giavazzi bisogna rispondere a tono, e cercare di ridimensionare la loro posizione e credito, perché c’è il grosso rischio che queste proposizioni da salotto, questo trattare e riferirsi all’economia in maniera superficiale ed idiota(vorrei poter aver la prima pagina di un giornale solo per scrivere queste cose)possano trovare consenso e seguito da parte di una massa, ahinoi, sempre più rincoglionita e confusa.

E soprattutto porrei all’attenzione il fatto che il dottor MarioDraghi è assolutamente inidoneo a ricoprire un ruolo delicato come quello relativo a Bankitalia.

 Il governatore di Bankitalia, pur avendo un margine di manovra limitato in quanto è la Bce l’ente che sovrintende ai regolamenti e alla gestione della valuta, deve comunque avere un atteggiamento ed una posizione che tiene conto soprattutto dell’interesse nazionale.

Ma dichiarazioni come quelle rilasciate nel Maggio 2007
(mercati senza regole, derivati ed edge funds come soluzione al problema della crescita),
 oppure la non concessione del via libera alla creazione della banca del mediterraneo,
(e magari avrà la sede a barcellona o marsiglia)
o atteggiamenti e posizioni ambigue dal punto di vista politico
(da far affermare al presidente emerito sen.F.Cossiga che l’Italia ha 2 ministri dell’economia, oltre a Tremonti, appunto Draghi)
 inducono a ritenere che Draghi è assolutamente inidoneo a ricoprire una carica dove dovrebbe prevalere l’interesse nazionale e non l’interesse particolare come si potrebbe benissimo ipotizzare  dall'atteggiamento  manifestato da Draghi, anche se non in maniera palese.
E appunto interesse nazionale significa non dover rispondere delle proprie azioni ad interessi particolari ma solo all’interesse generale

.E con tutto il rispetto per la persona, ma se oltretutto una carica come quella di governatore della banca centrale serve a ricordare che in Italia è in atto dal 2001 un impoverimento soprattutto della fascia medio bassa della popolazione e che la crisi attuale e la recessione che ne seguirà colpirà le famiglie, si può fare a meno di una carica ed un ruolo simile.

Dobbiamo avere chiari i dati di fatto, il quadro della situazione e cioè che:


+  Il lungo inverno freddo  pronosticato alla fine del 2006 è in corso. Lungo inverno freddo inteso come una delle peggiori stagioni che dovrà affrontare l’occidente e che durerà diversi anni e la primavera che seguirà, quando seguirà(almeno 5 anni, per difetto)ci porterà una realtà differente, molto differente da quella vissuta fino ad oggi


+  La questione subprime era solo la punta dell’iceberg dei reali problemi dell’economia americana e della crisi sistemica che coinvolge tutto l’occidente con ripercussioni globali.Una distribuzione della ricchezza squilibrata dove all'accumulo delle realtà emergenti  corrisponde il declino economico dell'occidente.

  Un iceberg il quale ora sta venendo a galla mostrando un pò alla volta la sua reale consistenza, che comporterà il default degli Usa, perché ai subprime si aggiungeranno le insolvenze delle carte di credito, dei mutui su ipoteca degli acquisti rateali. In sostanza, e vale la pena ribadirlo ancora una volta, il problema non è solo il debito da parte degli americani e del governo stesso, cioè lo stato, il problema consiste nel fatto che gli americani non hanno la possibilità pratica reale di creare la ricchezza necessaria per pagare il debito.

 Addirittura c’è difficoltà nel reperire la ricchezza necessaria per fare fronte ai consumi indispensabili. Questo è il vero problema. Se anche in europa in Italia in particolare, nonostante un livello di produttività che ancora  resiste alla impari concorrenza orientale, c’è la difficoltà ad arrivare alla fine del mese, a sostenere i consumi necessari fino a rinunciare addirittura a qualche bene alimentare,  con quali risorse negli Usa  fanno  fronte al debito?

L'occupazione creata nel settore servizi non fa fronte alle necessità al punto che moltissime persone con prole a carico ricorre al doppio lavoro e  se negli Usa il debito viene fatto per consumare il necessario nel momento in cui viene la carta di credito viene bloccata , come faranno fronte alle necessità?Ovviamente c'è l'esercito della salvezza che allo stesso modo della caritas delle nostre città un pasto caldo non lo nega ed intanto vede aumentare le code di persone che si mettono in fila insieme ad homeless ed immigrati.Persone che magari un anno prima avevano il tavolo prenotato nel migliore ristorante della cità, servite da camerieri in livrea, e che nel volgere di pochi mesi sono stati protagonisti passivi del sogno americano risvegliandosi dentro un brutto incubo. 


+  Mi fa specie che non si sia compresa la natura del problema. E cioè che i debiti sono stati fatti soprattutto  per fare fronte alle necessità quotidiane, a prescindere dal fatto che negli Usa dal 2002 al 2006 si sia consumato anche il superfluo per sostenere il Pil, come incentivato dagli appelli di Bush nel 2002

(solo Berlusconi -che di solito  il giorno dopo smentisce sempre le sue affermazioni- poteva dire che Bush è stato un grande presidente).

 Ovvero che negli Usa da quasi 20 anni non è più possibile creare la ricchezza necessaria per sostenere gli standard di vita avuti fino a 20 anni fa ed oggi addirittura non è possibile neppure creare la ricchezza per le spese indispensabili(la dieta comunque non fa male agli obesi americani che sono più del 50%).

E si accenna al fatto che uno dei settori che nei decenni passati hanno fatto la ricchezza degli Usa, cioè il settore auto che occupa complessivamente 5 milioni di persone(indotto concessionarie meccanici etc) ci sono 2 milioni di persone che perderanno il posto di lavoro e chi rimane dovrà accettare consistenti  riduzioni di stipendio.
A tal proposito- per la cronaca -si è accennato al “matrimonio” GM-Chrysler, e solo nei blog qualcuno ha osato affermare che si sono trovati i soldi per salvare gli speculatori, però non ci sono i soldi per salvare queste fabbriche, che comunque sono destinate a sparire quando la produzione automobilistica cinese entrerà a pieno regime.

 ED IN EUROPA, DOVE ANCORA RESISTONO DIVERSI MARCHI E FABBRICHE, SAREBBE IL CASO DI COMINCIARE A PREVENIRE IL PEGGIO, STIPULANDO ACCORDI E MATRIMONI NEL SETTORE AUTO, DOVE NEL VOLGERE DI 5-10 ANNI, RIMARRANNO SOLO 2-3 MARCHI

e parte delle relative produzioni naturalmente decentrate, sia perché i costi produttivi saranno più convenienti in oriente(anche se ci sarà la cinesizzazione in occidente) e sia perché in oriente il mercato dell’auto è tutto da sviluppare.


+  precisazione:
Capita sovente di fare “previsioni” e di sbagliarle.
 *Una sul risultato delle elezioni politiche del 2008, del quale però i numeri di forza italia e del pd, sono stati esatti. L’eccezione è stata il successo della lega e la relativa ed eccessiva penalizzazione della sinistra radicale, della quale comunque presenza o assenza è indifferente.

*Poi ho sbagliato riguardo all’attacco all’Iran e le conseguenti ripercussioni, petrolio in ascesa, dollaro euro fino a 2:1. Attacco all’iran che appunto sarebbe stato preparato in anticipo facendo salire il prezzo del petrolio e delle materie prime per evitare uno choc troppo accentuato.
 Supponiamo avvenga oggi l’attacco, e da 70 dollari il barile, il prezzo del petrolio schizza a 200 dollari.
Sarebbe uno choc che potrebbe comportare conseguenze incontrollabili.
 Mentre se il prezzo è già alto, sui 150-170 dollari il barile, lo choc è minore.

*Poi ho sbagliato riguardo al processo di pace in palestina, quando l’elezione di Peres alla presidenza di Isreale mi ha fatto sperare e quasi convincere che era la volta buona per mettere fine al conflitto israelo-palestinese. Confidavo moltissimo in Shimon Peres. Purtroppo…


+  Quindi per gli Usa è vicino il default, anche se non va scartata l’ipotesi di un colpo di coda dell’amministrazione bush, che ha trovato al suo insediamento alla casa bianca:

* un paese in pace,
*un attivo di bilancio di 250 miliardi di dollari,
*un deficit federale tra il 60 ed il 70% del Pil
*ed in agenda i rapporti con la cina, che secondo alcuni aveva ottenuto troppe concessioni da parte dell’amministrazione Clinton.

Bush lascia:

* un paese con un deficit di bilancio negativo al quale se non erro va aggiunto anche uno zero rispetto ai numeri di Clinton(non voglio cercare data l’ora,ma appena li riperisco li metto in rete),
*un deficit federale vicino al 100% del Pil,
* un paese sino-dipendente sia finanziariamente sia dal punto di vista commerciale,
*un paese in guerra in medio oriente senza alcuna prospettiva di uscirne con un minimo vantaggio politico economico strategico,
* avendo costretto tra l’altro a buttare via il capitale di deterrenza di Israele accumulato in 60 anni di guerre con gli arabi e dilapidato in 33 giorni di un inutile ed assurda guerra in libano,
*accrescendo il prestigio politico di Hezbollah nel frattempo, proprio a causa di questo scellerato intervento, diventato movimento chiave del libano e del suo governo,
*ed oltretutto il comportamento degli americani in medio oriente ha fatto nascere la stella Ahmadinejead, che da oscuro sindaco di teheran è diventato il paladino della causa islamica fino a portare l’iran nella condizione di diventare potenza regionale( e non solo), di riferimento in contrapposizione agli Usa e ad Israele e a tutto quell’occidente pro usa,
*avendo poi istigato la georgia a provocare la russia comportando la reazione della stessa la quale ha ottenuto una vittoria politica che costa agli Usa l’influenza strategica nel centro Asia, -
*ed in definitiva Bush lascia una nazione che ha perso il consenso internazionale anche degli alleati storici, che a livello di sondaggi è considerata la più pericolosa per gli equilibri della pace globale


+  Comunque  è sempre ipotizzabile un colpo di coda da parte dei falchi della casa bianca. Mentre i media occidentali sono concentrati tutti sulla pandemia della crisi finanziaria, (a proposito ma in iraq che ogni giorno era al centro della cronaca la guerra è forse  finita?)aprendo i siti iraniani quasi ogni giorno si fa accenno che ogni attacco verrà respinto e che l’Iran impartirà una lezione dura a chiunque oserà attaccarlo.

 E di certo non sono di buon auspicio alcune affermazioni di Biden, vice di Obama che paragona a Kennedy il candidato nero. Rimango della convinzione che negli Usa un presidente nero non lo vogliono. Mi riferisco al vero potere secolare(anche se sono solo poco più di 2 i secoli)dei Wasp e di come una fine violenta possa dare adito a misure rigide e severe, considerato il fatto che nel luglio 2007 Bush fece approvare una legge per cui in caso di fatti gravissimi il presidente poteva avere il potere assoluto e revocare bloccare la costituzione e tutti i diritti. E Biden tra i democratici è considerato un falco.

Il default degli Usa non comporterà gravi ripercussioni per l’Italia e per la nostra economia nel suo complesso dato che gli Usa oramai da oltre 10 anni hanno agganciato al loro traino la Cina e quindi importando dalla Cina quei prodotti di consumo che prima erano i paesi europei a fornire agli Usa. Semmai potrebbe costituire un problema il surplus dei prodotti cinesi non più destinati agli Usa costretti a ridurre i consumi e quindi le importazioni e tornare necessariamente a produrre. Ma essendo ridotto il potere degli americani l'Europa potrebbe anzi deve per forza di cosa rivedere i rapporti commerciali con la cina:non è possibile che le imprese europee debbano sottostare ad obblighi e vincoli mentre quella cinesi possono produrre senza dover seguire alcuna regola.
 
Inoltre il default degli Usa dovrebbe finalmente sancire il definitivo distacco dalle scelte strategiche e dalle imposizioni della casa bianca al nostro governo.

Quindi si avrà la possibilità di sfruttare questa “libertà” per adottare scelte politico strategiche di lungo periodo.
(vero che gli americani ci hanno liberato dal nazifascismo, però questa libertà ci è costata oltre 60 anni di occupazione e vincoli inderogabili su ogni scelta strategica).

L’attuale governo (finora) non sembra fornire a tal proposito indicazioni o far trasparire intenzioni sulla volontà di gettare le basi per l’Italia del futuro.

E di certo non è con la cancellazione dell’ici

(unica tassa veramente federale che dovrebbe spettare ai comuni la sua applicazione o cancellazione, magari tramite referendum popolare, qualora costituisse unica voce di entrata nel bilancio e dovessero essere attivati o mantenuti determinati servizi)

o la detassazione egli straordinari

(detassata solo una parte della somma, ed inoltre la congiuntura attuale certo non favorisce il ricorso agli straordinari, anzi in molte aziende è già tanto se si completa l’orario ordinario)

che si va incontro alle esigenze delle famiglie e si risolvono i problemi economici e la crescita del paese.

E l’opposizione purtroppo è talmente inconsistente da arrivare a strumentalizzare bambini di 8-10 anni pur di ottenere consenso,portandoli in piazza a manifestare per un qualcosa del quale povere creature non si rendono conto.Non possono certo avere cognizione dell'atto malvagio cui sono vittime, paragonabile nel merito a chi sfrutta i bambini costringendoli ad elemosinare  nei semafori .

O peggio istigare ragazzini di 15 anni ad occupare le scuole.
(che insieme ai loro insegnanti dovrebbero essere presi per un orecchio e portati nelle aule scolastiche).

Invece di domandarsi perché 2 di loro su 3(i quindicenni) non sanno la ragione del giorno e della notte, del moto terrestre, della costituzione del diritto a manifestare ma del dovere al rispetto degli altri e delle istituzioni,  ed agire di conseguenza, cioè quale metodo usare affinché siano istruiti veramente e non siano il fanalino di coda rispetto a tutti i loro coetanei europei.

L’attuale governo di positivo mostra senz’altro la compattezza, la stabilità, mentre l’opposizione fatta eccezione per l’antiberlusconismo, il luogo comune che unisce il csx, è la dimostrazione palese dei limiti dell’Italia, dove si perde tempo e risorse per trovare un accordo, uno scopo comune, dove si chiacchiera all'infinito senza venire a capo di nulla, anzi aumentando i problemi  mentre un vero paese dovrebbe avere degli scopi prefissati dove tutti sono d’accordo ed in accordo per raggiungerli.

E lo scopo principale  è il nostro futuro.

Ma quale futuro con una classe dirigente come questa?


-continua-(spero)



cincinnato1961 @ 08:55 | commenti: commenti (1)(popup)

IL CINESE MI HA COPIATO

Archiviato il lunedì, 27 ottobre 2008 in:
"Nella conferenza stampa conclusiva, la parte del leone l'ha fatta Wen Jiabao, il capo del governo di Pechino, che sulla scia di una posizione espressa spesso nel corso del vertice da vari leader asiatici, tra cui il premier giapponese Taro Aso, ha sottolineato che la crisi riguarda quella che ha chiamato "l'economia virtuale" e che l'imperativo del giorno è quello di evitare che essa si ripercuota sull' "economia reale". "Abbiamo bisogno delle innovazioni finanziarie per aiutare l'economia, ma abbiamo ancora più bisogno di regole più severe per assicurare la stabilità ", ha detto il leader cinese, annunciando che il suo Paese andrà all' incontro di Washington con un atteggiamento "pragmatico e costruttivo".
http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/ASEM_contro_la_crisi_Europa_e_Asia_serrano_i_ranghi.html?siteSect=143&sid=9891019&cKey=1224950768000&ty=ti&positionT=35
25 ottobre 2008 - 15.41


questo pezzo di notizia è tratto dall'articolo linkato da swissinfo.

ebbene il cinese parla di economia virtuale ed evitare che si ripercuota nell'economia reale.

più o meno gli stessi termini e concezione che uso io ma non usano altri in occidente e significa che non hanno compreso bene la questione
cincinnato1961 @ 04:09 | commenti: commenti (1)(popup)

pillole(2)

Archiviato il lunedì, 27 ottobre 2008 in:
-------Ha fatto bene Berlusconi(1) a non firmare l’accordo sull’ambiente, perché prima di noi dovrebbero firmare accordi simili e rispettarli tutti i paesi asiatici Cina in testa.

 Noi europei, le nostre imprese sono costrette a rispettare una caterva di regole che alla fine incidono sui costi produttivi.
 Dal rispetto dei diritti dei lavoratori, i salari, gli orari di lavoro le ferie l’assistenza medica la sicurezza sul lavoro, poi i materiali usati nelle produzioni di componenti in plastica, che sono scadenti e soprattutto non essendo trattati risultano essere tossici dai giocattoli per bambini fino ai componenti per le auto, gli additivi chimici usati nei prodotti alimentari e non solo il latte in polvere, la tutela dell’ambiente dove in cina l’aria e le acque sono avvelenate più che inquinate. Ebbene per quale motivo noi dobbiamo caricarci di costi ulteriori quando già abbiamo regole severe in materia di tutela dell’ambiente?

Ha fatto bene Berlusconi a non firmare.

E ha fatto bene, anzi hanno fatto bene gli altri a non creare il fondo comune europeo  salva banche, perché noi in Italia abbiamo un sistema bancario sano e per quale ragione dovremmo contribuire a sanare i deficit di una banca inglese (che non fa parte dell’euro)o olandese?

Sembra che tremonti avrebbe voluto un fondo comune, però i tedeschi hanno detto di no!
 E sembra che l’Italia su questo fronte debba sopportare la spesa minore perché risulta che il nostro sistema bancario è il più solido, anche perché in Italia ancora si risparmia, cioè ancora si conservano i risparmi del passato perché oggi è difficile risparmiare.

E l’unica banca in crisi è UniCredit, guarda caso la banca che in Italia ha osato fare il passo più lungo della gamba.(nel 2006 avevo previsto una cosa del genere per UniCredit,cioè che avrebbe toppato! E fa piacere che il “fortino” generali è rimasto inattaccabile..anzi con la liquidità che dispone potrebbe fare ottimi shopping..da preda a predatore).

E le banche si lamentano per le tasse, quando prodi nel giugno 2007 ha regalato loro il taglio del cuneo fiscale per 5 punti.

In questo punto avrei voluto dire che nella situazione attuale abbiamo la possibilità di venirne fuori a testa alta.

PERò OCCORRE LA VOLONTà POLITICA E SOPRATTUTTO METTERE DA PARTE CHI REMA CONTRO,perché oramai è appurato che in Italia esistono poteri che operano per sfasciare il paese e come negli Usa mandare sul lastrico la middle class ed appropriarsi dei suoi capitali.

 Già Tremonti nel 2003 aveva proposto di ipotecare le case per ottenere prestiti da usare per i consumi. E negli Usa in questo modo milioni di persone si stanno trovando oggi in mezzo ad una strada. C’è chi opera per sfasciare il nostro paese mettendolo in condizione di non produrre non generare ricchezza, di giungere a situazioni come quella relativa alla olivetti

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-815.htm

o peggio ancora a vicende come quella della telecom che nel 1999 valeva 120mila miliardi di lire con cespiti e capitali propri, oggi vale a malapena 25 miliardi di euro con 40 miliardi di euro di debiti, nonostante da anni riscuota ogni 2 mesi di un canone fisso di 1,5 miliardi di euro, nonostante i licenziamenti nonostante non abbia investito sulla banda larga penalizzando anche gli altri operatori e naturalmente gli utenti, soprattutto le aziende che operano attraverso internet e senza adsl hanno un gap incolmabile con le loro concorrenti straniere.

Oppure autostrade, i cui pedaggi che siamo costretti a pagare invece di essere riinvestiti per migliorare la rete vanno a gonfiare i profitti di chi con 4 lire ebbe questa gallina dalle uova d’oro.

L a ricchezza il livello di sviluppo di ogni paese si misura con le infrastrutture.E l’Italia nelle infrastrutture come autostrade dimostra la situazione, cioè prevale l’interesse privato su quello collettivo.(LE AUTOSTRADE DOVREBBERO ESSERE GESTITE DALLE REGIONI)

Oppure le grandi imprese, le poche(rappresentano meno del 5% del pil) non sono state capaci di migliorarsi di investire nello sviluppo perché tanto i loro bilanci erano garantiti dai patti territoriali, mentre le PMI vero asse portante del paese debbono fare i salti mortali per sopravvivere e ci riescono perché sanno interpretare la flessibilità e soprattutto al loro interno non c’è il parassitismo sindacale.

 PER LE PMI OCCORRE RAZIONALIZZARE, FARE IN MODO CHE DIVENTINO SETTORE PER SETTORE GRUPPI OMOGENEI CHE SI PRESENTANO SUL MERCATO OFFRENDO I LORO PRODOTTI…

e che rispetto alle grandi imprese hanno il vantaggio di essere snelle e pronte a diversificare il prodotto dall’oggi al domani.

.MA OCCORRE IL COORDINAMENTO..

occorre che a livello provinciale le varie associazioni di categoria abbiano la situazione sotto controllo, con il monitoraggio continuo e dovrebbe spettare alle varie associazioni di categoria la funzione oggi svolta dalle agenzie interinali.

Se ci fosse la volontà politica, veramente,

 NE POTREMMO USCIRE NON SOLO A TESTA ALTA, ma saremo tra i primi.

Mentre germania francia uk si troveranno a dover gestire una situazione che non hanno mai affrontato, cioè la bassa crescita, la disoccupazione o meglio l’occupazione precaria, il vivere nella soglia della povertà, il dover scegliere e puntare su settori produttivi sicuri e dover abbandonare quelle che erano certezze, noi questa situazione la viviamo da 20 anni.

 Loro prima dovranno gestire la crisi e dopo potranno riprendere a camminare. Noi la crisi l’abbiamo già vissuta, si tratta ora di scegliere e puntare su determinati settori.

 In pratica noi eravamo ultimi sulla strada che si stava percorrendo. Ora è come se ci fosse stato un dietro front e ci troviamo ad essere primi.

MA COME RIPETO OCCORRE VOLONTà POLITICA, METTERE DA PARTE CHI REMA CONTRO,

 stabilire ed affermare l’autorità, non discutere e mettersi d’accordo per cercare uno scopo comune ma mettere al centro dell’attenzione uno SCOPO CHE METTA TUTTI D’ACCORDO, VOLENTI O NOLENTI.

E poi a livello europeo dobbiamo contare di più.

Per esempio la questione immigrati.Gli altri paesi europei usano il pugno duro nei confronti degli immigrati, in spagna addirittura mitragliano chi si avvicina alle loro coste, ma vorrebbero che l’Italia fosse un porto franco, di extracomunitari, rom rumeni e tutti gli stranieri debbono avere la libertà di agire come vogliono.

 Cioè gli altri paesi europei vogliono spingere tutti gli immigrati indesiderati nel nostro paese

.E QUESTO è INACCETTABILE. BISOGNA INASPRIRE LE LEGGI ASSOLUTAMENTE!

 Ed è inaccettabile inopportuno l’intervento del vaticano. Il vaticano non può conquistarsi a parole il consenso degli africani e contrastare con le parole il proselitismo dei muslim in africa.

I muslim in africa fanno proseliti soprattutto perché portano aiuti finanziari alimentari.

 Il vaticano INVECE DI SPENDERE CENTINAIA DI MILIONI DI DOLLARI PER COPRIRE I PRETI PEDOFILI(o meglio monsignori e i vescovi perché non si spendono milioni e milioni di dollari per coprire un semplice prete)AVREBBE POTUTO AIUTARE INTERI PAESI AFRICANI AD USCIRE DALLA FAME E DALLE MALATTIE E FARLI DIVENTARE CRISTIANI.

Siccome ai monsignori piace la carne tenera dei ragazzini, come mettono a tacere questa cosa DEBBONO TACERE SU COSE CHE RIGUADANO LO STATO ITALIANO CHE NON Può DIVENTARE IL RIFUGIO DEI PECCATORI. ZINGARI E RUMENI PROTAGONISTI ASSOLUTI DELLE CRONACHE DELLA MICROCRIMINALITA’ E NON SOLO, DOVREBBERO TROVARE ACCOGLIENZA ANCHE NEGLI ALTRI PAESI UE. e la stessa cosa per GLI AFRICANI.

Questo governo è il meno peggio.Sarebbe il meno peggio se alle intenzione farebbe seguire i fatti.

Ci sarebbero temi da approfondire come la scelta dei settori su cui puntare, il ruolo delle varie associazioni di categoria che a livello provinciale potrebbero monitorare la situazione fino a preparare il personale richiesto.

Coordinamento nazionale e sovranazionale delle pmi.

RIFORMA DEI CONTRATTI DI LAVORO..SUL MODELLO SVEDESE  una volta tanto la tv serve a qualcosa..anche se quello visto a report domenica 26 ottobre  è un qualcosa che immagino da sempre e cioè che la contrattazione deve avvenire ambito per ambito e che alla base per tutti i lavoratori ci deve essere uno stipendio fisso di almeno 500 euro al mese—per esempio-

.i lavoratori debbono essere iscritti alle varie associazioni provinciali(anche  più di una), seguire i corsi di formazione e aggiornamento, rispondere ad ogni chiamata, anche quella dei comuni per ripulire le strade…

NON POSSO DIRE TUTTO in 4 parole  PERò SI POTREBBE TENTARE UN ESPERIMENTO IN UN PAIO DI PROVINCE….

e naturalmente lo sbocco nel mediterraneo che tra l'altro risolverebbe il problema della immigrazione.

PECCATO! Se qualcuno mi ascoltasse e mi desse retta, gli direi della visione che ho del nostro paese e di come tante realtà differenti, possano divenire una cosa sola.

 La nostra sfiga è che ancora ci trasciniamo una mentalità feudale, la disputa pisa firenze per esempio…oppure non conta se la proposta di Berlusconi è buona e vantaggiosa per tutti, l’ha fatta Berlusconi allora è sbagliata..oppure la proposta la fa dalema ed è buona per tutti, però l’ha fatta dalema e quindi è sbagliata.

Dobbiamo toglierci questa mentalità..

OPPURE LA PROPOSTA LA FACCIO IO…E DEVE METTERE D’ACCORDO TUTTI…

e per farla accettare mi faccio una passeggiata sulle acque, moltiplico quattrosaltiin padellafindus e pacchi di pasta…e forse neppure questo gioverebbe, però CI DEVE ESSERE UN MODO PER UNIRE QUESTO  PAESE E SPACCARE la schiena A TUTTI…

Ps. battute a parte una condizione assoluta è il ripristino della leva obbligatoria per uomini e donne!ASSOLUTAMENTE! il perché non è spiegabile in poche parole, diciamo che in futuro è meglio mostrare i muscoli piuttosto che non averne. e soprattutto la leva obbligatoria costituisce una sorta di esame che misura la disciplina dell'individuo nel rapporto con gli altri.




(1)word corregge le parole conosciute scritte male. Ebbene scrivendo Berlusconi innanzi tutto la B diventa automaticamente maiuscola e se c’è qualche lettera sbagliata automaticamente corregge e questo non succede per veltroni che anzi rimane con la sottolineatura rossa essendo nome sconosciuto.Azz, su word Berlusconi è diventato nome da vocabolario, come bankitalia che su word diventa automaticamente maiuscola!
cincinnato1961 @ 03:16 | commenti: commenti (popup)

Pilllole(1)

Archiviato il lunedì, 27 ottobre 2008 in:
pillole :(1)


-------------il tema della puntata ballarò martedì 21 ottobre :le ragioni del consenso di Berlusconi vicino al 70%.
Nel seguire alcuni sprazzi della puntata si è appurato che il consenso per Berlusconi sarebbe relativo alla paura e all’incertezza per la grave crisi finanziaria in corso secondo l’opinione dell’ospite della puntata EugenioScalfari, il quale si è reso protagonista di un antipatico battibecco con il leghista Castelli.

Castelli ex ministro della giustizia, non è simpatico. Però al cospetto di Scalfari è risultato essere un galantuomo, perché è logico che ognuno cerchi di avere ragione, ma nel caso di Scalfari il pretendere di avere ragione ad ogni costo anche quando l’evidenza fa apparire il contrario sovverte il giudizio.

Giovedì 23 Ottobre dopo aver seguito alcuni sprazzi di anno zero, trasmissione stile inquisizione dove se il tema della puntata riguarda il cdx vi è l’ovvio pregiudizio, cioè tutto ciò che non è del contesto della sx è sbagliato e da condannare, dove la puntata inizia con la requisitoria sempre contro qualcosa o qualcuno del cdx in stile pubblico ministero con licenza di avanspettacolo che però suona di verdetto finale da parte di un giudice che sembra il primo della classe, vanesio al punto di apparire un po’ frocetto.

Ospite della puntata il leader del Pd Veltroni, tema la riforma della scuola dell’attuale ministro dell’istruzione che sta facendo discutere oltre misura fino all’occupazione delle scuole e addirittura vengono portati in piazza a manifestare bambini di 7-8-10 anni, creature che non si rendono conto di quello che stanno facendo, strumentalizzati con una malvagità ed una cattiveria bestiale da genitori ed insegnanti al punto che la magistratura dovrebbe intervenire, perché abusare in questo modo dei bambini è solo malvagità, crudeltà. Usare i bambini per questioni politiche è la stessa cosa di chi in guerra si fa scudo dei bambini.

Ebbene Veltroni non ha minimamente accennato alla riforma della scuola bensì ha parlato solamente e ribadito sulle dichiarazioni di Berlusconi fatte dalla Cina relative all’intervento della polizia qualora l’occupazione delle scuole da parte degli studenti fosse avvenuta in maniera violenta.
Un leader politico che di fronte ad un tema importante come quello della scuola invece di parlare della riforma insiste sulle dichiarazioni del suo antagonista politico o non è un vero leader oppure non è informato dell’argomento oggetto della discussione.

E guardando sprazzi di queste 2 trasmissioni dove erano presenti il fondatore del giornale che è l’organo di stampa più critico nei confronti di Berlusconi e del cdx, il pubblico ministero mediatico che ha costruito la sua carriera giornalistica su Berlusconi e sui suoi problemi giudiziari, il leader del maggiore partito di opposizione, non è difficile comprendere perché Berlusconi riscuote un consenso così ampio: come può essere diversamente con un opposizione simile?Opposizione che tra l’altro è in disaccordo e disorienta gli elettori e che ha come unico collante l’antiberlusconismo. Può una coalizione reggersi e rimanere unita solo in funzione antiBerlusconiana?

E poi ci si domanda come mai Berlusconi riscuota tutto questo consenso!Sia quando il cdx ha governato e sia quando non ha governato ha mostrato compattezza, unità e questo da sicurezza al cittadino, cosa questa che di certo non offre la sx.(non sono assolutamente un elettore di Berlusconi, però è preferibile, anzi è da sostenere in ogni modo nei confronti di questa sx).Le dispute del Pd con DiPietro non sono solo farsesche ma dimostrano che nel caso avessero governato solo ad immaginarlo fa venire i brividi. E poi si chiedono come mai Berlusconi abbia tutto questo consenso!(sono anche stupidi!).
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------E la riforma della scuola dimostra i mali del nostro paese. In primo luogo i ragazzi che non hanno capito niente di quello che sta succedendo, della riforma, della scuola della società e sono strumento dei giochi politici, di una sx che è incapace di fare opposizione e sfrutta occasioni come questa per strumentalizzare i ragazzi portare in piazza addirittura i bambini pur di ritrovare il consenso perduto.

Riforma che viene osteggiata non si capisce per quale motivo preciso. Sembra comunque che il motivo principale riguardi l’occupazione dei docenti, cioè i programmi di insegnamento non tengono conto delle necessità per la formazione dei ragazzi, ma dell’occupazione dei docenti,dei quali a mio avviso dovrebbe essere fatta una cernita con appositi esami, perché se 2 quindicenni su 3 in Italia non sanno del perché del giorno e della notte, è colpa delle famiglie e soprattutto degli insegnanti, i quali forse molti di loro neppure sanno del perché del giorno e della notte.


Insomma il problema della riforma della scuola è diventato un mezzo di confronto politico come è successo per Alitalia dove per tutelare qualche migliaio di posti(il 10% della forza lavoro) si rischiava di far fallire la compagnia ed oltretutto l’ostracismo della cgil si è appurato poi essere stata una mossa politica dettata da Veltroni il quale pur di non far ricadere tutti i meriti del buon esito della vicenda al cdx, ha osteggiato la trattativa attraverso la cgil, per poi dare il via libera all’ultimo momento dichiarando che se la vicenda è stata chiusa positivamente il merito è solo suo. Cioè un atteggiamento da bambini stupidi.Come se non si fosse compreso che la cgil aspettava il là di Veltroni per firmare un accordo che tutti le parti avevano sottoscritto solo per prendersi dei meriti che di certo non gli si potevano attribuire.

Veltroni che addirittura è stato sconfessato ed abbandonato dal suo padrino politico, l’ingegner DeBenedetti estremamente deluso da Veltroni e dalla sua inconsistenza.
Inoltre quello che sta succedendo riguardo alla riforma della scuola dimostra che in Italia non esiste un autorità intesa come Stato, in caso di disordini ed intervento delle forze dell’ordine non sarebbe lo stato ad intervenire ma Berlusconi ed il cdx. Cioè in Italia oggi lo stato significa solo la parte politica che governa.Oggi in Italia lo stato è il cdx è Berlusconi. Dal 2006 al 2008 lo stato era il csx.

Cioè le istituzioni non sono di tutti ma di chi va a governare. Nel nostro paese non esiste la concezione di stato come entità di tutti, ma solo uno strumento di potere di chi è chiamato a governare.In caso di intervento delle forze dell’ordine, queste non operano per affermare l’autorità dello stato, la difesa delle istituzioni di tutti, il rispetto delle regole, ma si concepisce che le forze dell’ordine intervengano per dimostrare l’autorità di Berlusconi e del cdx. Del resto lo vediamo con la riforma della giustizia, che da anni è bloccata perché appunto essa sarebbe articolata a beneficio di qualcuno e a svantaggio di qualcun altro, mentre la giustizia dovrebbe essere uguale per tutti.

In definitiva la riforma della scuola dimostra che in Italia lo stato, la concezione di Stato non riguarda tutti i cittadini, lo stato le istituzioni non rappresentano tutti i cittadini ma solo quella parte che è preposta a governare. E questo è dimostrato dal fatto che negli ultimi 15 anni ogni governo che si è succeduto ha per prima cosa modificato o addirittura cancellato le leggi approvate dal governo precedente.
Quindi poi è logico che il cittadino senta lo stato come un qualcosa che gli appartiene solo se vince le elezioni e se fa approvare le leggi che desidera o sono a suo vantaggio. Anche se appare illogico assurdo fuori da ogni contesto il fatto che ragazzini di 15-16anni occupino una scuola per autogestirsi o addirittura ragazzini delle medie o delle elementari vadano in piazza a protestare e reclamare.

D’accordo che oggi c’è un rincoglionimento totale, al punto che a volte penso che nell’aria o nell’acqua o nei cibi mettano sostanze che inibiscono il cervello e ne bloccano la capacità di ragionare, ma portare in piazza bambini, consentire a quindicenni sedicenni autogestione occupazione ci si rende conto?

La scuola è arrivata a questo punto, cioè sfornare ignoranti proprio perché è stata lasciata facoltà ai ragazzi di non fare nulla, anzi meglio dire, facoltà di non rispettare più l’autorità e quindi di non seguire programmi scolastici e studi idonei alla preparazione per l’accesso alle università, oltre a sovvertire i ruoli, cioè non è più l’insegnante che impone, ma è l’insegnante che subisce le imposizioni dei ragazzi.

Ed il risultato è un penoso livello di conoscenza, un esercito di ignoranti incapaci di lavorare sia nel settore dove hanno studiato perché impreparati, inidonei, e sia in altri settori “manuali”, perché chi fino a 25-30 anni non ha mai lavorato, avrà difficoltà a svolgere qualsiasi mansione.

Quindi la vera riforma consisterebbe nello spedire in classe tutti gli studenti sotto i 18 anni, chi è assente rischia l’anno scolastico, per ciò che concerne i maggiori di 18 anni, programmi di studio difficili, assegnazione di compiti e capitoli interi da studiare, e va avanti solo chi merita il resto ripete l’anno e dopo il secondo anno che ripete,via dalla scuola a lavorare.

Per ciò che concerne gli universitari, stabilire un limite per fare gli esami, cioè basta con i fuori corso..se un corso di laurea dura 5 anni, in 5 anni deve essere completato lo studio.
In sostanza ristabilire l’autorità che oggi in Italia non esiste più non solo nella scuola. Come ho già avuto modo di accennare siamo all’anarchia legalizzata, cioè anche le leggi sono “anarchizzate”.Il magistrato PLVigna, procuratore nazionale antimafia in un articolo ha contato 16 enti che in Italia possono legiferare, a volte le leggi si sovrappongono e a volte si oppongono.

Questo perché appunto non esiste più un autorità univoca, uno stato come ente unico dove tutti sono tenuti a rispettare le sue regole. E siccome lo stato viene concepito come uno strumento di potere da parte di chi vince le elezioni ognuno si sente in dovere se l’opportunità glielo consente di fare leggi ad hoc, allo stesso modo di amministratori locali che decidono lo stipendio da corrispondersi.

 In Italia è anarchia, stop.

Da cosa dipende? Da un eccesso di democrazia in primo luogo, e poi dal retaggio preresorgimentale per cui il nostro paese è come il costume di Arlecchino:tante province e regioni, tante aspettative differenti.

Tu ti appropri di questo? Bene io mi prendo quest’altro. E così ad ogni contesto e livello, dove lo stato è la vacca da mungere da sfruttare, dove ognuno reclama i propri diritti e aspetta che siano gli altri a compiere i doveri.

 Un paese dove una questione importantissima come la riforma della scuola, l’istruzione dei ragazzi e quindi il loro futuro ed il futuro del nostro paese nel contesto della globalizzazione, che diventa un mezzo di battaglia politica, un occasione per il csx di avere quel consenso perduto a causa dell’incapacità dei dirigenti del csx di governare e soddisfare le aspettative del loro elettorato, la scuola usata come contrapposizione politica senza badare minimamente ai punti di questa riforma, di cosa migliorare e cosa scartare.

Non interessa questo al csx, ed i ragazzi strumentalizzati e agendo in un clima di anarchia non si rendono conto di quello che stanno facendo, non hanno la minima cognizione di causa.

E PER PRIMA COSA OCCORRE RISTABILIRE L’AUTORITà DELLO STATO. Prima di protestare, occupare occorre conoscere e rispettare le regole, prima fra tutte quella di portare in piazza bambini di 7-8-10 anni, i quali povere creature non si rendono conto di quello che stanno facendo e forse neppure i loro genitori.

INTANTO SI DOVREBBE PERSEGUIRE CHI HA PORTATO IN PIAZZA QUESTI BAMBINI. SE è ILLEGALE SFRUTTARE I BAMBINI PER SPOT PUBBLICITARI, PER VEICOLARE MESSAGGI SUI MEDIA, DOVREBBE ESSERE ILLEGALE ANCHE IL PORTARLI IN PIAZZA E STRUMENTALIZZARLI, perché in linea di principio questa azione è simile a quella di chi porta i bambini nei semafori a mendicare qualche spicciolo.
E’ uguale. Perché i bambini vengono usati come strumenti, mezzi atti a raggiungere determinati scopi.

Inoltre questi bambini rischiano di crescere nell'anarchia più assoluta.

E i parassiti sindacali e i parassiti di sx invece di portare nelle piazze le masse per rivendicare meno tasse, benzina meno cara visto il ribasso del petrolio, i prezzi di pane pasta latte meno cari, sfruttano l'ingenuità dei ragazzi per manifestare su cose delle quali non hanno le idee chiare a sentirli dalle interviste che rilasciano.
cincinnato1961 @ 02:56 | commenti: commenti (popup)

per le banche sì,per i poveri no

Archiviato il domenica, 26 ottobre 2008 in:
Le banche sì, i poveri no
reuters.com - 26/10/2008 à 18:55 - 372 mots
Tout pour les banques, rien pour le social, déplore Fabius

PARIS (Reuters) - Le gouvernement trouve des milliards pour les banques mais ne fait rien pour le social, a déploré l'ancien Premier ministre socialiste Laurent Fabius.
Des propos qualifiés de mensongers par le ministre du Travail, Xavier Bertrand.
"Pour le moment on fait beaucoup de choses - et on a raison - pour la crise bancaire", a déclaré Laurent Fabius sur Radio J. "On est capable de dégager des centaines et des centaines de milliards d'euros pour venir en aide aux banques (...) mais on fait très peu pour la crise économique et rien du tout pour la crise sociale".
Le député de Seine-Maritime a reproché au président de la République, Nicolas Sarkozy, d'avoir "un langage à l'extérieur et un autre à l'intérieur".
"Comment voulez-vous être crédible pour dire qu'il faut plus de régulation publique au plan international si sur le plan intérieur vous voulez privatiser la Poste et si vous réduisez le périmètre de l'éducation nationale et de la santé ?", s'est-il interrogé.
Sur France 5, Xavier Bertrand a qualifié les propos de Laurent Fabius de "pur scandale".
"C'est vrai qu'on parle de centaines de milliards d'euros. Il faut expliquer que ce n'est pas de l'argent qu'on serait allés prendre dans un coffre-fort et qu'on aurait donné aux banquiers", a-t-il déclaré.
"L'Etat est là au cas où", a-t-il expliqué à propos des fonds garantis par l'Etat pour un montant maximum de 320 milliards d'euros.
"Ça n'est pas de l'argent qu'on aurait pris à qui que ce soit, ça n'est pas de l'argent qu'on va sortir année après année, c'est le principe de la garantie, de la caution", a-t-il ajouté.
Le ministre du Travail a assuré en outre que le gouvernement pensait aux Français défavorisés.
"Quand nous décidons, par exemple, de pensions de réversion pour plus de 600.000 veuves, on ne pense pas aux plus démunis ? Bien sûr que si", a-t-il déclaré dans l'émission "Ripostes".
"Quand nous décidons que dès le mois de novembre on va aider ceux qui sont au RMI (...) Quand on augmente l'allocation adultes handicapés, c'est la même logique, alors qu'on ne nous dise pas qu'on ne fait rien, on agit", a-t-il affirmé.
Xavier Bertrand a demandé à la gauche de faire "une pause dans les petites polémiques, ça ne ferait pas de mal".
Elizabeth Pineau, édité par Pascal Liétout




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http://www.latribune.fr/depeches/reuters/tout-pour-les-banques-rien-pour-le-social-deplore-fabius.html

****questa nota meglio aggiungerla, non si sa mai! E specifico che questo blog non ha finii di lucro e che la notizia ripresa da “la tribune” vuole essere un contributo informativo ulteriore riguardo alla grave crisi sistemica in corso, dove appunto, il deficit finanziario accumulato da banche ed istituzioni finanziarie che hanno operato al solo scopo di lucro al di fuori dell’economia reale, anzi addirittura sconvolgendo gli andamenti dell’economia reale poiché normali crediti sono stati trasformati in prodotti speculativi dei quali è stato gonfiato il loro valore al punto tale da trascinare nella bancarotta quasi tutto il settore bancario americano con ripercussioni globali, nel momento in cui si è raggiunta la massa critica, ovvero il metodo usato per gonfiare i valori dei crediti e speculare si è inceppato poiché i debitori dei quali era palese il rischio di insolvenza hanno smesso di pagare, tutto il sistema è crollato come un effetto domino e i deficit accumulati dalla banche sono stati pagati dai governi cioè attingendo al danaro pubblico.

Aggravando di fatto una situazione al limite della sostenibilità.
Se la crisi finanziaria si è generata perché l’economia reale non crea più ricchezza, ovvero se i debitori dei subprime non avessero avuto difficoltà finanziarie avrebbero pagato le loro rate(che agli speculatori sono servite per alimentare le scommesse sui derivati e creare la catena di santantonio che ha funzionato appunto fino a quando i debitori hanno onorato le loro rate), come il capitale finanziario che qualora avesse avuto sbocchi ed opportunità di profitto nell’economia reale non sarebbe ricorso ai derivati o a strumenti di ingegneria o meglio dire alchemia finanziaria,oggi come è possibile scaricare i deficit accumulati dalla bolla finanziaria virtuale nell’economia reale?

Se l’economia reale è in grave difficoltà soprattutto negli usa, con quale criterio si usano fondi pubblici per sanare i deficit creati da chi ha operato al di fuori dell’economia reale?
Non significa questo peggiorare una già drammatica situazione? Se negli Usa milioni di cittadini sono dovuti ricorrere al credito per sostenere i loro consumi, fino ad ipotecare le case, perché da anni non si crea più ricchezza al punto che il PIL Usa negli ultimi anni è stato misurato sulla spesa, su ciò che si è consumato a credito e non su ciò che si è creato, oggi dove trovano gli americani le risorse per pagare i deficit fatti da chi ha operato fuori dall’economia reale, da chi ha speculato e tratto profitto solo per sé, e non per la collettività. Cioè se un impresa fallisce, fino al suo fallimento ha generato ricchezza per i dipendenti per l’indotto ed il suo salvataggio significherebbe salvare anche il reddito di tantissime persone.

Mentre nel caso dei deficit del settore bancario, il profitto avuto è finito nelle tasche di pochi, pochissimi mentre oggi i debiti sono accollati a tutti i cittadini, i quali già sono in difficoltà per creare la ricchezza indispensabile per le necessità quotidiane tanto da dover ricorrere al credito, oggi come è possibile con quale criterio, con quale pretesto i cittadini dovranno farsi carico di ulteriori oneri che non li riguardano assolutamente , un debito che non concerne in alcun modo e maniera la loro posizione, un qualcosa del quale neppure conoscono motivi e retroscena, neppure quei cittadini che non sono riusciti a pagare le rate del loro mutuo, perché se il loro mutuo non fosse diventato un prodotto finanziario su cui speculare le banche che hanno concesso il prestito non avrebbero avuto le difficoltà che si trovano ad affrontare oggi con le ripercussioni sull’economia americana e globale, perché in media anche i cittadini insolventi hanno onorato le prime 15 rate, per cui la banca rientra di una parte del credito erogato che seppur minima è sempre del contante ed inoltre in caso di mancato pagamento del mutuo alla banca rimane l’immobile che seppur deprezzato costituisce sempre un attivo nel bilancio.

Il problema invece si è avuto quando le banche hanno usato i crediti per scommettere sui derivati e si incentivavano i mutuari ad accedere al prestito con le prime 20 rate alla portata di tutte le tasche, e le prime rate pagate costituivano per le banche l’input per alimentare la catena di santantonio, per attivare sui mercati finanziari le scommesse sui derivati, attrarre gli investitori con la promessa di alti rendimenti e minimizzando sui relativi rischi, che si sono presentati quando i mutuari hanno smesso di pagare le rate dei loro debiti e la catena di santantonio si è spezzata.

Ora i deficit, qualcosa come 2 mila miliardi di dollari,(c’è chi sostiene sia di più )stanno mettendo in crisi tutto il sistema bancario non solo americano ma internazionale, dato che le banche americane non essendovi più risparmio negli Usa sono ricorse ai prestiti interbancari sui mercati internazionali o a finanziamenti da parte di fondi per esempio cinesi e giapponesi. E una parte di questi deficit, 750 miliardi di dollari sono stati addebitati ai contribuenti americani, i quali già debbono affrontare una crisi interna gravissima poiché negli Usa non si genera più ricchezza, ed oltretutto ogni americano è già indebitato di suo con le carte di credito gli acquisti rateali e addirittura avendo ipotecato la casa per sostenere i propri consumi.

Quindi gli americani hanno debiti propri, il governo è indebitato quasi al 100% del pil gravato il debito soprattutto dalla guerra in iraq finora costata 3mila miliardi di dollari, ed oltretutto si aggiunge il deficit generato da chi ha operato al di fuori dell’economia reale, che graverà sulle spalle degli americani già vessate da una situazione economica drammatica.

MA CHI GOVERNA E NON SOLO NEGLI USA, SI RENDE CONTO DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO?
SI RENDE CONTO DI AVER DEFINITIVAMENTE MESSO IN GINOCCHIO L’OCCIDENTE, Già IN GRAVE DIFFICOLTà A REGGERE LA CONCORRENZA DELLE ECONOMIE EMERGENTI che sta comportando una distribuzione squilibrata della ricchezza e questo ulteriore debito significa il definitivo ko?

Con quali risorse si pagheranno questi debiti?

Vero che la crisi finanziaria del settore bancario si sta ripercuotendo sulle borse di tutto il mondo e che senza l’intervento delle banche centrali tutte le borse occidentali sarebbero implose poiché bastava che un 10% dei possessori di titoli avessero simultaneamente monetizzato e sarebbe crollato tutto.

Le banche centrali(la bce dal luglio 2007 all’agosto 2008 ha immesso 1500miliardi di euro)hanno impedito ciò, con l’immissione di ingente liquidità che ha consentito di tappare le falle che si creavano in borsa fino ad arrivare all’atterraggio morbido di queste ultime settimane, e se si rammenta bene prima dei crolli di questi ultimi giorni c’era stato l’accordo fra le varie banche centrali per immettere liquidità sui mercati, cioè per far atterrare morbidamente le borse.

Se l’atterraggio morbido(a titolo di cronaca i 2 terzi dei valori di tutte le borse occidentali sono controllati da poche “interconnesse”mani)ha consentito alle borse di non crollare l’immissione di liquidità ha già dato luogo lo scorso anno ad un inflazione globale a 2 cifre. E presto avremo le ripercussione della recente immissione di liquidità, cioè inflazione che in europa aggiunta alla recessione danno luogo alla stagflazione.

Ma le borse non hanno bruciato niente, semplicemente si è sgonfiata la bolla, cioè sono tornati a livello reale quei valori cresciuti a dismisura negli ultimi anni.
E se si fossero seguiti i dogmi del libero mercato e cioè che questo si regola da solo senza interventi esterni l’economia reale ne avrebbe tratto beneficio, si sarebbe liberata si un fardello che toglie risorse ed energie alla produttività alla creazione di ricchezza collettiva.

Però si è deciso di salvare banche ed istituzioni finanziarie che hanno operato al di fuori dell’economia reale, che sono state di intralcio alla creazione di ricchezza collettiva, e OGGI ANCOR DI Più GRAVANO SULLA COLLETTIVITà poiché I LORO DEBITI DOVRANNO ESSERE PAGATI DAI CONTRIBUENTI.

Quindi doppio danno, prima hanno distratto risorse dall’economia reale, hanno speculato sull’economia reale danneggiando tutti e oggi dall’economia reale, già in gravissima difficoltà, si attingono le risorse per salvare proprio chi ha impedito alla stessa di svilupparsi.

E come sostiene il politico francese Fabius (FINALMENTE CE NE è UNO CHE DICE LA VERITà)si trovano le risorse per aiutare chi ha speculato, ma non si trovano risorse per venire incontro a chi lavora e produce.
QUESTO FA PENSARE ANCOR DI Più CHE C’è UN DELIBERATO PROGETTO A LIVELLO OCCIDENTALE DI IMPOVERIRE LA MASSA, DI LIVELLARLA VERSO IL BASSO, DI CINESIZZARLA, perché secondo pianificatori questo è l’unico modo per riequilibrare le sproporzioni tra le economie emergenti e l’economia occidentale.(e la legge Bokstein, avrebbe dovuto sancire questa nuova realtà).

E non vuole essere supponenza la mia, però aprendo e sfogliando le pagine di moltissimi siti internazionali e non solo nostrani a parte la pandemia su questa crisi, come se essa fosse una novità, quando è da anni che vi sono palesi e chiare evidenze, quando la vicenda subprime del luglio 2007 era solo la punta dell’iceberg e oggi vediamo solo una piccola parte dell’iceberg, ebbene noto che nessuno, a parte qualche indizio citato di sfuggita, SI è RESO CONTO DELLA PORTATA DI QUESTA CRISI E DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO E SUCCEDERA’.

Io ho sempre parlato di svolta epocale, perché proprio di uno sconvolgimento si tratta. Dobbiamo scordarci della vita vissuta tra il 1960 ed il 1990-2000.
Come paese comunque potremmo trovarci meglio rispetto ad altri, ma ripeto DEVE ESSERCI UNO SCOPO CHE VOLENTI O NOLENTI CI METTE TUTTI D’ACCORDO, e non come succede ora che si sta a discutere quale scopo adottare.

 Occorre che venga ripristinata l’autorità, ovvero che determinate scelte non debbano essere discusse o trovare ostacoli:si fanno e basta!Dobbiamo cominciare a pensare da italiani ed abbandonare il cliché dx o sx, Berlusconi o veltroni. Dobbiamo essere squadra dove ognuno deve svolgere al meglio il suo ruolo, DOVE SU TUTTO DEVE PREVALERE L’INTERESSE COLLETTIVO E NON COME NEL CASO ALITALIA PER SALVAGUARDARE IL POSTO DI QUALCHE FANNULLONE METTERE IN PERICOLO TUTTA LA COMPAGNIA O nel caso della riforma della scuola il problema non è l’istruzione dei ragazzi la loro formazione, ma salvaguardare l’occupazione degli insegnanti o peggio portare in piazza bambini di 10anni e strumentalizzarli a scopo politico, dato che ad ascoltare veltroni il problema non sono i punti della riforma scolastica ma le uscite di Berlusconi o come nel caso alitalia l’ostacolo era costituito dal fatto che la soluzione del problema poteva essere una vittoria del cdx.
SE SI RAGIONA IN QUESTO MODO, è INUTILE PARLARE DEL FUTURO!

Dobbiamo renderci conto che milioni di persone rischieranno la fame e che ciò comporterà guerre e disordini. Dobbiamo renderci conto che fra qualche anno la terra non sarà più in grado di fornire le risorse alimentari per gli 8 miliardi di abitanti..cioè fra una ventina di anni.
E QUINDI CI DEVE PREPARARE A QUESTA EVENIENZA!
cincinnato1961 @ 20:31 | commenti: commenti (1)(popup)

invito alla lettura (2)

Archiviato il domenica, 26 ottobre 2008 in:
Da qualche settimana mi sento come se qualcuno mi avesse scippato e derubato qualcosa di importante e ora ne sta facendo un uso improprio e assolutamente sbagliato.

Mi riferisco alla crisi finanziaria in atto, protagonista assoluta della scena mediatica, come se essa fosse apparsa all’improvviso, allo stesso modo di un devastante terremoto, mentre era stata prevista da anni, e non solo dal sottoscritto, che ne avvertiva il divenire già anni fa, perché essa già era in corso.

Nel 1996 il cantante americano BruceSpringsteeen, rockstar planetaria impegnata sui temi sociali scriveva e portava al successo una canzone dal titolo:The Ghost of Tom Jodd, che traendo spunto dal protagonista di un libro che raccontava della grande depressione del 1929, in poche semplici frasi ha descritto lo scenario che si prospetta in questa epoca e cioè di milioni di persone costrette o meglio ridotte a vivere in strada mentre vige uno stato di polizia.

Addirittura quasi 20 anni fa, il prof.GiovanniArrighi insegnante di sociologia presso StateUniversity di NewYork, pubblicava un libro(il lungo XX secolo, ed,Il Saggiatore) che non era solo la storia del capitalismo moderno dal rinascimento fino ad oggi, ma una vera e propria mappa dei macro- andamenti ciclici che caratterizzano la storia recente della società in relazione all’economia ed alla politica.



Succede in pratica in occidente che:
è stata raggiunta la massa critica per ciò che concerne la creazione di ricchezza.
Sono venute meno le risorse e le possibilità per espandere la crescita economica e quindi la creazione di ricchezza. In occidente il mercato è saturo, cioè non ci sono più sbocchi per i beni di consumo la produzione dei quali ha consentito l’espansione economica e la relativa creazione di ricchezza a partire dalla fine della seconda guerra mondiale con l’adozione di un sistema economico liberale e capitalista.

Ogni persona, ogni nucleo famigliare dispone oggi del necessario e del superfluo, per cui fatta eccezione per i beni di prima necessità(alimentari) non spende il proprio danaro se non per la rotazione il rinnovo di beni non indispensabili anche se necessari come elettrodomestici, automobili etc. O addirittura si sono creati ulteriori sbocchi economico-produttivi impensabili fino a 30-40 anni fa quali ad esempio il mercato dei  beni di lusso, il settore degli animali domestici, la chirurgia estetica e i prodotti per il fisico e la bellezza.

Questo significa che non si genera valore aggiunto, non c’è più l’espansione orizzontale della ricchezza, ma anzi la sua contrazione. Per esempio il fatto di non avere necessità di acquistare un auto non comporta solo la crisi per l’azienda che fabbrica auto, ma a catena di una miriade di piccole e medie imprese, cioè l’indotto per cui a subire le conseguenze è l’occupazione e quindi poi tutto ricade sull’economia del sistema paese, perché minore occupazione significa minori consumi, minori consumi significa crisi per le imprese, e quindi alla fine le conseguenze si riflettono nel sistema paese:meno entrate fiscali, aumento dei costi sociali e via dicendo.
Negli Usa hanno cercato di sopperire a questo problema attraverso il debito, incentivato da una politica monetaria di bassi interessi, per cui individui e nuclei famigliari hanno continuato a consumare e spendere nonostante le loro possibilità economiche non lo consentivano, ricorrendo al debito:carte di credito, acquisti a rate e addirittura prestiti contratti dietro l’ipoteca della casa di proprietà.

Quella del consumo ad ogni costo, come necessità per sostenere l’economia del sistema paese, è stato un incentivo mirato, una scelta obbligata dell’amministrazione Bush, il quale dopo l’11-9 ha invitato gli americani a spendere a consumare perché questa era l’unica maniera per evitare la recessione economica.
Infatti negli anni dal 2002 al 2006 il Pil Usa è cresciuto nella media globale se non addirittura sopra il 4% trainato dal boom immobiliare, settore la cui crescita è stata incentivata più da scelte politiche che da una congiuntura favorevole, fino al paradosso di concedere mutui a soggetti ad alta probabilità di insolvenza che come era ovvio e prevedibilissimo hanno innescato la crisi dei subprime.

Il paradosso è semplice:mentre milioni di persone ricorrono a prestiti bancari ipotecando le loro case di proprietà per sostenere i loro consumi, come si può incentivare all’acquisto delle abitazioni?
Se è palese la difficoltà per milioni di persone di mantenere gli stessi standard di vita, di dover ricorrere a prestiti per sostenere le necessità quotidiane, se tutto ciò dimostra la difficoltà dell’economia americana di creare la ricchezza necessaria per fare fronte alla spesa quotidiana, come è possibile incentivare all’acquisto di case quelle persone che hanno già difficoltà economiche per sostenere le necessità quotidiane? Come riusciranno queste persone a pagare le rate dei mutui dell’acquisto della casa se già hanno difficoltà a reperire le risorse per le necessità quotidiane?

C’è qualcosa, che, se vogliamo effettivamente riflettere, non quadra in tutta questa storia!

Ovvero che ci troviamo difronte alle ombre ed ai dubbi di un altro 11 settembre, nel senso che se oramai è assodato che l’11 settembre è stato un valido pretesto per consentire agli Usa un occupazione permanente del medio oriente e non solo il relativo controllo delle risorse fossili dell’area, ma la prevenzione ed il contrasto politico-militare nei confronti di quei paesi che come l’Iran hanno velleità di divenire potenze che si contrappongono all’influenza ed al dominio imperiale statunitense nel medio oriente la crisi dei subprime è stato il pretesto per giustificare la gravissima crisi sistemica che coinvolge gli Usa e tutto l’occidente.

Si continua a parlare ed insistere sul fatto che l’attuale crisi economica americana ed occidentale sia conseguenza della vicenda subprime, mentre ad un analisi più attenta e logica è tutto il contrario e cioè che la crisi dei subprime e le ricadute sul sistema finanziario è conseguenza della crisi del sistema economico occidentale che si trascina oramai da decenni.

Una delle assurdità che dovrebbero far riflettere i soloni che oggi parlano della crisi e che fino a ieri, fino a pochi mesi fa insistevano sul fatto che i “fondamentali dell’economia erano solidi negli Usa” è data dagli appelli di Bush che invitava gli americani a consumare per sostenere l’economia Usa, senza rendersi conto che:

---considerata la crisi produttiva degli Usa che con la deregulation hanno perso milioni di posti di lavoro ed il fatto che le nuove occupazioni create nel settore servizi offrono remunerazioni al ribasso, per consumare gli americani sarebbero dovuti ricorrere al debito, cosa questa che è accaduta visto il crollo dei risparmi, che negli usa non esistono più e di conseguenza gli istituti di credito USA sono dovuti ricorrere a prestiti e finanziamenti nei mercati internazionali, cioè le banche americane si sono dovute far prestare i soldi da prestare ai consumatori americani ricorrendo ad enti terzi,(fondi cinesi, giapponesi soprattutto) innescando un circolo vizioso dove i crediti sono diventati come delle vere e proprie merci inserite in prodotti finanziari.

Pacchetti di prodotti i cui andamenti erano legati a vere e proprie scommesse sull’andamento delle valute di cui più alto era il rischio e più alto il profitto garantito. Una catena di santantonio inizialmente finanziata e quindi garantita dalle prime rate versate dai sottoscrittori di mutui considerati a rischio insolvenza.
La catena ha funzionato fino a quando i sottoscrittori di mutui hanno versato le rate mensili, che-specchio per le allodole-nel primo anno erano estremamente vantaggiose, cioè alla portata di tutte le tasche, ma che poi dovendo essere rinegoziato il mutuo,i debitori non sono riusciti più ad onorare, dimostrando il vero scopo della questione e cioè che la vicenda subprime è stata una scellerata scelta politica, cioè gli istituti di credito sono stati costretti ad erogare questo genere di mutui perché era l’unico modo per continuare a sostenere la crescita del Pil Usa e quindi ottenere la fiducia degli investitori esteri perché nel frattempo occorreva finanziare i costi della guerra in Iraq, che oggi ammontano a 3mila miliardi di dollari, cifra questa che non solo avrebbe salvato le banche, ma aiutato i debitori insolventi a pagare i loro mutui.

A dimostrazione che la questione subprime ha avuto un avallo politico c’è il fatto che tutte le banche americane coinvolte nella faccenda subprime sono state salvate dal governo americano attraverso fondi pubblici,(lehmanbrothers è un caso a parte) contravvenendo in maniera sfacciata e contraddittoria proprio ai dogmi del puro liberismo dei quali Bush e la sua amministrazione ne sono stati ferventi e convinti paladini sostenendo di fatto la non ingerenza dello stato nei mercati che si regolerebbero da soli e privatizzando tutto il privatizzabile fino addirittura parti dell’apparato militare.

Inoltre il fallimento delle banche negli Usa non avrebbe assolutamente comportato alcuna ricaduta nell’economia reale, in primo luogo perché oramai sono pochissime le imprese che operano negli Usa dato che l’80% del Pil Usa è dato dal settore servizi e quindi non c’è necessità di erogare credito alle imprese,considerato che il settore servizi non necessita di gravosi investimenti, in secondo luogo perché negli Usa non vi era ed è il pericolo che i risparmi vadano in fumo, dato che negli Usa non esiste proprio il risparmio, non c’è individuo o società che dispone di danaro depositato in banche e per ciò che concerne le persone indebitate con le banche sia per i mutui sulla casa, sia per i mutui contratti dietro ipoteca della casa, sia per gli acquisti rateali sia per le carte di credito, il fallimento della banca loro creditrice è senza alcun dubbio un vantaggio perché fino a quando non si fa chiarezza sulla situazione ovviamente il debitore non è tenuto a pagare.

Però si è attinto a fondi pubblici per salvare le banche, cioè chi ha trasformato normali prestiti e mutui in merci e prodotti finanziari dei quali hanno lievitato il valore. In pratica si è speculato sui mutui fino a comportare le conseguenze che hanno trascinato nel fallimento decine di banche non solo americane.
Perché senza la speculazione sui crediti concessi per l’acquisto delle case, i fallimenti non ci sarebbero stati, in quanto le banche in parte sarebbero rientrate del mutuo concesso dato risulta che in media le prime 15-20 rate sono state versate e poi perché alle banche sarebbe restato l’immobile pignorato che seppur con un valore deprezzato anche del 40% risulta essere un capitale reale nel bilancio della banca.

Il problema è stato generato dal fatto che sui crediti concessi nel settore immobiliare si è attivato un meccanismo speculativo che ha lievitato il valore del credito attraverso vere e proprie scommesse, e si può affermare senza dubbio che le banche americane per prestare i soldi ai compratori di case sono ricorse al debito , poiché negli Usa non essendoci più i risparmi le banche si sono fatte prestare i soldi da prestare agli americani. Gli americani, anche quelli insolventi hanno comunque pagato le prime rate, in media 15, e le banche che hanno riscosso queste rate, hanno usato gli importi per giocare, per delle vere e proprie scommesse e catene di santantonio , dai rischi elevatissimi che hanno coinvolto tutto il settore, ed alla fine è successo che oltre a perdere le scommesse i debitori hanno smesso di pagare il loro debito spezzando di fatto la catena di santantonio.

E sono state salvate queste banche non solo per garantire i capitali degli investitori esteri ma proprio perché le banche hanno avuto l’input, l’obbligo politico di elargire prestiti a tutti, non solo subprime per le abitazioni, ma carte di credito acquisti rateali etc, per sostenere i consumi e quindi il PIL usa.
Il governo americano come è stato causa del fallimento delle banche costringendole ad elargire crediti, oggi è il salvatore di queste banche usando fondi pubblici e di fatto comportando per i cittadini americani il dover pagare 2 volte lo stesso debito:la prima dovendo restituire il credito ottenuto, la seconda attraverso le tasse contribuire al salvataggio di queste banche.

Anche se non si comprende bene chi siano i creditori di queste banche, perché fatta eccezione per i fondi giapponesi e cinesi, non si conoscono i creditori.
Queste banche oggi dopo il salvataggio operato dal governo Usa si trovano comunque ad essere proprietarie di migliaia e migliaia di immobili e cespiti. Mentre i cittadini americani, la classe media soprattutto, non solo si trova in mezzo alla strada senza casa e spogliata di tutto, ma con la prospettiva di dover risarcire quasi per intero il credito ottenuto perché intanto la casa finita all’asta si è dimezzata del valore mentre il debito da risarcire è rimasto lo stesso, anzi gravato da interessi maggiorati, oltretutto il cittadino americano attraverso le tasse dovrà contribuire al salvataggio delle banche. Ipotecando di fatto anche il futuro dei propri figli.


-Un altro paradosso questa volta veramente fuori da ogni logica e dall’intelligenza umana relativo all’invito del presidente Bush a consumare per sostenere l’economia americana è dato dal fatto che questo è stato un invito al suicidio economico politico di una nazione.
Un paese prima di spendere dovrebbe creare la ricchezza necessaria per spendere.
Una famiglia prima di spendere deve poter contare sulla ricchezza che poi spende.

E’ come se un capofamiglia, diciamo chi in famiglia è il riferimento invita i componenti della stessa a spendere, senza che il capofamiglia fornisca loro il danaro da spendere o quantomeno le indicazioni sul come reperire i fondi.
Sottocasa c’è però una banca che elargisce crediti senza chiedere garanzie,ed il capo famiglia anche se non lo suggerisce chiaramente, invitando i componenti della famiglia a spendere però non fornendo loro né il danaro da spendere e né la maniera per recepire questo danaro implicitamente costringe i componenti della famiglia a rivolgersi alla banca per disporre del danaro da spendere.

Cioè il capofamiglia in pratica costringe i componenti della famiglia ad indebitarsi con la banca ,ed alcuni dei quali per ottenere più danaro arriva ad impegnare con la banca beni della casa.
Ed il capo famiglia dovrebbe essere consapevole di ciò, eppure insiste nell’invitare i componenti della famiglia a spendere.

Perché?

Perché Bush invece di invitare gli americani a creare ricchezza a ricorrere al prestito delle banche per avviare imprese, aprire aziende e fabbriche atte a creare ricchezza, istiga gli americani a spendere soldi dei quali non dispongono e quindi sono costretti a farseli prestare?

Anche uno sciocco si renderebbe conto che indebitarsi perché non si hanno i soldi per spendere significa non avere la possibilità di creare ricchezza ,di reperire danaro per vivere, e quindi una volta che si è fatto ricorso al prestito non solo c’è il rischio di non riuscire a ripagare questo debito ma si può perdere tutto e si finisce in mezzo alla strada, si va incontro alla povertà certa.

Perché un capofamiglia invita i componenti della sua famiglia ad andare incontro alla povertà?
Perché forse vuole fare bella figura con gli altri capofamiglia e mostrare che i componenti della sua famiglia possono permettersi un auto nuova? Bei vestiti?Il chirurgo plastico per migliorare l’aspetto fisico?
Forse perché il capofamiglia ha problemi economici ed ha bisogno di prestiti consistenti da parte di gente straniera e deve mostrare che la sua famiglia se la passa bene?

Oppure il capofamiglia è d’accordo con la banca sottocasa per mandare sul lastrico i componenti della sua famiglia? Anche se banca sottocasa deve farsi prestare il danaro da prestare perché ha la cassaforte vuota dato che negli usa da anni il risparmio non esiste(non lo dico io, ma i numeri pubblicati dal tesoro Usa).
Oppure il capofamiglia è un emerito idiota che come tale riesce solo a pensare all’oggi e non considerare le conseguenze, cioè che da quello che si fa oggi ne consegue quello che succederà domani, e che cioè se oggi non possiamo permetterci di spendere perché non si crea la ricchezza, come possiamo spendere qualcosa che non abbiamo?

Come facciamo a ricorrere al debito se poi non abbiamo alcuna possibilità di pagarlo?
Se addirittura la banca sottocasa deve farsi prestare i soldi che dovrà prestarci?
Le scelte di politica economica dell’amministrazione Bush sono state veramente suicide, e chi ha provato a far notare questo(fuori dagli Usa perché i media Usa sono “embedded”) non solo non è stato ascoltato, ma si è trovato difronte ad una schiera di economisti autorevoli di spessore internazionale i quali sono stati il braccio mediatico che ha spinto il consenso verso le scelte dell’amministrazione bush e dell’allora capo della Fed Greenspan, considerato un guru dell’economia, quando invece è stato il boia, l’esecutore materiale della fine, del definitivo tracollo del sistema economico non solo americano ma occidentale.

Si pensi per esempio ai vari Giavazzi, Alesina, Zingales, paladini del liberismo nostri connazionali tra l’altro professori universitari che addirittura per anni hanno insistito affinché il governo Italiano adottasse le stesse direttive economiche americane.

Dalle prime pagine di giornali come sole24ore corsera quasi quotidianamente invitavano il nostro governo ad imitare l’amministrazione bush per ciò che concerne la politica economica. Si parlò addirittura di agenda Giavazzi ,il quale oggi assieme ad altre decine di economisti e professori europei, è stato promotore e firmatario di un appello diretto ai governi europei affinché come il governo americano adottassero piani di salvataggio delle banche attraverso aiuti economici attinti dalle casse dei vari stati.

Mi chiedo, anzi lo chiedo ancora tanto qui non mi censura nessuno, mentre sul sito la voceinfo lo hanno fatto: ma questa gente un po’ di vergogna non la prova? Queste persone che hanno la responsabilità di formare i ragazzi, che esempio danno? Ma che gente è questa? Fino a ieri sostenitori di una cosa, oggi sostengono tutto l’opposto.

Anche se il sospetto che traspare da un articolo scritto da Giavazzi(1)è quello che da qualche settimana diventa sempre più concreto e cioè che con il danaro pubblico si risanano le banche che nel frattempo si trovano proprietarie di immobili e creditrici di mutui, poi come ha detto giavazzi una volta risanate vengono messe sul mercato e rivendute come successe in svezia a cavallo degli anni 90.Ebbene siccome la maggior parte dei debiti di queste banche sembra non vengano reclamati da nessuno a parte qualche fondo cinese e giapponese che rappresenta nemmeno il 10% e quindi non si conoscono i creditori delle banche salvate, scommettiamo che una volta pagati i debiti delle banche e queste vengono privatizzate a riacquistarle a metà prezzo e con dentro immobili e rate dei mutui sono gli stessi proprietari di oggi che nel frattempo hanno occultato ingenti fondi facendoli passare per debiti che il governo americano ha pagato?

E che si realizzerebbe il vero piano dei manovratori e cioè la cinesizzazione di massa, il livellamento verso il basso di tutta la massa, dopo che la middle class è stata spogliata di tutto e schiavizzata a vita per restituire i crediti ottenuti per consumare incentivati da un presidente,Bush che è impossibile definire , dato che può essere appellato come idiota, deficiente criminale o addirittura un grande?(questo lo poteva dire solo Berlusconi, dato che il giorno dopo smentisce sempre quello che ha detto il giorno prima).

Fino a ieri i “professori” sono stati paladini della non ingerenza dello stato sul mercato perché questo si regola da solo. Oggi visto che il mercato non riesce a regolare più gli andamenti cioè i debiti si deve intervenire con fondi pubblici, della serie privatizzare gli utili e statalizzare le perdite.

In un contesto, in una situazione dove tra l’altro viene sempre meno la possibilità di creare ricchezza.
In pratica sono stati creati debiti virtuali, generati dalla speculazione e scaricati poi sull’economia reale, la quale però oggi in occidente non è più in grado di creare ricchezza reale, mettendo definitivamente in ginocchio il sistema economico occidentale, già in difficoltà a causa della crisi sistemica in cui versa.

E un altro paradosso sull’invito di bush agli americani a spendere per sostenere l’economia, ricorrendo al debito di cui le banche hanno dovuto farsi prestare i soldi sui mercati, è stato che in pratica Bush ha invitato gli americani a spendere per consumare prodotti importati dall’estero, dalla cina soprattutto.
In sostanza ha invitato gli americani a diventare più poveri per arricchire i cinesi, ha contribuito allo squilibrio nella distribuzione della ricchezza globale.

Bush ha praticamente e deliberatamente incentivato i suoi connazionali ad impoverirsi ad indebitarsi ed arricchire i cinesi, poiché gli americani consumando merci prodotte in cina hanno spostato una ricchezza presa a prestito verso la cina.

E la conclusione è che tutto ciò è deliberato. Sembra assurdo, ma quello che sta succedendo è relativo ad una crisi che comunque ci sarebbe stata. I cinesi si arricchiscono noi ci impoveriamo, c'è una distribuzione della ricchezza squilibrata, però IN PAROLE POVERE invece di costringere i cinesi a pagare di più i loro operai, a garantire loro assistenza sanitaria sicurezza sul lavoro a non usare schifezze sui prodotti alimentari, a costruire con materiali non tossici a rispettare l'ambiente, a far apprezzare la loro valuta, INSOMMA INVECE DI COSTRINGERE I CINESI A SEGUIRE LE REGOLE CHE NOI SIAMO COSTRETTI A RISPETTARE(l'ultima sull'ambiente, e ha fatto bene berlusconi a non firmare L'accordo . perché succede che noi abbiamo costi aumentati per rispettare l'ambiente e quindi più costi e più difficoltà per le nostre impresee quindi per l'occupazione, MENTRE CINESI INDIANI VIETNAMITI COREANI SE NE SBATTONO I COGLIONI e si avvantaggiano.

e appunto, invece di costringere l'oriente a rispettare le regole e quindi rispettando le regole avrebbero più costi e noi saremmo competitivi, CI FANNO REGREDIRE. CI STANNO CINESIZZANDO...ma riflettiamo..anzi riflettete(non è supponenza, la mia, è perché me ne sbatto i coglioni non sono ambizioso altrimenti già sarebbero sugli scaffali diversi miei libri) ci si è dimenticati forse della bolkstein?


SIGNORI QUELLA ERA UNA LEGGE CHE SANCIVA LA CINESIZZAZIONE..CHE AVREBBE ABBASSATO GLI STIPENDI A LIVELLO CINESE...PERCHé SOSTENGONO CHE SE CON 300 EURO AL MESE CI VIVE UN POLACCO O UN UNGHERESE, CI PUò VIVERE ANCHE UN ITALIANO..INFATTI I PENSIONATI VIVONO CON 500 EURO AL MESE.

Ed in Italia da 15 anni si sta operando per sfasciare il paese leggete questo articolo:


http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-815.htm


in italia da 15 anni è TUTTO COSì..c'è proprio la volontà politica di livellare la massa, di portarla a livello cinese e CI SI ARRIVERà..di questo passo, non si opera cioè per risolvere i problemi per migliorare la situazione, ma per peggiorarli.



cincinnato1961 @ 10:47 | commenti: commenti (popup)

invito alla lettura

Archiviato il sabato, 25 ottobre 2008 in:
Da qualche settimana mi sento come se qualcuno mi avesse scippato e derubato qualcosa di importante e ora ne sta facendo un uso improprio e assolutamente sbagliato.
Mi riferisco alla crisi finanziaria in atto, protagonista assoluta della scena mediatica, come se essa fosse apparsa all’improvviso, allo stesso modo di un devastante terremoto, mentre era stata prevista da anni, e non solo dal sottoscritto, che ne avvertiva il divenire già anni fa, perché essa già era in corso.

Nel 1996 il cantante americano BruceSpringsteeen, rockstar planetaria impegnata sui temi sociali scriveva e portava al successo una canzone dal titolo:The Ghost of Tom Jodd, che traendo spunto dal protagonista di un libro che raccontava della grande depressione del 1929, in poche semplici frasi ha descritto lo scenario che si prospetta in questa epoca e cioè di milioni di persone costrette o meglio ridotte a vivere in strada mentre vige uno stato di polizia.

Addirittura quasi 20 anni fa, il prof.GiovanniArrighi insegnante di sociologia presso StateUniversity di NewYork, pubblicava un libro(il lungo XX secolo, ed,Il Saggiatore) che non era solo la storia del capitalismo moderno dal rinascimento fino ad oggi, ma una vera e propria mappa dei macro- andamenti ciclici che caratterizzano la storia recente della società in relazione all’economia ed alla politica.

Sembra che non si può fare a meno di parlare di questo argomento.
Però fino a quando non si comprende il perché della crisi le ragioni che l’hanno generata, e si continua ad insistere che è colpa dei subprime, del precario di Paris,(Texas )o di Chicago(Illinois) è tutto inutile.
Intanto bisogna sconfessare un'altra bufala e quella cioè che accosta l’attuale crisi a quella del 1929, invitando alla lettura dell’articolo di questo link:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5156&mode=thread&order=1&thold=0

Ecco uno di quegli articoli che cercano me piuttosto che io cercare loro. Innanzi tutto dobbiamo stabilire il punto di osservazione, dove cioè posizionarci per valutare la cosa, l’oggetto della nostra osservazione. Possiamo valutare dal punto di vista macro, cioè ponendoci sopra a tutta la questione e vederla in un contesto secolare,(il percorso della storia gli andamenti macro) cioè come osservare una città dal grattacielo più alto. All’ultimo piano avremo una visione totale della città ma ci sfuggirà il particolare.

 A metà grattacielo avremo una visione ottima del quartiere mentre della città ci rimane di osservare solo una parte e scendendo perderemo di vista città e quartiere ma avremo la visione totale della strada, di ciò che sta intorno al palazzo. Paragonare la crisi del 29 a quella di oggi non è possibile perché non ci sono le similitudini se non per gli effetti dal punto di vista finanziario e cioè la perdita della ricchezza accumulata attraverso il puro investimento finanziario e la speculazione.

Anche se quando si accenna alla ricchezza “bruciata” bisognerebbe spiegare che non è come nel 29 quando ci furono persone che persero tutto. Oggi la ricchezza bruciata è solo virtuale, in quanto era una ricchezza fittizia, solo sulla carta, che si era gonfiata in maniera da non essere esigibile. Ovvero sono in pochi ad aver perso l’investimento iniziale. Un esempio che da un idea più chiara è quello delle stockoption dei manager. Stocj option che se prima del crollo valevano 100 dopo il loro valore era 5 o uno o zero addirittura.

 Ma i manager non hanno perso niente di concreto, perché questa ricchezza era un qualcosa in più per loro, un extra. E la stessa cosa più o meno vale per tutti gli investitori:la bolla è stata gonfiata a tal punto che l’investimento iniziale è stato ammortato, quindi nessuno si è rovinato come è successo nel 29. E oggi è differente dal 29 per un motivo semplice.La crisi finanziaria del 29 causò la crisi industriale, cioè le ricadute si ebbero nell’economia reale con effetti disastrosi non solo negli Usa ma in tutti quei paesi che si stavano industrializzando e gli Usa già allora rappresentavano la locomotiva economica globale.

Oggi invece è successo il contrario e cioè che la crisi finanziaria è conseguenza della crisi sistemica che sta attraversando l’occidente, che con la globalizzazione sta subendo un impoverimento un regresso generalizzato perché il mercato globale sta comportando una distribuzione della ricchezza sproporzionata, cioè alla creazione ed all’accumulo di ricchezza delle economie emergenti corrisponde un impoverimento dell’occidente. I capitali finanziari non hanno trovato più sbocchi di profitto nella produttività perché in occidente oramai è impossibile creare ricchezza ed in oriente gli investimenti sono minimi ed i profitti comunque garantiti.

 Il capitale finanziario ha cercato e trovato sbocchi di profitto in nuovi prodotti finanziari quali appunto i derivati o il commercio del credito, dove appunto un debito è stato trasformato in un prodotto finanziario commerciato e scambiato nelle varie piazze finanziarie. In sostanza è comunque successo che i capitali finanziari non sono stati più investiti nell’economia reale perché questa non genera i profitti desiderati, e attraverso i nuovi prodotti finanziari i capitali hanno cercato profitto nella speculazione, con delle vere e proprie scommesse e non essendovi più riferimenti, cose tangibili che misurano il valore, i mercati finanziari si sono gonfiati a dismisura fino a giungere a valori che sono oltre 10 volte il pil globale, ovvero ricchezze virtuali e pertanto inesigibili.

E’ successo che se il valore di un impresa e dei suoi prodotti ha un limite, una massa critica oltre la quale non è possibile andare, come del resto dimostrato dalla neweconomy dove la bolla gonfiatasi ha subito manifestato il suo limite ed è scoppiata, per i prodotti finanziari cartacei dai valori virtuali sembrava che la massa critica il limite non venisse mai raggiunto proprio perché era impossibile avere un riferimento un controvalore,ed occorreva trovarsi difronte alle insolvenze dei subprime per fermare questa bolla che si gonfiava all’infinito, queste scommesse dove si puntava costantemente al raddoppio ed i debiti diventavano cambiali sempre più onerose.

Quindi rispetto al 29 la crisi finanziaria è stata causata dall’economia reale, la quale crisi non ha nulla a che fare con la crisi finanziaria, e sarebbe in ogni modo successo qualcosa, anche perché in occidente da oramai 10 anni l’economia ristagna se addirittura non è in regresso e dove c’è stata crescita, come negli usa, questa è stata alimentata dalla spesa e non dalla creazione di ricchezza. In usa ed uk paesi dove sono state applicate le teorie liberiste, il Pil è stato misurato sulla spesa.

 E la spesa è stata fatta con danaro preso a prestito. E questi prestiti sono stati oggetto di mercato, ovvero sono diventati prodotti commerciali venduti e scambiati nei vari mercati. Siccome l’economia reale è in crisi, chi ha ottenuto questi prestiti non riesce a far fronte alla loro restituzione mettendo quindi in crisi le banche e chi ha concesso questi mutui. E da cui la crisi finanziaria in corso che coinvolge le banche e tutto il sistema bancario.

 Quindi rispetto al 29 è l’economia reale ad aver generato la crisi finanziaria. Il bello della storia è che per risolvere questa crisi finanziaria sono stati usati e sono usati soldi e fondi presi proprio dove la crisi si è originata e cioè dall’economia reale. L’economia reale è in crisi da molti anni e si illude chi ritiene che in occidente si tornerà a crescere. L’economia reale, si è dovuta sostenere ricorrendo al debito. Cioè io cittadino per vivere debbo ricorrere al prestito. Arrivo però al punto di non riuscire più a far fronte a questo prestito. Nel frattempo il mio debito è diventato un prodotto finanziario sul quale c’è chi specula e cerca di trarne profitto.

 Succede che io non posso più far fronte al debito. E mi viene pertanto pignorata la casa. Nel frattempo la banca che mi ha concesso il prestito è fallita e con essa altre banche. Se il mio prestito non fosse diventato un prodotto su cui speculare, la banca che mi ha concesso il prestito con il pignoramento della casa rientrerebbe in parte della somma che mi ha prestato e anzi forse pareggerebbe perché nel frattempo ho pagato le prime 20-30 rate. Però siccome il mio prestito è diventato un prodotto su cui speculare non si capisce dove siano andate a finire le 20-30 rate che ho pagato e non si capisce chi ha pignorato la mia casa.(addirittura la deutch bank si è ritrovata a possedere 12 case nel tennesse o kansas, però mancando i documenti il giudice non ha assegnato le case alla deutch bank).

 So solo che dovrò restituire il debito e se non ci riesco io dovranno pagarlo gli eredi. Siccome sono quasi tutte le banche ad essere coinvolte, il governo ha deciso di aiutarle pagando i loro debiti anche se non si capisce bene a chi sono finiti questi soldi. Ed essendo il governo che si è fatto carico del debito, significa che questo debito grava anche sulle mie spalle. Ovvero oltre alle rate del mutuo, dovrò pagare attraverso le tasse anche il salvataggio della banca, quindi dovrò pagare 2 volte lo stesso mutuo.

 Il governo invece di aiutarmi a pagare il mutuo e quindi lasciarmi in tasca qualche “lira” da spendere per i consumi, mi dissangua ulteriormente, per cui oltre alla rata del mutuo dovrò pagare anche il salvataggio della banca. E’ logico questo? …questo è quello che si vede osservando da metà grattacielo! Se interessa racconto quello che si vede dall’ultimo piano!(ed è un belvedere). Ditemi se vi interessa, perché veramente da quassù se ne vedono delle belle!

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=comments&sid=5156&tid=21769&mode=thread&order=1&thold=0
perché in questo sito sono troppo intellettuali per permettersi di pubblicare miei pezzi o addirittura segnalazioni.
cincinnato1961 @ 04:07 | commenti: commenti (popup)