E l'Italia?
Archiviato il venerdì, 31 ottobre 2008 in:
E l’Italia? Cosa facciamo in Italia per affrontare la crisi che graverà sulle imprese sulle famiglie?
Dopo la francia anche giappone(200 miliardi di euro) e germania(25 miliardi di euro) creano fondi statali allo scopo di sostenere le imprese e l’economia reale.
In Italia perché non succede niente? Eppure abbiamo un genio come ministro dell’economia, abbiamo fior di professori come Giavazzi ed Alesina che addirittura scrivono (a 4 mani )un libro dal titolo acchiappa-nobel e cioè che l’attuale liberismo sarebbe di sinistra, invitando -questi professori- con insistenza paranoica il governo(prodi) a seguire l’esempio dell’amministrazione Bush per ciò che concerne la politica economica. Usa che hanno avuto negli ultimi anni una crescita del Pil superiore alla media globale. Secondo questi professori, era indispensabile seguire l’esempio americano.
Però il Pil degli Usa è cresciuto sulla ricchezza spesa e non sulla ricchezza creata.(ma questi professori aspiranti nobel, erano al corrente di ciò?)
E se non si crea ricchezza, non si dispone di ricchezza, occorre ricorrere al debito. Ed il modo di ottenere credito è semplice, tra l’altro uovo di colombo del nostro genio dell’economia. Tremonti infatti voleva suggerire ai cittadini di ipotecare le case di proprietà ed ottenere prestiti quindi spendere e consumare e di conseguenza il Pil sarebbe cresciuto.
E se non fosse bastato ciò, la questione della crescita del Pil si poteva risolvere seguendo i consigli del governatore di Bankitalia Draghi e cioè aprire il nostro mercato ai derivati ed agli edge funds.
Centinaia di enti locali non hanno aspettato il suggerimento del governatore di BANKITALIA, e sono ricorsi ai derivati per sostenere le spese di bilancio dei comuni soprattutto, ma anche regioni province, con il risultato che oggi queste amministrazioni hanno in mano una bomba finanziaria di 35 miliardi di euro(a tanto ammonta il ricorso ai derivati)che potrebbe scoppiare da un momento all’altro.
Ma in fondo il problema dove sta? Per il cittadino Italiano lavoratore dipendente trovarsi in busta paga 40-50 euro al mese in più o in meno, oramai fa poca differenza:alla fine del mese non ci arriva comunque.
Qualche volta in questo blog insisto con la teoria dei poteri forti che da 15 anni sarebbero padroni della nostra economia, che assecondati da politici compiacenti, studiosi aspiranti nobel , ne architetterebbero gli andamenti allo scopo di impossessarsi delle ricchezze accumulate negli anni del boom.
Intanto le ricchezze possedute dallo stato ,dal patrimonio immobiliare fino alle società dell’Iri sono state “privatizzate” e sembra che gli acquirenti abbiano fatto un buon affare, specie nel periodo, il 1992, in cui la lira fu svalutata e addirittura il suo deprezzamento fu accompagnato da una buonuscita da 50 miliardi di dollari versati da BANKITALIA come sostegno alle privatizzazioni.
(non fosse stato mai che gli acquirenti delle società privatizzate non disponessero dei fondi per fare quegli ottimi affari).
-Per la cronaca:la lira nell’estate 92 era sotto attacco speculativo. Per sostenere il suo valore l’allora governatore di BANKITALIA prosciugò le riserve della banca, nonostante gli veniva scongiurato il contrario da più parti, perché la lira sarebbe stata comunque svalutata. -
E dopo il patrimonio pubblico, c’è un allettante patrimonio privato, che tra capitale mobile e capitale immobile si dice valga qualcosa come 8000 miliardi di euro.
E se si fosse seguito l’esempio americano questo capitale o parte di esso avrebbe già cambiato proprietà.
In Italia però esiste la sacralità della casa, il focolare domestico di ancestrale cultura e la psicosi del risparmio per cui difficilmente si seguirà l’esempio americano anche se le difficoltà a cui si andrà incontro saranno sempre più gravose ed il pericolo non consiste negli ipotetici poteri forti, ma quanto e soprattutto dalla limitata capacità cognitiva di chi è preposto a governare il paese e non è capace di decidere neppure per creare un fondo salva imprese come stanno facendo francesi tedeschi e giapponesi e senza considerare la concezione demenzial-salottiera dell’economia da parte di aspiranti nobel, che ahinoi hanno purtroppo la responsabilità di formare i ragazzi, di chi nel futuro avrà ruoli di responsabilità. Il vuoto “intellettuale-cognitivo” oggi lo stiamo già pagando non esistendo una classe dirigente degna di questo appellativo.
E il futuro si prospetta al quanto buio.
Ma come si fa a non rendersi conto che la globalizzazione ha comportato una distribuzione della ricchezza sproporzionata? Che i nostri euro, i dollari (i surplus ovviamente)finiscono nei forzieri delle petromonarchie, dei russi dei cinesi dei giapponesi? E non tornano indietro, perché fatta qualche eccezione(beni di lusso)non hanno necessità di importare nostre merci, mentre i loro prodotti invadono i nostri mercati perché nettamente più concorrenziali.
In europa, in Italia soprattutto fino agli inizi degli anni 90, oltre a poter “giocare” sulla lira, sul suo valore c’era lo sbocco americano per le nostre merci e quindi si incassavano pregiati dollari che compensavano non solo la spesa energetica, ma erano il surplus che significava la creazione di ricchezza.
Ma dagli anni 90, non solo la moneta non ci è più appartenuta, ma gli Usa hanno cominciato ad importare dalla cina le merci per soddisfare i loro consumi. E da quel periodo alla nostra economia è venuto meno il surplus, la possibilità di creare ricchezza. E ci siamo avviati in una fase di ristagno economico, cioè di produrre per “vivere”, per mantenere quanto accumulato, mettendo fine all’espansione alla crescita economica-
E quindi è inutile che ci si domandi perché nonostante si sia creata occupazione il pil non è cresciuto.
Bisogna anche specificare che l’occupazione relativa ai precari non andrebbe conteggiata come fa l’istat a tempo pieno, inoltre dal 2002 si sono regolarizzate le posizioni di immigrati d indigeni, per cui i nuovi posti di lavoro realmente creati sono inferiori rispetto ai dati e occorre aggiungere che la nuova occupazione relativa al settore dei servizi non è da considerare come valore aggiunto, ma spesa. Non è ricchezza che genera plusvalore, ma è solo spesa quella del settore servizi, che al limite può incidere sui consumi in generale.
Gli usa sfruttando i costi produttivi decisamente inferiori della cina, con la deregulation decentravano la maggior parte delle loro industrie in estremo oriente, quindi rinunciavano a generare anche la ricchezza base. Rinunciavano cioè anche alla produttività per vivere, per mantenere quanto accumulato perché l’occupazione del settore servizi che intanto si stava sviluppando generava una ricchezza insufficiente per vivere specie alle famiglie con prole.
E non disponendo della ricchezza necessaria per mantenere gli stessi standard di vita, gli americani sono ricorsi al debito, finendo per usare la ricchezza fino a quel momento accumulata per sostenere i loro consumi.
E si è arrivati oggi alla massa critica, alla goccia che ha fatto traboccare il vaso,al punto di non ritorno.
E questa era ed è una cosa elementare, anzi da asilo di infanzia, quindi prevedibilissima.
Ed essendo tutto ciò prevedibile, scontato e considerando che non tutti hanno deficit cognitivi e che se anche professori o esperti o politici sono pecore che nel branco si differenziano dalle altre solo perché il pastore ha messo loro il campanello al collo, vi è anche chi non solo ha “percezione” di queste cose, ma ha anche la funzione di pastore che premia la pecora più “sveglia” con il campanello al collo e può indirizzare il gregge verso pascoli più ricchi o al tempo stesso al mattatoio.
E tenendo conto di tutto ciò che sta accadendo, COME SI FA A NON PENSARE CHE IL PERCORSO CONDUCA VOLUTAMENTE AL MATTATOIO?(accollare i debiti delle banche ai cittadini, e così la maggioranza fra di loro dovrà pagare 2 volte lo stesso debito:quello che ha contratto con il mutuo, e il debito della banca attraverso le tasse).
Ovvero la cinesizzazione di massa?
Cioè il riequilibrare la sproporzione nella distribuzione della ricchezza non aspettando i cinesi che si occidentalizzino, ma cinesizzando gli occidentali.
E’ questo che sta succedendo!
Ma il pastore però ha calcolato che nel frattempo i pascoli migliori potrebbero diventare di proprietà cinese?
Che se dal 1500 ad oggi nelle varie fasi della storia del capitalismo attuale l’accumulo ed il controllo del capitale nel passaggio dalle varie mani, nelle varie fasi cicliche è rimasto comunque di pertinenza occidentale, oggi il controllo degli accumuli del massimo capitale passa in oriente? E che ciò può significare il definitivo tracollo dell’occidente?
Che alla fine dell’impero romano i conquistatori dell’allora occidente non imposero la loro cultura ed i loro modelli, ma piuttosto li subirono, li adottarono mentre oggi ci troviamo difronte a “conquistatori” che hanno modelli ed una cultura forse più antica della nostra e che quindi non solo non subiranno le nostre influenze quanto piuttosto c’è l’elevatissimo rischio che ci impongano la loro cultura i loro modelli mettendo per sempre fine all’occidente ed alla sua storia?
I PASTORI LO AVRANNO CONSIDERATO QUESTO?
Che non solo i cinesi avranno il predominio sull’economia globale e quindi sulla politica, ma che potrebbero anche imporre i loro modelli culturali!
Provo angoscia, un disappunto che da la sensazione di un qualcosa che sfugga di mano. Un qualcosa di tuo, che ti appartiene, ma che non puoi toccare perché qualcun altro se ne è appropriato e ne sta facendo un uso sbagliato, errato.
Da anni sono dentro questa crisi, al punto di diventare un ossessione perché non si tratta di un normale evento ciclico, ma di una svolta epocale che cambierà la nostra vita, le abitudini e se non si adottano le misure indispensabili per affrontarla nella maniera adeguata, cambierà la nostra cultura in modo radicale perché è la crisi di tutto un sistema politico sociale culturale e non solo economico del quale tra l’altro non se ne è compresa la natura e si sta agendo in modo sbagliato.
(la crisi economica dell’occidente non è conseguenza della crisi finanziaria innescata dai subprime, ma è esattamente il contrario).
E’ tutto il nostro sistema che è attraversato da una crisi profonda che rischia di porre fine al modello occidentale, alla supremazia millenaria dell’occidente sul resto del mondo.
Una svolta epocale della quale l’attuale crisi economica sarebbe solo un risvolto, un effetto relativo alla globalizzazione, all’apertura dei mercati che sta comportando una distribuzione iniqua della ricchezza e non si stanno adottando le necessarie misure per affrontarla, anzi si sta agendo per peggiorare la situazione.
Non si può che ripetere sempre le stesse cose, sperando di trovare l’attenzione giusta per andare oltre queste cose. “Esplorare” il futuro e prevenire le conseguenze.
E ABBIAMO, LE ABBIAMO LE PROSPETTIVE E LE POSSIBILITà DI CAVARCELA…MA OCCORRE LA VOLONTà DI FARE, OCCORRE AGIRE OGGI, PERCHé IL FUTURO è QUELLO CHE FACCIAMO OGGI.
MA C’è LA VOLONTà?-
Oggi il nostro governo piuttosto che governare sembra perdere energie per difendersi da un opposizione che sa solo rompere i coglioni, perché quando il csx ha governato il paese si è impoverito e oggi arriva a portare in piazza addirittura bambini.
NO, IL PAESE NON SI RIMETTE A POSTO IN QUESTO MODO!
(mi tocca difendere proprio chi non voterei mai, perché è un opposizione che sta rendendo simpatico anche chi è antipatico).
C’è una gravissima crisi dei quali effetti neppure si immagina e occorre agire UNITI.
OCCORRE ESSERE UNA SQUADRA!
E forse perché sono ripetitivo, ma vengo snobbato se non addirittura cestinato anche nei vari forum.
E sono andato su forum di siti stranieri appunto perché qui in Italia mi snobbano. Sui forum tagliano i miei interventi.Vengo cestinato. E’ colpa mia, perché dovrei evitare di andare a cercare chi possa afferrare quello che dico. E non può esserci.
Ma è umano cercare non tanto il consenso, quanto la considerazione.
Ma non ho nemmeno quella!
E sono emigrato in un forum francese. Tra i vari siti che apro ogni giorno molti sono francesi e in uno di questi, rue89.com(che è “comodo”per accedere ad altri siti linkati nell’homepage) ho letto una notizia,anzi un articolo che mi ha costretto ad intervenire. Un articolo firmato da FurioColombo dove si sosteneva che i tagli fatti dal governo Berlusconi hanno penalizzato la “presse indipendente” in Italia.
Il bello è che tutti gli intervenuti nel forum(diverse decine, 20-30)ci hanno creduto.
E glielo dovuto dire:ma che siamo impazziti? La “presse indipendente” dove esiste in Italia?Spiegando loro la differenza tra gli sgravi fiscali per l’editoria relativi alla carta e gli aiuti ai giornali di partito specificando pure quali con le relative somme. Mi ha dato una vaga risposta una “espatriata” di sx, sicuramente artefice del post di quell’articolo, che poi è stato tolto dal sito.
In ogni modo leggendo gli articoli dei vari giornali francesi ed europei(attraverso eurotopic)ho appurato che c’è una vaga percezione di quello che sta succedendo. Che non solo in Italia c’è una massa confusa, che non ha percezione della situazione e non solo in Italia vi sono giornalisti o esperti del giorno dopo, e magari neanche il giorno dopo sono capaci di rendersi conto di quello che è successo.
Da parte mia vorrei poter “avvisare” più persone possibile:attenzione, la situazione non è bella! Non si tratta solo di debiti e crisi economica e cinghia da stringere!Ma di un qualcosa che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di vivere. E raccontare ai nostri figli e nipoti di un tempo, di quando si stava meglio, di quando c’era la libertà.
Eh già..
Non ci accorgiamo della povertà non solo perché abbiamo il riferimento di chi vive nella miseria assoluta, ma perché siamo circondati da un mucchio di cose inutili, futili per cui ancora questa percezione non è radicata. Come non ci accorgiamo di cosi significhi essere veramente liberi al punto di abusarne della libertà.
Troppo!
Dopo la francia anche giappone(200 miliardi di euro) e germania(25 miliardi di euro) creano fondi statali allo scopo di sostenere le imprese e l’economia reale.
In Italia perché non succede niente? Eppure abbiamo un genio come ministro dell’economia, abbiamo fior di professori come Giavazzi ed Alesina che addirittura scrivono (a 4 mani )un libro dal titolo acchiappa-nobel e cioè che l’attuale liberismo sarebbe di sinistra, invitando -questi professori- con insistenza paranoica il governo(prodi) a seguire l’esempio dell’amministrazione Bush per ciò che concerne la politica economica. Usa che hanno avuto negli ultimi anni una crescita del Pil superiore alla media globale. Secondo questi professori, era indispensabile seguire l’esempio americano.
Però il Pil degli Usa è cresciuto sulla ricchezza spesa e non sulla ricchezza creata.(ma questi professori aspiranti nobel, erano al corrente di ciò?)
E se non si crea ricchezza, non si dispone di ricchezza, occorre ricorrere al debito. Ed il modo di ottenere credito è semplice, tra l’altro uovo di colombo del nostro genio dell’economia. Tremonti infatti voleva suggerire ai cittadini di ipotecare le case di proprietà ed ottenere prestiti quindi spendere e consumare e di conseguenza il Pil sarebbe cresciuto.
E se non fosse bastato ciò, la questione della crescita del Pil si poteva risolvere seguendo i consigli del governatore di Bankitalia Draghi e cioè aprire il nostro mercato ai derivati ed agli edge funds.
Centinaia di enti locali non hanno aspettato il suggerimento del governatore di BANKITALIA, e sono ricorsi ai derivati per sostenere le spese di bilancio dei comuni soprattutto, ma anche regioni province, con il risultato che oggi queste amministrazioni hanno in mano una bomba finanziaria di 35 miliardi di euro(a tanto ammonta il ricorso ai derivati)che potrebbe scoppiare da un momento all’altro.
Ma in fondo il problema dove sta? Per il cittadino Italiano lavoratore dipendente trovarsi in busta paga 40-50 euro al mese in più o in meno, oramai fa poca differenza:alla fine del mese non ci arriva comunque.
Qualche volta in questo blog insisto con la teoria dei poteri forti che da 15 anni sarebbero padroni della nostra economia, che assecondati da politici compiacenti, studiosi aspiranti nobel , ne architetterebbero gli andamenti allo scopo di impossessarsi delle ricchezze accumulate negli anni del boom.
Intanto le ricchezze possedute dallo stato ,dal patrimonio immobiliare fino alle società dell’Iri sono state “privatizzate” e sembra che gli acquirenti abbiano fatto un buon affare, specie nel periodo, il 1992, in cui la lira fu svalutata e addirittura il suo deprezzamento fu accompagnato da una buonuscita da 50 miliardi di dollari versati da BANKITALIA come sostegno alle privatizzazioni.
(non fosse stato mai che gli acquirenti delle società privatizzate non disponessero dei fondi per fare quegli ottimi affari).
-Per la cronaca:la lira nell’estate 92 era sotto attacco speculativo. Per sostenere il suo valore l’allora governatore di BANKITALIA prosciugò le riserve della banca, nonostante gli veniva scongiurato il contrario da più parti, perché la lira sarebbe stata comunque svalutata. -
E dopo il patrimonio pubblico, c’è un allettante patrimonio privato, che tra capitale mobile e capitale immobile si dice valga qualcosa come 8000 miliardi di euro.
E se si fosse seguito l’esempio americano questo capitale o parte di esso avrebbe già cambiato proprietà.
In Italia però esiste la sacralità della casa, il focolare domestico di ancestrale cultura e la psicosi del risparmio per cui difficilmente si seguirà l’esempio americano anche se le difficoltà a cui si andrà incontro saranno sempre più gravose ed il pericolo non consiste negli ipotetici poteri forti, ma quanto e soprattutto dalla limitata capacità cognitiva di chi è preposto a governare il paese e non è capace di decidere neppure per creare un fondo salva imprese come stanno facendo francesi tedeschi e giapponesi e senza considerare la concezione demenzial-salottiera dell’economia da parte di aspiranti nobel, che ahinoi hanno purtroppo la responsabilità di formare i ragazzi, di chi nel futuro avrà ruoli di responsabilità. Il vuoto “intellettuale-cognitivo” oggi lo stiamo già pagando non esistendo una classe dirigente degna di questo appellativo.
E il futuro si prospetta al quanto buio.
Ma come si fa a non rendersi conto che la globalizzazione ha comportato una distribuzione della ricchezza sproporzionata? Che i nostri euro, i dollari (i surplus ovviamente)finiscono nei forzieri delle petromonarchie, dei russi dei cinesi dei giapponesi? E non tornano indietro, perché fatta qualche eccezione(beni di lusso)non hanno necessità di importare nostre merci, mentre i loro prodotti invadono i nostri mercati perché nettamente più concorrenziali.
In europa, in Italia soprattutto fino agli inizi degli anni 90, oltre a poter “giocare” sulla lira, sul suo valore c’era lo sbocco americano per le nostre merci e quindi si incassavano pregiati dollari che compensavano non solo la spesa energetica, ma erano il surplus che significava la creazione di ricchezza.
Ma dagli anni 90, non solo la moneta non ci è più appartenuta, ma gli Usa hanno cominciato ad importare dalla cina le merci per soddisfare i loro consumi. E da quel periodo alla nostra economia è venuto meno il surplus, la possibilità di creare ricchezza. E ci siamo avviati in una fase di ristagno economico, cioè di produrre per “vivere”, per mantenere quanto accumulato, mettendo fine all’espansione alla crescita economica-
E quindi è inutile che ci si domandi perché nonostante si sia creata occupazione il pil non è cresciuto.
Bisogna anche specificare che l’occupazione relativa ai precari non andrebbe conteggiata come fa l’istat a tempo pieno, inoltre dal 2002 si sono regolarizzate le posizioni di immigrati d indigeni, per cui i nuovi posti di lavoro realmente creati sono inferiori rispetto ai dati e occorre aggiungere che la nuova occupazione relativa al settore dei servizi non è da considerare come valore aggiunto, ma spesa. Non è ricchezza che genera plusvalore, ma è solo spesa quella del settore servizi, che al limite può incidere sui consumi in generale.
Gli usa sfruttando i costi produttivi decisamente inferiori della cina, con la deregulation decentravano la maggior parte delle loro industrie in estremo oriente, quindi rinunciavano a generare anche la ricchezza base. Rinunciavano cioè anche alla produttività per vivere, per mantenere quanto accumulato perché l’occupazione del settore servizi che intanto si stava sviluppando generava una ricchezza insufficiente per vivere specie alle famiglie con prole.
E non disponendo della ricchezza necessaria per mantenere gli stessi standard di vita, gli americani sono ricorsi al debito, finendo per usare la ricchezza fino a quel momento accumulata per sostenere i loro consumi.
E si è arrivati oggi alla massa critica, alla goccia che ha fatto traboccare il vaso,al punto di non ritorno.
E questa era ed è una cosa elementare, anzi da asilo di infanzia, quindi prevedibilissima.
Ed essendo tutto ciò prevedibile, scontato e considerando che non tutti hanno deficit cognitivi e che se anche professori o esperti o politici sono pecore che nel branco si differenziano dalle altre solo perché il pastore ha messo loro il campanello al collo, vi è anche chi non solo ha “percezione” di queste cose, ma ha anche la funzione di pastore che premia la pecora più “sveglia” con il campanello al collo e può indirizzare il gregge verso pascoli più ricchi o al tempo stesso al mattatoio.
E tenendo conto di tutto ciò che sta accadendo, COME SI FA A NON PENSARE CHE IL PERCORSO CONDUCA VOLUTAMENTE AL MATTATOIO?(accollare i debiti delle banche ai cittadini, e così la maggioranza fra di loro dovrà pagare 2 volte lo stesso debito:quello che ha contratto con il mutuo, e il debito della banca attraverso le tasse).
Ovvero la cinesizzazione di massa?
Cioè il riequilibrare la sproporzione nella distribuzione della ricchezza non aspettando i cinesi che si occidentalizzino, ma cinesizzando gli occidentali.
E’ questo che sta succedendo!
Ma il pastore però ha calcolato che nel frattempo i pascoli migliori potrebbero diventare di proprietà cinese?
Che se dal 1500 ad oggi nelle varie fasi della storia del capitalismo attuale l’accumulo ed il controllo del capitale nel passaggio dalle varie mani, nelle varie fasi cicliche è rimasto comunque di pertinenza occidentale, oggi il controllo degli accumuli del massimo capitale passa in oriente? E che ciò può significare il definitivo tracollo dell’occidente?
Che alla fine dell’impero romano i conquistatori dell’allora occidente non imposero la loro cultura ed i loro modelli, ma piuttosto li subirono, li adottarono mentre oggi ci troviamo difronte a “conquistatori” che hanno modelli ed una cultura forse più antica della nostra e che quindi non solo non subiranno le nostre influenze quanto piuttosto c’è l’elevatissimo rischio che ci impongano la loro cultura i loro modelli mettendo per sempre fine all’occidente ed alla sua storia?
I PASTORI LO AVRANNO CONSIDERATO QUESTO?
Che non solo i cinesi avranno il predominio sull’economia globale e quindi sulla politica, ma che potrebbero anche imporre i loro modelli culturali!
Provo angoscia, un disappunto che da la sensazione di un qualcosa che sfugga di mano. Un qualcosa di tuo, che ti appartiene, ma che non puoi toccare perché qualcun altro se ne è appropriato e ne sta facendo un uso sbagliato, errato.
Da anni sono dentro questa crisi, al punto di diventare un ossessione perché non si tratta di un normale evento ciclico, ma di una svolta epocale che cambierà la nostra vita, le abitudini e se non si adottano le misure indispensabili per affrontarla nella maniera adeguata, cambierà la nostra cultura in modo radicale perché è la crisi di tutto un sistema politico sociale culturale e non solo economico del quale tra l’altro non se ne è compresa la natura e si sta agendo in modo sbagliato.
(la crisi economica dell’occidente non è conseguenza della crisi finanziaria innescata dai subprime, ma è esattamente il contrario).
E’ tutto il nostro sistema che è attraversato da una crisi profonda che rischia di porre fine al modello occidentale, alla supremazia millenaria dell’occidente sul resto del mondo.
Una svolta epocale della quale l’attuale crisi economica sarebbe solo un risvolto, un effetto relativo alla globalizzazione, all’apertura dei mercati che sta comportando una distribuzione iniqua della ricchezza e non si stanno adottando le necessarie misure per affrontarla, anzi si sta agendo per peggiorare la situazione.
Non si può che ripetere sempre le stesse cose, sperando di trovare l’attenzione giusta per andare oltre queste cose. “Esplorare” il futuro e prevenire le conseguenze.
E ABBIAMO, LE ABBIAMO LE PROSPETTIVE E LE POSSIBILITà DI CAVARCELA…MA OCCORRE LA VOLONTà DI FARE, OCCORRE AGIRE OGGI, PERCHé IL FUTURO è QUELLO CHE FACCIAMO OGGI.
MA C’è LA VOLONTà?-
Oggi il nostro governo piuttosto che governare sembra perdere energie per difendersi da un opposizione che sa solo rompere i coglioni, perché quando il csx ha governato il paese si è impoverito e oggi arriva a portare in piazza addirittura bambini.
NO, IL PAESE NON SI RIMETTE A POSTO IN QUESTO MODO!
(mi tocca difendere proprio chi non voterei mai, perché è un opposizione che sta rendendo simpatico anche chi è antipatico).
C’è una gravissima crisi dei quali effetti neppure si immagina e occorre agire UNITI.
OCCORRE ESSERE UNA SQUADRA!
E forse perché sono ripetitivo, ma vengo snobbato se non addirittura cestinato anche nei vari forum.
E sono andato su forum di siti stranieri appunto perché qui in Italia mi snobbano. Sui forum tagliano i miei interventi.Vengo cestinato. E’ colpa mia, perché dovrei evitare di andare a cercare chi possa afferrare quello che dico. E non può esserci.
Ma è umano cercare non tanto il consenso, quanto la considerazione.
Ma non ho nemmeno quella!
E sono emigrato in un forum francese. Tra i vari siti che apro ogni giorno molti sono francesi e in uno di questi, rue89.com(che è “comodo”per accedere ad altri siti linkati nell’homepage) ho letto una notizia,anzi un articolo che mi ha costretto ad intervenire. Un articolo firmato da FurioColombo dove si sosteneva che i tagli fatti dal governo Berlusconi hanno penalizzato la “presse indipendente” in Italia.
Il bello è che tutti gli intervenuti nel forum(diverse decine, 20-30)ci hanno creduto.
E glielo dovuto dire:ma che siamo impazziti? La “presse indipendente” dove esiste in Italia?Spiegando loro la differenza tra gli sgravi fiscali per l’editoria relativi alla carta e gli aiuti ai giornali di partito specificando pure quali con le relative somme. Mi ha dato una vaga risposta una “espatriata” di sx, sicuramente artefice del post di quell’articolo, che poi è stato tolto dal sito.
In ogni modo leggendo gli articoli dei vari giornali francesi ed europei(attraverso eurotopic)ho appurato che c’è una vaga percezione di quello che sta succedendo. Che non solo in Italia c’è una massa confusa, che non ha percezione della situazione e non solo in Italia vi sono giornalisti o esperti del giorno dopo, e magari neanche il giorno dopo sono capaci di rendersi conto di quello che è successo.
Da parte mia vorrei poter “avvisare” più persone possibile:attenzione, la situazione non è bella! Non si tratta solo di debiti e crisi economica e cinghia da stringere!Ma di un qualcosa che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di vivere. E raccontare ai nostri figli e nipoti di un tempo, di quando si stava meglio, di quando c’era la libertà.
Eh già..
Non ci accorgiamo della povertà non solo perché abbiamo il riferimento di chi vive nella miseria assoluta, ma perché siamo circondati da un mucchio di cose inutili, futili per cui ancora questa percezione non è radicata. Come non ci accorgiamo di cosi significhi essere veramente liberi al punto di abusarne della libertà.
Troppo!
cincinnato1961 @ 02:34 |
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