"Le previsioni sulla stabilità finanziaria dell'Eurozona resta offuscata dalle incertezze", dice ancora Trichet, aggiungendo di non essere sicuro di come si spalmeranno i costi delle turbolenze finanziarie, per cui occorre "più che mai vigilare" e ed "è cruciale restaurare la fiducia".
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/bce-salari/bce-salari/bce-salari.html
Ancora non ci sarebbe la cognizione di “come si spalmeranno i costi delle turbolenze finanziarie?”
E ad affermare ciò sarebbe addirittura il gran capo della Bce?
Andiamo bene!
Nonostante vi sia un evidenza palese di come questi costi sono già spalmati, cioè alleggerendo le tasche dei cittadini europei, la bce è ancora incerta su come appesantire la tangente che noi europei dobbiamo pagare per sostenere la causa principale delle attuali turbolenze finanziarie:ovvero il deprezzamento del dollaro e l’iperinflazione spalmata in tutto il mondo, che costa la svalutazione delle riserve monetarie di quei paesi che dispongono non solo dei surplus in valuta americana, ma che da anni sostengono il deficit Usa attraverso l’acquisto di titoli di stato,come cina, giappone petromonarchie e nel caso dell’europa , il deprezzamento del dollaro comporta un apprezzamento sproporzionato dell’euro che mette in difficoltà il settore produttivo sia per ciò che concerne le esportazioni e sia per il mercato interno dove per i consumi la convenienza di merci extra area euro è sempre maggiore.
Quindi rischi elevati di perdita di occupazione ed mercato del lavoro sempe più al ribasso in termini retributivi.
Con prospettive sempre più evidenti di andare incontro alla stagflazione.
Mentre i costi dei prodotti indispensabili come i generi del settore alimentare ed energetico aumentano, diminuisce il potere di acquisto dei consumatori europei a causa del fatto che gli sbocchi occupazionali e soprattutto le prospettive di espansione, di migliorare le proprie condizioni economiche sono sempre minori.
Per evitare questa pericolosa “deriva” che potrebbe comportare imprevedibili e alquanto drammatiche conseguenze in ambito sociale la bce ha solo una strada da percorrere:
tagliare, tanto per iniziare, di almeno mezzo punto il tasso di sconto dell’euro.
Fare in modo cioè di riportare il rapporto dollaro euro almeno a 1,25.
Perché attualmente in europa non si sta pagando(e sostenendo)solo il deprezzamento del dollaro, ma anche il relativo ancoraggio delle monete giapponese e cinese, cioè yen e yuan, con la moneta americana.
Bisogna costringere soprattutto i cinesi a rivalutare la loro moneta, attualmente deprezzata ben oltre il 30% rispetto all’euro. Togliere ai cinesi quel vantaggio competitivo relativo allo squilibrio monetario. Un sistema questo,di deprezzare la propria moneta, che in Italia fino agli inizi degli anni 90, ci ha consentito di essere al passo con le altre economie. Ma se ai cinesi, oltre al vantaggio di disporre di manodopera sotto pagata e senza alcuna tutela e diritto, di cui dovrebbe farsi garante il Wto, si lascia anche la possibilità di giocare con la propria valuta deprezzata, ai cittadini europei non costerà solo il salasso del dollaro deprezzato in termini di benessere e standard di vita in regressione , ma anche prospettive future fatte di difficoltà serie e scoraggianti in termini di produttività. In poche parole, tutta la struttura produttiva europea, non solo tessile e calzaturiero, ma anche meccanico, alimentare chimico viene messa a rischio di smantellamento con tutti i disagi e le drammatiche conseguenze sociali che ciò comporta.
Meglio pagare qualcosa in più oggi, in termini di inflazione qualora l’euro si deprezzasse del 15-20%, piuttosto che perdere tutto domani.
Perché i poco lungimiranti signori-vassalli custodi dell’euro, dovrebbero rendersi conto che in ambito globale, l’euro è SOLO UNA VALUTA TRANSITORIA.
Fra un lustro, massimo 2, l’euro sarà solo una delle 5-6 valute globali, e la sua forza e valore dipenderà dalla struttura che avrà alle spalle.
Per struttura si intende ovviamente produttività.
Perché senza produttività, senza valori reali tangibili, che possono essere o risorse energetiche oppure produzione industriale, si fa la fine del dollaro e dell’economia Usa: cioè consumatori a debito.
Con la differenza che gli Usa sono la prima potenza militare(e quindi politica) globale in assoluto e quindi possono permettersi di forzare la mano, cioè “favorirsi” le circostanze.
Come può essere ad esempio il generare un economia di guerra.
(anche se paradossalmente in termini di vantaggi economici, agli usa sarebbe convenuto di più avere una guerra sul suo territorio, piuttosto che far “volatizzare” 3 mila miliardi di dollari lontano dagli Usa….in iraq ed afganistan si ricostruisce,negli usa debbono aspettare gli uragani i terremoti o gli incendi per ricostruire)
L’Europa come prospettiva in ambito globale è niente. Anzi rischia di diventare meno di niente.
Al limite solo terreno di conquista, per cinesi ed arabi con i forzieri pieni di danaro e masse di immigrati da spingere in europa come in una sorta di occupazione pacifica in attesa di avere ruoli prevalenti.(1)
E QUESTO NON DOBBIAMO E NON POSSIAMO ACCETTARLO.
E quindi occorre prevenire.
La politica purtroppo latita.Mancano in europa persone per esempio dello spessore di Putin, in grado di coalizzare intorno a sé gente con la stessa idea e progetto.
E portare avanti le proprie idee il tutto a beneficio della collettività, del proprio paese.
Perché globalizzazione significa competere con altri paesi né più e né meno di un campionato mondiale di calcio. Occorre fare ed essere squadra e quello che conta non è partecipare, ma stare davanti il più possibile e vincere significa benessere collettivo.
E PER FARE CIò OCCORRE INDISPENSABILMENTE ESSERE SQUADRA.
(Ed in Italia non siamo una squadra, ognuno gareggia per se stesso arrivando anche a danneggiare i suoi stessi compagni di squadra..INFATTI I RISULTATI E LE CLASSIFICHE SI VEDONO:SIAMO TRA I PRIMI...MA NELLA COMPETIZIONE CON I PAESI DEL TERZO MONDO!).
E per ciò che concerne l’economia, quindi la moneta, chi è responsabile in seno alla Bce e quindi dei destini economici di tutta europa non ha assolutamente lungimiranza.
Bada solo all’oggi, senza considerare il domani.
La bce non considera che essere forti, avere una moneta apprezzata oltremodo quando tutte le altre sono deprezzate non è assolutamente un vantaggio, ma una dimostrazione di debolezza che diventerà palese quando le altre valute torneranno ad apprezzarsi.
(anzi, nel momento attuale una moneta forte avvantaggia solo le monete deboli ed i loro paesi ed è assolutamente lesiva per i paesi che dispongono della moneta forte, come appunto accade in europa)
Perché per mantenere alto il valore dell’euro con la congiuntura attuale significa mettere a rischio e repentaglio milioni di posti di lavoro nel settore produttivo.
Significa indebolire e minare la produttività europea.
E quando le altre valute cresceranno, l’euro si indebolirà perché non avrà più la base essenziale:ovvero la struttura produttiva.
L’atteggiamento tenuto dalle autorità monetarie della bce, fanno ritenere che il processo di cinesizzazione di livellamento verso il basso della massa non è solo un aspetto congiunturale(la necessità di equilibrio con le economie emergenti)ma un disegno vero e proprio.
Un progetto “architettato” a priori il cui inizio si è avuto con la deregulation negli Usa ed in UK.
ALTRIMENTI NON SI SPIEGA QUESTA INSISTENZA NEL MANTENERE UN VALORE COSì ELEVATO DELL’EURO NON SOLO RISPETTO AL DOLLARO, il cui rapporto di questo andazzo rischia di diventare 1 a 2.(come già preconizzato qualche mese fa in questo forum).ma anche rispetto alle economie di paesi come cina e giappone diretti competitori per ciò che concerne l'industria e la produttività.
(1)Da più parti e non solo da determinati ambiti politici viene espressa preoccupazione per il pericolo dell’islamizzazione dell’europa e di tutto l’occidente..
Personalmente non ho mai avuto ed ho preoccupazioni relative all’aspetto confessionale.
Al comparire di moschee o minareti nel nostro territorio
Mi preoccupa e sempre maggiormente il fatto che sia arabi che cinesi possano diventare proprietari di industrie, di attività quali il turismo o ambiti finanziari, e soprattutto il vero terrore è quello che arabi o cinesi possano appropriarsi di aziende del settore media.
Non ci debbono far paura i minareti, CHE VANNO ASSOLUTAMENTE RISPETTATI.
O in ambito culturale lo studio ed il confronto fra le varie culture e religioni.
Anzi nelle scuole dovrebbe essere favorito lo studio delle religioni e la loro storia.
Ci debbono far paura antenne che trasmettano concezioni differenti dalle nostre o giornali che scrivano ed indottrinino secondo i loro presupposti.
E attenzione, perché il rischio che ciò accada è sempre maggiore.
Se la ricchezza in occidente è pertinente un numero sempre più ristretto di entità e questa ricchezza, come dimostrato dagli ultimi accadimenti nei mercati finanziari è solo cartacea,( una sorta di bolla gonfiata,) le banche centrali delle petromonarchie e di cina e giappone ed enti finanziari riconducibili comunque a questi paesi dispongono di ricchezze reali, di valuta in quantità tale da poterci comprare solo per il gusto di farlo.
Se l’occidente ha colonizzato quasi tutto il mondo soprattutto con le armi, oggi, anzi domani potrebbe accadere che noi occidentali diventeremo colonizzati proprio attraverso quegli strumenti, cioè la ricchezza, il danaro, a causa dei quali avvennero le conquiste e le relative guerre e colonizzazione.
Per il danaro abbiamo conquistato e sottomesso il mondo.
Con il danaro il mondo si vendica sull’occidente.